DERIVATI E PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

Focus su Patrimonio del Trentino e Cassa del Trentino

Videointervista al Consigliere Filippo Degasperi (Onda Civica)

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Commissione europea) – Dichiarazione comune nella giornata internazionale della tolleranza zero nei confronti della mutilazione genitale femminile. In occasione della Giornata internazionale della tolleranza zero nei confronti della mutilazione genitale femminile, l’Alta rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza/Vicepresidente della Commissione, Federica Mogherini, la Commissaria Ue per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, Vĕra Jourová, e il Commissario per lo sviluppo, Neven Mimica, hanno assunto una posizione decisa e unanime che si esprime nella seguente dichiarazione: “Nel mondo, oltre 200 milioni di donne e ragazze hanno subito mutilazioni genitali femminili e 500 000 di loro vivono in Europa. Dobbiamo porre fine a questa pratica deleteria, che viola i diritti umani, la dignità e l’integrità fisica delle donne e delle ragazze. Siamo determinati a eliminare la mutilazione genitale femminile prima che sia troppo tardi per i tre milioni di ragazze in tutto il mondo che ogni anno sono ritenute a rischio.

Abbiamo deciso di dedicare il 2017 alla lotta contro tutte le forme di violenza contro le donne nell’Unione europea – la mutilazione genitale femminile è una di queste. In Europa donne e ragazze devono essere protette dalla violenza e dalla sofferenza inflitta dalla mutilazione genitale. Insegnanti, medici, infermieri, funzionari di polizia, avvocati, giudici o funzionari che si occupano di asilo, svolgono un ruolo fondamentale per individuare ragazze possibili vittime della mutilazione genitale femminile. Da oggi l’Ue sosterrà questi professionisti perché svolgano al meglio il loro ruolo, grazie a una piattaforma web a livello europeo. Proteggiamo anche le donne e le ragazze migranti garantendo loro sia l’accesso all’assistenza medica e psicosociale che assistenza legale.

Attraverso la riforma del nostro sistema europeo comune di asilo saremo in grado di affrontare meglio le esigenze specifiche delle donne richiedenti asilo vittime di violenza di genere. La mutilazione genitale femminile è un reato in tutti gli Stati membri dell’Ue e incoraggiamo i paesi partner al di fuori dell’Europa ad adottare misure giuridiche simili. Ad esempio, all’indomani dell’avvio del pertinente programma Ue-Onu, Gambia e Nigeria hanno adottato una legislazione innovativa che configura questa pratica come reato. 531.300 ragazze hanno potuto usufruire di programmi di cura o prevenzione della mutilazione genitale femminile e 2.000 comunità sul territorio si sono impegnate pubblicamente ad abbandonare questa pratica deleteria.

I cambiamenti a livello legislativo e programmatico sono essenziali. Ma al di là di ciò, la mutilazione genitale femminile sarà sconfitta solo quando, ovunque, la società sfiderà e condannerà le norme sociali che la promuovono. La Commissione europea sostiene il cambiamento sociale non solo a livello politico ma anche a livello locale, coinvolgendo padri, madri, ragazze e ragazzi – oltre che capi comunità e rappresentanti delle fedi religiose. Per facilitare il cambiamento verranno promossi miglioramenti nella raccolta di dati nazionali e saranno sviluppate nuove metodologie di misurazione delle modifiche delle norme sociali a livello di comunità. Sono disponibili finanziamenti per offrire sostegno alle ragazze e alle donne a rischio e per garantire l’accesso ai servizi di assistenza a chi ha subito la mutilazione genitale femminile.

Gli obiettivi di sviluppo sostenibile rappresentano un’opportunità unica per riunire e mobilitare l’intera comunità internazionale affinché sia raggiunto l’ambizioso obiettivo di eliminare la mutilazione genitale femminile.Oggi, ribadiamo il nostro forte impegno per l’eliminazione della mutilazione genitale femminile. Non si può non agire quando, ogni giorno, più di 8 000 ragazze rischiano di essere sottoposte a questa pratica.”

 

 

 

 

 

Foto: © Archivio fotografico Parlamento europeo