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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

M5S TRENTINO * VALDASTICO: « L’ASSESSORE DELLA REGIONE VENETO DE BERTI NON HA FATTO ALCUNA CONSIDERAZIONE SULLA SOLUZIONE ROVERETO-SUD »

A4 e A31 tra tecnica, politica ed economia”. Si assiste a racconti più o meno veritieri dell’incontro di ieri al Mit  in merito all’argomento Valdastico. E perciò crediamo, visto che eravamo presenti, che sia corretto dare anche la nostra versione.

Da quello che si legge sembra quasi che sia stato di fatto stretto un patto di ferro tra Veneto, Trentino e Ministero delle infrastrutture e trasporti sulla realizzazione della A31 e del suo tracciato. Quello che invece è certo è che l’assessore della Regione Veneto Elisa De Berti non ha fatto alcuna considerazione sulla soluzione Rovereto-sud ma ha affermato che “al trentino ci pensino i trentini noi abbiamo già fatto il nostro”, concetto peraltro che condividiamo.

E’ inoltre certo che l’assessore Spinelli ha detto che non si fa spaventare dai progettisti affermando che i lavori inizieranno fra 4 anni. Abbiamo fatto notare che per quello veneto sono previsti 7 anni e che sarebbe da super-eroi riuscirci ma forse è in possesso di una pozione magica. Magari sono amici di Panoramix.

Troviamo incredibile e irrispettosa l’affermazione dell’assessore che riferisce di avere trovato impreparazione al Mit. Abbiamo modo di affermare che si è visto tutt’altro da parte del Capo-gabinetto Gino Scaccia essendo egli stato molto fermo preparato e diretto.

Cosa che non si può dire dell’assessore dimostratosi poco rispettoso della Sentenza del Consiglio di Stato e del tutto impreparato un merito alla questione. Non sapeva infatti se vi era un progetto del tracciato ne tanto meno quale opinione dare sulla questione di svincolare la A31 dal rinnovo della concessione anzi affermando che fosse onere solo ed elusivamente del Ministero.

Affermare poi che per superare la sentenza basta fare un taglia e cuci di un progetto “Rovereto sud”, che neanche c’è, su quello del Veneto è non rispettare la sentenza che dice ben altro.

Dire infine che non ci si spaventa per i pericoli che gli stessi geologi hanno segnalato vuol dire farsi beffe della tecnica a scapito della politica salvo poi farne pagare le conseguenza ai cittadini.

Non sarebbe male un po di rispetto un più e un meno arroganza.

Un fatto è peraltro certo. Da parte nostra abbiamo sottoposto direttamente al Ministro le motivazioni per cui ci siamo schierati contro questa opera e abbiamo chiesto apertamente che si procedesse a svincolare la procedura di rinnovo della concessione dalla realizzazione della stessa procedendo ad un analisi costi benefici solo però una volta presentato un progetto generale complessivo che prenda faccia un quadro di analisi più ampio, “volto a descrivere su scala europea, nazionale e locale gli scenari di evoluzione della mobilità e dei modelli trasportistici, sia stradali che ferroviari, e che tenga conto delle previsioni di traffico stradale e ferroviario, merci e passeggeri, bassa, media e lunga percorrenza su tutto l’arco alpino e non solo al valico del Brennero senza e con le infrastrutture ferroviarie e viarie in costruzione o in progettazione e senza e con le misure volte a potenziare l’intermodalità e la sostenibilità del trasporto merci attraverso le Alpi”. Non è questa una provocazione bensì ciò che si chiese ancora nel Documento conclusivo del Comitato paritetico tra Ministero, Regione Veneto e Provincia Autonoma di Trento e che la Regione Veneto ha pienamente condiviso.

Bene se la giunta provinciale vuole la soluzione di tracciato T5 o qualsiasi altra provveda ad istituite da subito un dibattito pubblico che ricordo essere obbligatorio.

Ciò dalla firma del 9 maggio 2018 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che introduce in Italia, ai sensi dell’articolo 22 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, il dibattito pubblico per le grandi opere infrastrutturali e di architettura di rilevanza sociale, aventi impatto sull’ambiente della Legge sul dibattito pubblico, che finalmente riconosce questo istituto come obbligatorio per tutte le Opere Pubbliche di importo superiore a 50.000.000 €.

Ci sarebbe molto da esporre e discutere.

Il legame tra rinnovo della concessione e costruzione A31 ad esempio.

Una proroga quella della concessione necessaria evidentemente a permettere la realizzazione del tratto della Valdastico e della sua gestione per il tempo, nella sostanza, utile a recuperare il finanziamento, cioè infinito.

Già nel 2007 la clausola della proroga al 2026 la condiziona all’approvazione del progetto definitivo che viene poi in sostanza presentato come I° Stralcio funzionale Piovene rocchette – Pedemente. Molto lontano questo dall’essere un progetto generale sulla base del quale fare poi dei lotti come invece la recente sentenza pretende.

Un progetto, il I° Stralcio, neanche approvato o concordato con la Provincia e per il quale non sono neanche stati rispettati i termini per le osservazioni e senza pubblicazioni ad alcuni enti pubblici come dovuto.

Peraltro progetto definitivo con carenze già segnalate ma a cui non si è mai avuto risposta.

Di sicuro il 18 settembre 2017 il progetto presentato manca di un progetto completo a monte e sembra quasi una presa in giro quella di definirlo “Stralcio” di un qualcosa che non esiste.

Parlando poi della scelta T5 (uscita Rovereto sud) spaventa come venga sottovalutato l’allarme geologico degli stessi progettisti cosi come il rischio di avere costi enormemente più grandi del previsto vista l’incertezza progettuale segnalata.

Non entriamo neanche negli aspetti ambientali per i quali si potrebbe parlare per pagine e pagine ma sicuro i dati del traffico dimostrano che la stessa non potrà garantire una riduzione significativa del traffico della SS47.

Vogliamo infine sottolineare come la sinistra che oggi grida alla scandalo quando si è trattato di votare una presa di posizione ferma e netta contro questa autostrada non lo ha fatto ne in Provincia ne in Comune di Trento.

Nel 2016 in merito alle nostre mozioni ove chiedevamo un no secco a qualsiasi ipotesi di tracciato il centrosinistra non lo ha votato e sembra quindi buffo che oggi invece prendano posizione.

Certo si può cambiare idea ma è un fatto che chi oggi ci critica e ci da degli incompetenti dovrebbe riflettere su quanto e quando loro stessi lo sono stati.

 

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Andrea Maschio, Paolo Negroni e Marco Santini – M5S Trento

Filippo Degasperi,  Alex Marini – M5S Provincia Autonoma di Trento