MUSE: LE STRATEGIE PER IL 2020

Nuove assunzioni ed il Not. Negli ultimi anni, la scrivente Os., ha ripetutamente rappresentato alle varie direzioni dell’Azienda sanitaria trentina, la problematica situazione del personale infermieristico e dei professionisti sanitari operante all’Ospedale S.Chiara.

E’ ormai noto che la struttura appare obsoleta e poco funzionale alle nuove esigenze della moderna sanità, con spazi talvolta inadeguati, lunghe distanze da percorrere per utenti e professionisti sanitari sempre più anziani, scarsa sicurezza dovuta al fatto che sono presenti una molteplicità di accessi non adeguatamente presidiati.

Da segnalare inoltre che lo spazio circostante all’ospedale appare congestionato dal costante iperafflusso di operatori e pazienti, con la presenza di un parcheggio inadeguato alle reali necessità, a tal proposito abbiamo ripetutamente sollecitato le direzione competenti ad intervenire, senza avere un riscontro risolutivo alla problematica.

Oltre alle problematiche logistiche, vogliamo evidenziare alcuni peculiari aspetti relativi ai nostri professionisti sanitari infermieri ed del comparto, che lavorano al S.Chiara.
Questa struttura è ad alta complessità assistenziale (Hub), pertanto abbisogna di lunghi tempi di inserimento ed affiancamento del personale, che possono durare da alcune settimane ad alcuni mesi come nelle terapie intensive, vista l’alta tecnologia presente. Il personale è molto più giovane rispetto a quello che lavora nelle strutture periferiche (spoke) ed è soggetto ad un elevato tourn-over dovuto all’alto tasso di assenze per congedo parentale ed alla conseguente presenza di un numero elevato di personale a tempo determinato assunto in sostituzione.

E’ fondamentale pertanto stanziare adeguate risorse per assumere in anticipo un numero adeguato di professionisti, garantendo loro un congruo tempo di inserimento ed affiancamento ai colleghi esperti, per mantenere l’alta qualità assistenziale raggiunta, la sicurezza delle cure al paziente ed un’operare sicuro del professionista.

Abbiamo il fondato timore che in uno stato di necessità dovuta alla carenza di personale peraltro già attuale ed alla luce anche della famosa quota 100 sui pensionamenti, ai nostri infermieri e professionisti sanitari non venga garantito il tempo necessario per essere proficuamente inseriti nelle unità operative, creando una potenziale situazione di rischio.

Su questo aspetto Nursing up vigilerà attentamente, per noi la qualità e la sicurezza delle cure è un aspetto imprescindibile.

Ora attendiamo adeguate risposte dalla nostra politica, sul Not e sul versante delle assunzioni, ricordiamo inoltre che sarà fondamentale avere un contratto di lavoro che attragga professionisti da fuori provincia, altrimenti sarà sempre più difficile garantire gli attuali standard assistenziali e rischiano di farne le spese gli ospedali periferici, che già non incontrano il gradimento di molti professionisti.