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MART – ROVERETO (TN) * FORTUNATO DEPERO: « È COMINCIATA LA NUOVA GRANDE STAGIONE, DUE LE MOSTRE DEDICATE AL GENIALE ARTISTA TRENTINO »

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11:49 - 21/10/2021

Rovereto. Il Presidente Vittorio Sgarbi e i curatori hanno presentato alla stampa e alle autorità le nuove quattro mostre del Mart. Trasmesse in diretta Facebook LINK, la conferenza stampa di ieri (mercoledì 20/10/2021) delle 12.30 e la presentazione delle 18.00, sono online sul profilo del museo.

 

 

 

Sono intervenuti alla conferenza stampa:
Micol Cossali, assessora alla Cultura, Comune di Rovereto
Mirko Bisesti, assessore alla Cultura, Provincia autonoma di Trento
Francesca Bazoli, presidente Fondazione Brescia Musei con la quale il Mart ha organizzato il Focus su Romolo Romani
Lorenzo Zichichi, Casa editrice il Cigno, ideatore con Vittorio Sgarbi del Focus su Piero Guccione e Achille Perilli
Marco Di Capua, curatore del Focus su Piero Guccione e Achille Perilli
Maurizio Scudiero, curatore della mostra su Depero organizzata presso l’omonima Casa d’Arte Futurista
Nicoletta Boschiero, responsabile Casa d’Arte Futurista Depero e curatrice della grande mostra Depero new Depero
Mario Botta, architetto
Vittorio Sgarbi, presidente Mart di Rovereto

 

Ha condotto: Susanna Sara Mandice, Ufficio stampa e comunicazione Mart

 

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DEPERO NEW DEPERO

A cura di Nicoletta Boschiero

21 ottobre 2021– 13 febbraio 2022

Mart Rovereto

A quasi vent’anni dall’inaugurazione del Mart di Rovereto una grande esposizione dedicata a Fortunato Depero esplora l’attualità delle sue sperimentazioni e le influenze delle sue ricerche negli ambiti dell’arte, della moda, del design con particolare attenzione agli anni Ottanta e Novanta.

In mostra circa 500 lavori tra opere, disegni, mobili, oggetti, manifesti, fotografie, libri e riviste; una decina di video e film realizzati negli ultimi 20 anni; fumetti e oggetti di design, oltre ai celebri prodotti Campari.

 

Senza Fortunato Depero il Mart di Rovereto non esisterebbe.

Nato in Trentino nel 1892, alla sua morte, nel 1960, lasciò al Comune di Rovereto l’unico museo futurista italiano e il suo archivio personale, comprensivo di circa 3000 oggetti, tra cui buona parte della sua produzione artistica, carte, materiali e una ricca biblioteca.

Questa inestimabile eredità restituisce la figura di un artista poliedrico impegnato su vari fronti e ambiti di sperimentazione, dalla pittura ai complessi plastici motorumoristi, dalla grafica al teatro, dalla poesia alla comunicazione, dalla lirica ai progetti editoriali.

Un creativo alla ricerca dell’arte totale, fermamente convinto che tra un linguaggio e l’altro non esistessero gerarchie.

Nel periodo propedeutico all’apertura del polo culturale di Rovereto la figura di Depero è centrale e orienta le scelte espositive di Gabriella Belli, prima direttrice del Mart, che nel costituire le Collezioni museali e presentare il programma espositivo parte proprio da Depero, il personaggio più rappresentativo di Rovereto con un proprio museo permanente.

Da allora tanto nel museo realizzato da Botta quanto nella Casa d’Arte Fortunato Depero – entrata a far parte del polo museale nel 2009 in occasione del centenario del Futurismo – il Mart programma mostre, espone opere e materiali, propone laboratori per il pubblico di tutte le età e le scolaresche, organizza visite e percorsi tematici fuori e dentro i musei.

 

 

E progetta. Programma. Investe.

Negli anni il Mart ha dato seguito alle idee di Depero, trasformando il suo lascito in un patrimonio in divenire.

Ha investito sull’acquisto di decine di opere e di numerosi archivi, su restauri (tra i più recenti quelli dei famosi “arazzi” normalmente esposti a Casa Depero) e ricostruzioni di costumi, mobili, oggetti, scenografie come quelle, celeberrime, de i Balli Plastici e de Le chant du rossignol.

Restauri, interventi di manutenzione e rifacimenti costituiscono un’operazione di ricomposizione filologica che ha permesso di colmare deprecabili lacune.

Grazie all’accurata politica di prestiti e relazioni istituzionali portata avanti dal museo, l’opera di Depero è presente nelle mostre internazionali, nei convegni più prestigiosi, nei volumi più noti. Ma anche nei progetti di ricerca dell’Archivio del ’900, nelle mostre di approfondimento realizzate organizzate presso la Casa Depero e nelle proposte didattiche e formative dell’Area educazione del Mart.

Dal 21 ottobre 2021, la grande mostra Depero New Depero per la prima volta rende conto di questa storia. Una storia che rappresenta più di un capitolo della più ampia storia del Mart. Una storia che spazia, come avrebbe voluto Depero stesso, dall’arte all’editoria, dal teatro al design, dal fumetto al cinema.

Il museo rappresenta se stesso, a partire dal proprio patrimonio e dalla propria attività di ricerca, formazione, educazione ed esposizione.

Sono esposti per la prima volta circa 200 volumi pubblicati dal Mart, le opere in buxus appena restaurate, le ricostruzioni storiche, gli oggetti e i mobili di quegli artisti, designer, illustratori ed editori che a Depero si sono ispirati.

La mostra si sofferma sulla figura di Depero come influencer.

Dopo la morte, la sua opera ha profondamente influenzato architetti e designer come Ettore Sottsass e Alessandro Mendini, a cui non a caso il Mart ha dedicato importanti esposizioni, nonché i “nuovi futuristi” come Nespolo, Lodola, Postal, Innocente, Abate e Plumcake, di cui il museo ha acquistato alcune opere.

L’esposizione di oggetti ricostruiti – scenografie, costumi, mobili, marionette – danno conto di un’attività museologica singolare, portata avanti in particolare negli anni Novanta, e suggeriscono un dibattito critico sul ruolo del museo, sulle attività di studio, ricerca e conservazione dell’arte contemporanea e delle cosiddette arti applicate.

L’allestimento della mostra, a cura dello studio Baldessari e Baldessari, esalta il dialogo ideale tra Depero e il Mart mettendo in relazione l’artista con l’architettura che lo accoglie. Il visitatore idealmente si perde, immerso in un display fortemente scenografico che incanta. I volumi geometrici dei lucernai disegnati da Mario Botta diventano “impronte” i cui colori sono ricavati dai pantoni di alcune opere deperiane; ne deriva un gioco optical in cui negativo e positivo – concavo e convesso si confondono. Sotto un soffitto che vuole essere un arazzo contemporaneo, lo scenografico percorso si snoda tra 6 sezioni:

 

 

 

 

 

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