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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

LUPI IN TRENTINO: UPT, QUALI INTERVENTI PER IL CONTENIMENTO DELLA SPECIE?

(Fonte: Upt, Gruppo consiliare Unione per il Trentino) – Il cons. Mario Tonina ha appena depositato, in accordo con i colleghi Passamani e De Godenz, una interrogazione intitolataaumento delle predazione da parte di lupi in Trentino.

Scopo della stessa, in seguito anche ai recentissimi eventi di attacchi di lupi in varie zone della nostra Provincia, richiedere quali interventi urgenti, oltre a quelli messi in campo attualmente, si intendono intraprendere per garantire un giusto equilibrio tra la presenza del lupo e quella degli allevatori al fine di evitare che le categorie produttive interessate continuino a subire danni economici, morali e affettivi a causa della presenza dei lupi e se si intendano prendere in considerazione azioni specifiche per il contenimento della specie, dato che le misure di prevenzione per limitare i danni che i lupi possono arrecare al bestiame domestico si stanno dimostrando inefficaci, quali il trasferimento o l’abbattimento selettivo controllato di alcuni capi, particolarmente pericolosi, al fine di ridurre al minimo i danni causati da attacchi di lupi al patrimonio zootecnico.

 

 

 

 

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INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

(art. 151 del Regolamento interno del Consiglio)

Aumento delle predazioni da parte di lupi in Trentino

l branco riproduttivo di lupi più importante è quello dei Monti Lessini, dal quale si “staccano” periodicamente degli individui che gravitano poi anche in territorio trentino. Altri lupi arrivano, sempre a causa di movimenti spontanei sia dall’est (provenienza dinarico-balcanica), sia dall’ovest (lupi italici).

Oltre al branco dei Lessini è stata verificata recentemente la presenza di una coppia in Alta Val di Non, ciò sia attraverso foto o video ripresi quasi sempre grazie a fototrappole, sia grazie al rinvenimento di carcasse di ungulati selvatici predati.

Due lupi assieme sono stati ripresi anche nella zona di Folgaria, ma non vi sono ancora elementi certi che possano far ritenere che si tratti di una coppia. Alcune segnalazioni sono pervenute anche dall’alta Val di Fassa e dalla confinante Val Badia (Bz), dove pure sono stati ripresi due lupi assieme. È quindi ipotizzabile che l’espansione della specie in provincia sia solo agli inizi.

In provincia di Trento, nel 2016, sono pervenute una trentina di richieste di indennizzo complessivamente liquidate per una cifra di circa 34.500 euro. Contrariamente a quanto sta nell’immaginario comune, si ritiene che il lupo non è un animale pericoloso per l’uomo ma nonostante questo, rimane un animale selvatico e in quanto tale non si possono escludere interazioni negative.

Sempre più spesso si assiste alla predazione, da parte di lupi, di animali in alpeggio, quali asini, bovini, ovini e caprini; dopo la predazione a passo Vezzena, a malga Fratte, dove sono state sbranate due asine, ne è avvenuta un’altra mercoledì 7 giugno u.s. in località Schincheri, in Val di Ronchi, nel Comune di Ala.

A maso Eccheli sono state infatti predate 8 pecore con la dispersione del resto del gregge ed alcuni animali risultano ancora dispersi; tutto ciò si aggiunge alla predazione di una manza, avuta alla malga Sega di Ala, la settimana scorsa.

Si stanno pertanto intensificando le predazioni che mettono in serio pericolo l’allevamento e la pastorizia, attività indiscutibilmente riconosciuta come di primaria importanza per il nostro territorio. Da non sottovalutare che i danni causati alla zootecnia hanno assunto dimensioni allarmanti con ripercussioni che incidono inevitabilmente oltre che sui bilanci economici delle aziende agricole (in particolare di quelle di medie e piccole dimensioni che vedono compromesso parte del reddito e di conseguenza le produzioni di qualità e di eccellenza), anche sull’equilibrata coesistenza sostenibile tra attività umane e specie animali.

Va ricordato che di recente è stata organizzata dalla Camera dell’agricoltura di Salisburgo, una giornata di lavori dedicata al tema “Il lupo nelle Alpi” il cui obiettivo era lo scambio di esperienze in materia di diffusione del lupo nei territori della Baviera, Tirolo, Voralberg, Salisburgo e Sudtirolo.

È apparso subito chiaro che il numero di soggetti adulti che vive nelle Alpi occidentali e nell’Europa centrale, ha raggiunto un numero tale che l’animale non è più a rischio di estinzione. In quell’occasione è stato ribadito anche dall’europarlamentare Herbert Dorfmann, che per la sopravvivenza del lupo in Europa non è necessario che questo si sposti e si insedi nelle Alpi orientali e che si debba evitare la migrazione del lupo in quelle zone, in quanto la sua presenza è incompatibile con l’agricoltura di montagna e con il turismo.

Le stesse federazioni degli agricoltori si sono schierate contro la presenza del lupo sostenendo che la situazione diventa particolarmente problematica quando si forma un branco in un territorio densamente popolato e utilizzato per fini agricoli.

Tutto ciò premesso e in considerazione del fatto che la gravità della situazione invoca l’adozione di misure d’urgenza e in considerazione del fatto che i nostri allevatori sono un’importante risorsa per il Trentino e che sempre più spesso si demotivano a proseguire nell’attività dell’alpeggio,

 

 

interrogo l’Assessore competente per sapere:

1.    quali interventi urgenti, oltre a quelli messi in campo attualmente, si intendono intraprendere per garantire un giusto equilibrio tra la presenza del lupo e quella degli allevatori al fine di evitare che le categorie produttive interessate continuino a subire danni economici, morali e affettivi a causa della presenza dei lupi;

2.    se si intendono prendere in considerazione azioni specifiche per il contenimento della specie, dato che le misure di prevenzione per limitare i danni che i lupi possono arrecare al bestiame domestico si stanno dimostrando inefficaci, quali il trasferimento o l’abbattimento selettivo controllato di alcuni capi, particolarmente pericolosi, al fine di ridurre al minimo i danni causati da attacchi di lupi al patrimonio zootecnico.

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta

 

 

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cons. Mario Tonina

cons. Gianpiero Passamani

cons. Pietro De Godenz

 

 

Foto: archivio Pat