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MASCHIO (ONDA CIVICA TRENTINO) – INTERROGAZIONE * DISCARICA SARDAGNA: « È VERO CHE SIA UNO DEI SITI PRESI IN CONSIDERAZIONE PER IL DEPOSITO DI PARTE DEL MATERIALE DI SCAVO? »

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11.11 - martedì 07 settembre 2021

L’ultimo incontro pubblico legato alla circonvallazione dei treni ha lasciato non pochi dubbi e paure. Fra le tante la questione Sardagna, ex-Sloi ed ex-Carbochimica. Oggetto: Circonvallazione, Sardagna e aree inquinate di Tn Nord.

Alcune prese di posizione nel merito della nuova circonvallazione dei treni lasciano perplessi o quantomeno meritano un importante approfondimento.

Tra questi l’ipotesi di utilizzo della discarica di Sardagna e la bonifica delle aree ex-Sloi ed ex- Carbochimica.

Sia chiaro, come avevo già avuto modo di dire in tempi non sospetti, e contro il parere del partito in cui militavo e dal quale mi sono staccano per la loro cecità e scorrettezza, in merito alla realizzazione della circonvallazione sono del tutto a favore.

La dimostrazione della poca sensibilità in merito alla salute dei cittadini che vivono nell’intorno della ferrovia sarebbe già un motivo sufficiente ma la prospettiva di avere, dopo la realizzazione del TAC, treni che superano il chilometro di lunghezza con portate che supereranno i 400 treni al giorno non può che rendere necessario spostare la linea merci dalla città.
Ovviamente un opera di tale portata non può che trascinarsi dietro dubbi, perplessità, polemiche e speranze.

Certo è paradossale che molti candidati dell’attuale maggioranza di governo della città si accorgano solo ora di una progetto noto ormai da due anni, presentato in tutte le salse proprio dall’attuale Assessore alla transizione ecologica.

Certo il giorno dopo aver esultato per Sardagna e la fine dell’avanzamento della sua discarica non può che lasciare perplessi udire che un ipotesi sia di utilizzare proprio quel sito come deposito del materiale proveniente dalla realizzazione degli scavi.

E poi c’è la questione delle aree di Tn-nord.

Da una parte utilizzata come deposito di materiale proveniente dagli scavi e dall’altra “sicuramente bonificata” da RFI.
Per la questione deposito sicuramente dovrà essere messo in piedi un sistema di protezione del materiale depositato dal terreno inquinato perché se solo ci fosse contatto dovrebbe purtroppo poi essere necessariamente trattato come materiale altamente inquinato con i relativi costi.

Ma ciò che mi lascia più perplesso è la sicurezza con cui si decide che l’area sarà bonificata e la certezza che lo farà RFI.
Parliamo di sezioni di scavo totalmente inquinate da piombo tetraetile, IPA pesanti e molti altri pericolosi inquinanti che ad oggi dopo 40 anni nessuno è riuscito a bonificare.

La questione è molto semplice, il costo è talmente elevato che nessuno lo ha potuto fare o se invece lo si ritene cosi semplice vuol dire che chi ha trattato la materia fino ad ora sarebbe un incompetente?

A RFI chiedete di fare il “massimo”, ma allora chi non ha fatto il massimo fino ad oggi nel merito? Con una falda poi che proprio in quella zona è praticamente superficiale per quasi tutto l’anno.
Alla luce di tutto quanto esposto in premessa

*

si interrogano pertanto il Sindaco e la Giunta ai fini di conoscere:

• se corrisponda al vero che la discarica chiusa di Sardagna sia uno dei siti presi in considerazione per il deposito di parte del materiale di scavo;

• se sia stata fatta una valutazione dei metodi e sopratutto dei costi per l’eventuale deposito di materiale sulle aree ex-Sloi ed ex-Carbochimica;

• da dover arrivino le certezze legate al fatto che sarà RFI ad occuparsi di una bonifica che ad oggi non ha visto un passo avanti e come mai oggi si può cosi superficialmente dare un orizzonte temporale quasi che chi ha trattato la materia fino ad ora sembrerebbe non averlo fatto nel modo corretto;

• considerato che a RFI inoltre si chiede “il massimo”, se si abbia idea dei metodi di bonifica, dei volumi in gioco e sopratutto dei costi relativi ed in caso di avere evidenza degli stessi;

• quali siano i pericoli legati ai finanziamenti europei in caso le previsioni sulla tempistica
della bonifica fallissero.

*

Andrea Maschio
Consigliere comunale ONDA CIVICA TRENTINO

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