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MANICA (PD) – INTERROGAZIONE * COOPERATIVA “MIMOSA” – RIVA DEL GARDA (TN): « È NECESSARIO UN INTERVENTO CONGIUNTO PAT – COOPERAZIONE TRENTINA »

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10.38 - venerdì 01 aprile 2022

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota inviata all’Agenzia Opinione) –

 

La liquidazione della cooperativa Mimosa rischia di avere un forte impatto di crisi sulla comunità dell’Alto Garda, e non solo, perché poche sono le imprese di dimensioni analoghe in Trentino, se si pensa che dei complessivi 270 dipendenti, 210 si trovano in Trentino, con 13 milioni di euro di fatturato ed una diversificazione di attività in ben sei diverse aree d’intervento.

E’ sulla base di tale assunto il consigliere del PDT Alessio Manica ha depositato oggi un’interrogazione (v. allegato) per chiedere lumi nel merito alla Giunta, e, in particolare,  dopo che lunedì scorso questa ne ha decretato con delibera la liquidazione, nominando contestualmente anche il commissario liquidatore nella stessa figura che dall’agosto scorso affiancava il Cda della Cooperativa.

Il consigliere del Partito Democratico  rimarca, poi, nel dispositivo che, data l’importanza dell’azienda in questione e dei diversi settori di attività svolte, sarebbe necessario che l’Assessorato seguisse la procedura congiuntamente al sistema cooperativo per garantire oltre i posti di lavoro coinvolti, anche la continuità dei servizi erogati.

 Inoltre Manica chiede se corrisponda al vero che da molti mesi soci e lavoratori non siano stati coinvolti dal Cda e se il liquidatore abbia nel suo mandato anche quello di interloquire con dipendenti oltre che con i soci.

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Ill.mo Signor

Walter Kaswalder

Presidente del Consiglio provinciale 

Sede

Interrogazione n.

Cooperativa la Mimosa: è necessario un intervento congiunto PAT-Cooperazione

In questi giorni la stampa riporta la notizia della messa in liquidazione della cooperativa Mimosa, realtà imprenditoriale importante non solo per il contesto dell’Alto Garda.

L’impatto di questa crisi sulla comunità sono sintetizzate nel numero dei dipendenti: 270 di cui 210 in Trentino. Numeri importanti che la configurano come una crisi aziendale assolutamente rilevante, facendo un paragone con il settore industriale poche sono le imprese di quel taglio in Trentino.

Lunedì la Giunta provinciale ha assunto la deliberazione che nel decretarne la messa in liquidazione nomina contestualmente anche il commissario liquidatore nella stessa figura che dall’agosto scorso affiancava il CDA della Cooperativa.

E’ stata infatti la relazione sulla situazione economico finanziaria inoltrata alla Giunta a sancire che non vi sono prospettive di ritorno a valori positivi dell’azienda, che per il 2021 avrà una perdita di esercizio che potrebbe raggiungere il milione di euro.

Dalla deliberazione giuntale si evince come la nota vicenda della gestione del Campeggio Brione sia stata un colpo finale alla precaria situazione aziendale, che nemmeno le operazioni di riorganizzazione aziendale hanno risollevato.

Ora il destino, a partire da quello dei lavoratori, è in mano al Commissario ed alla Giunta provinciale, oltre che al mondo cooperativo nel suo insieme chiamato anche in questo caso alla gestione della crisi di una sua importante realtà.

Per chi non ha evidentemente in mano i numeri aziendali, sorprende come si possa essere arrivati a questo punto per una realtà che con 13 milioni di euro di fatturato ed una diversificazione di attività in ben sei diverse aree d’intervento.

Sorpresa che pare essere piuttosto forte anche all’interno dei dipendenti che lamentano di non essere stati informati della situazione reale e delle azioni tentate per risollevare le sorti aziendali.

Da ultimo, data l’importanza dell’azienda oggetto della liquidazione, considerando i diversi settori di attività svolte, pare allo scrivente necessario che l’Assessorato segua la procedura congiuntamente al sistema cooperativo per garantire oltre i posti di lavoro coinvolti anche la continuità dei servizi erogati.

Ciò premesso 

si interroga l’Assessore competente e la Giunta 

per sapere:

  1. quale sia l’esatta situazione finanziaria ed economica aziendale e se la stessa garantisca la continuità stipendiale dei dipendenti;
  2. quali siano state le iniziative dalla nomina dell’affiancatore che avrebbero dovuto migliorare la situazione aziendale;
  3. se corrisponde al vero che da molti mesi soci e lavoratori non sono coinvolti dal CDA;
  4. se il liquidatore abbia nel suo mandato anche quello di interloquire con dipendenti oltre che con i soci;
  5. se vi sia stata o ci sarà un’interlocuzione tra Assessorato e Cooperazione per costruire assieme la migliore via di uscita.

cons. Alessio Manica

A orma di regolamento chiedo risposta scritta

Trento, 31 marzo 2022

 

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