Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Sono cinesi 4 delle prime 5 banche al mondo per totale attivi. JP Morgan Chase la prima americana, BNP Paribasla prima europea. Nel 2018 i ricavi delle banche Usa crescono a ritmo più elevato delle europee. Le banche europee sono più concentrate sul mercato domestico e non si vedono fusioni dal 2009.

Continua la riduzione del numero di sportelli e di dipendenti in tutta l’Unione Europea, Italia compresa. Avanzano i servizi on-line.

L’Area Studi Mediobanca presenta oggi l’aggiornamento annuale dell’indagine sulle principali Banche Internazionali approfondendo il confronto fra istituti europei e statunitensi.

La ricerca è completata dall’analisi dei primi risultati del 2019 eda una panoramica sulle banche centrali a livello internazionale. Le banche cinesi occupano quattro posizioni nella top 5 globale per totale attivi, con ICB of China che si conferma prima al mondo anche nel 2018. Il primo istituto statunitense è JP Morgan Chase, mentre BNP Paribas ha raggiunto HSBC diventando la prima big europea.

Uni Credite Intesa Sanpaolo perdono 4 posizioni ciascuna e si piazzano, rispettivamente, 26esima e 29esima. Crescono i ricavi sia in USA(+4%) che in Europa(+0,9%), con Deutsche Banke Crédit Suisseche tornano all’utile dopo tre esercizi. In tutta l’Unione Europea prosegue la riduzione del numero di sportelli e di dipendenti bancari (-27,7% e -17%rispetto al 2008) come anche in Italia (-25,5% e -18,9%), dove gli istituti stanno facendo enormi progressi nella riduzione dei crediti dubbi.

Tra le banche centrali, la BCE (eurosistema) è prima sia per ammontare di totale attivo (€4.702 mld) che pertasso di crescita di titoli in portafoglio (1.069%).*

 

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LA CLASSIFICA MONDIALE: LE BANCHE CINESI NON HANNO RIVALI.

Il 2018 è ancora una volta l’anno delle banche cinesi, che occupano l’intero podio della classifica per totale attivo. Si conferma al primo posto Industrial and Commercial Bank of China, con attivi per €3.517 mld. Scambio di posizioni al secondo posto: Agricultural Bank of China(€ 2.871 mld) supera China Construction Bank(€2.856mld).

Fuori dal podio il gigante americano JP Morgan Chase(€2.703 mld), l’unica banca non cinese presente nella Top5, seguita a brevissima distanza da un altro colosso cinese: Bank of China(€2.701 mld). Il sesto posto appartiene anche quest’anno alla giapponese Mitsubishi(€2.472 mld), seguita dalla statunitense BofA (€2.305mld).

Ottavo posto per la francese BNP Paribas(€2.276mld), prima banca europeain classifica e in recupero di una posizione rispetto al 2017. Completano la Top10 la seconda banca europea HSBC (€ 2.275mld) che perde due posizionie l’americana Citigroup (€1.980 mld).

 

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Ancora indietro le banche italiane che, rispetto alla precedente rilevazione, hanno perso entrambe quattro posizioni:

UniCredit (€ 848 mld) è 26esima e Intesa Sanpaolo (€817 mld)è 29esima.

IL 2018 DEL SETTORE BANCARIO IN EUROPA E NEGLI USANel 2018 i ricavi del settore bancario sono cresciutisia in Europa (+0,9%), sia in USA(+4%): gli istituti statunitensi – complice anche la crescita del margine d’interesse del 5,1%, -crescono però ad un ritmo più elevato.

I gruppi bancari americani performano meglio degli europei anche sul fronte dellec ommissioni nette (+1,7%, contro il -0,3%). Sempre nel 2018, il risultato netto è quasi raddoppiato in USA(+63,5%,da $75,7 a $123,7 mld) e cresciuto del 18% in Europa. La redditività (utile netto su ricavi) è ai massimi nei dieci anni analizzati con le americane che doppiano le europee (ROEal 12,6% in Usa e al 7%in Europa).

Sul fronte fiscale sono venuti meno gli effetti della riforma USA del 2017 che aveva causato oneri complessivi per €9 mld in Europa e per $21,7 mld negli Stati Uniti. L’abbassamento dal 35% al 21% della Corporate taxnegli USA ha prodotto vantaggi diretti e indiretti per tutto il settore bancario locale.

Nel decennio 2009-2018 le principali banche europee hanno cumulato utili complessivi per €548 mld rispetto ai $646 mld delle statunitensi. Il 2018 è anche l’anno del ritorno all’utile, dopo tre esercizi chiusi consecutivamente in perdita, di Deutsche Banke Crédit Suisse. Anche nel 2018 il saldo delle voci straordinarie si conferma positivo per le banche statunitensi (+ $3mld) mentre torna negativo in Europa (-€6,2mld).

Sono ancora pochi i gruppi bancari europei a respiro internazionale: per 10 istituti europei analizzati, l’home country vale oltre il 70% dei ricavi.

In aggiunta, negli ultimi dieci anni non si registrano grandi operazioni transfrontaliere di M&A: l’ultima risale al 2009 e riguarda l’acquisizione della belga Fortis Bank da parte della francese BNP Paribas. Il decennio 2008-2018 evidenzia anche la forte tendenza alla riduzione del numero di sportelli (-27,7%) e del numero di dipendenti bancari (-17%) in tutta l’Unione Europea. Non fa eccezione l’Italia, che ha ridotto del -25,5% gli sportelli e del -18,9% il personale bancario.

Le evidenze del 2018 dimostrano che, rispetto ai competitor statunitensi, le banche europee: Destinano più risorse ai clienti(46,9% vs 38,2%) e meno a liquidità/interbancario(35,4% vs 41,4%);

Sono mediamente meno esposte ai derivati;

Raccolgono meno con depositi(46,5% vs 54,3%) e più con obbligazioni(13,7% vs 9,9%);

Hanno meno capitale(5,9% vs 9,6%) eleva maggiore(19,1x vs 13,2x).

I dati relativi al primo semestre 2019 indicano chele banche statunitensi hanno iniziato l’anno con più ricavi (+0,4%)rispetto alle europee (-1,8%). Discorso inverso per il risultato netto, che vede crescere maggiormente gli istituti europei (+10% vsil +5,1% degli americani).

 

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LE BANCHE ITALIANE

Il 2018 delle due maggiori banche italiane ha fatto registrare:

Enormi progressi nella riduzione deiNPL (Non Performing Loans), passati per l’Italia Top 2 dal 5,2% al 3,6% dei crediti complessivi (1,5% la media europea)e passati dall’8,5% del 2016 al 4,6% del 2018 per l’Italia Top 5, con coverage ratio di poco superiore alla media europea;

Un elevato ricorso a esposizioni sovrane ma un modesto peso delle attività di livello 3: 16,7% del patrimonio netto tangibile (17,6% la media europea);

Una redditività superiore alla media europea: ROE2018 al 7,8% (8,1% per Intesa Sanpaolo e 7,5% per UniCredit) rispetto al 7% della media europea.

 

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FOCUS BANCHE CENTRALI

Nel periodo 2008-2018 la Banca Centrale Europea (Eurosistema) ha segnato un ammontare di totale attivo più elevato (€4.702mld) rispetto alla Bank of Japan (€4.426mld) e alla Federal Reserve(€3.544mld).

Allo stesso tempo la BCE ha fatto registrare anche il tasso di crescita di titoli in portafoglio maggiore (1.069%) rispetto alla FED (794,3%) e alla BOJ(731,3%).

A livello europeo, gli attivi di bilancio della Banca d’Italia (rispetto al 2008) sono cresciuti a ritmi più elevati rispetto alle altre banche centrali. La Banca d’Italia possiede, infine, la quarta riserva d’oro a livello mondiale (2.452 tonnellate).

In Europa lo scettro spetta alla Deutsche Bundesbank (3.370) e su scala globale alla FED( 8.133,5).