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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

MASÈ (LA CIVICA) * COVID – DISABILITÀ TRENTINO: « LA POLITICA NON DEVE MAI DIMENTICARE L’UMANITÀ, CHI È FRAGILE È PIÙ SILENZIOSO “

Ho seguito con partecipazione, e non nascondo con una certa frustrazione, gli appelli sul tema della vaccinazione per le persone con disabilità. Posto che all’interno di questa definizione rientra uno spettro complesso e variegato di situazioni, vorrei finalmente salutare con ottimismo quello che mi sembra sia un effettivo cambio di passo e che spero possa ridare speranza alle famiglie di queste persone, cancellando un po’ della mortificazione vissuta per lo meno negli ultimi mesi.

Il mio senso di frustrazione era legato al comprendere le esigenze delle mamme, dei papà, delle sorelle, dei fratelli e di tutti coloro che si prendono cura dei loro cari “speciali” di fronte a un silenzio istituzionale che faceva spavento, che faceva sentire tutti ancora più soli in questa situazione già così difficile.

A livello nazionale, sul fronte vaccini, questi primi tre mesi dell’anno sono stati come le montagne russe: nessun orizzonte chiaro, nessuna certezza settimanale. Non voglio neanche scaricare tutta la colpa sul governo romano, perché molte responsabilità, lo sappiamo, le ha anche l’Unione Europea.

Ma se questo vale sul piano politico, crediamo che la spiegazione possa bastare ad una mamma che convive con l’incubo di dover lasciare il proprio figlio sulla soglia del reparto, il non poter essere al suo fianco se deve entrare in terapia intensiva, per aiutare a gestire un accesso in ospedale o un ricovero che è sempre un problema molto complesso quando si tratta di talune disabilità? No.

O che possa bastare a sorelle preoccupate per la socialità dei loro fratelli, che non deve essere limitata ai soli centri diurni? Che rinunciano anche a pranzare con loro per non esporli ad un potenziale pericolo? No.

La vita di queste famiglie è già piena di difficoltà, di barriere fisiche e sociali da superare, perché devono aggiungersi anche questi pesi?

Ed è per questo che ho colto con una certa commozione le parole del presidente Fugatti quando ha detto “non siamo indifferenti, non devono esserci ultimi o categorie che non si sentono mai considerate”.

La politica non deve mai dimenticare l’umanità. I politici non devono perdere l’umanità, perché alla fine è grazie a quella che si può orientare l’agire verso il bene collettivo, la giustizia, l’equità. Il “non lasciare indietro nessuno” deve proprio partire dalle situazioni più fragili, che, ahimè, sono troppo spesso anche le più silenziose.

Ora, il cambiamento di strategia e possibilità nell’uso delle varie tipologie di vaccini a disposizione, unitamente ad un maggior numero di dosi a disposizione, dovrebbe consentire anche alla nostra Provincia di potersi muovere con una pianificazione che possa rispondere alla necessità di vaccinare le persone con disabilità e, auspico, di almeno un loro caregiver.

Perchè, ed è l’altra faccia della medaglia, dobbiamo garantire anche la salute di chi si prende cura di queste persone, nella maggior parte dei casi totalmente dipendenti dall’assistenza altrui, perché non possiamo negare l’indissolubilità del loro rapporto, in una maniera difficile da comprendere per chi non conosce, e che sarebbe straziante tranciare a causa di un ricovero ospedaliero di una delle due parti.

Le posizioni espresse nelle ultime ore dal Ministero della Salute, con circolari e dichiarazioni, sembra vadano in questo senso, e sono certa che, a fronte dell’umanità delle dichiarazioni del presidente Fugatti, anche nel nostro territorio riusciremo a dare loro le giuste risposte in termini vaccinali.

Perchè se è vero, come è vero, che “felicità non fa rima con normalità” per citare un motto Anffas, allora abbiamo il dovere di garantire alle persone con disabilità di poter tornare alla loro vita e alla loro felicità, così tanto sacrificata in questo periodo durissimo per tutti.

 

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Vanessa Masè

Consigliera provinciale Trento – La Civica

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Vanessa Masè

consigliere provinciale La Civica