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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

LUPI TRENTINO-STRAGE 50 PECORE PASSO FEDAIA: FUGATTI, QUANTI ESEMPLARI PRESENTI?

(Fonte: Maurizio Fugatti) –  Strage di pecore a passo Fedaia da parte del lupo. La Provincia attui subito quanto approvato con la proposta di mozione n.601/xv (mozione n.168/xv).

La zona di Passo Fedaia, Porta Vescovo e Padon, al confine tra la Provincia autonoma di Trento e quella di Belluno, è stata teatro di una strage di pecore a seguito dell’attacco del lupo – probabilmente di un branco date le modalità e il numero di bestie uccise e ferite coinvolte.

Diversi i greggi attaccati dall’animale, con perdite totali che si aggirerebbero attorno alle cinquanta unità. Il più colpito apparterrebbe al pastore altoatesino J.K. presente a Porta Vescovo da molti anni e che in pochi giorni pare aver perso 29 pecore fra adulti e agnelli; numero che potrebbe aumentare dato che J.K. non avrebbe perlustrato ancora tutta la zona.

La scena descritta dal pastore, evidenzia, con tutta drammaticità e sconforto, i danni subiti dallo stesso che non sono soltanto economici ma soprattutto affettivi. J.K. avrebbe infatti dichiarato “…io sono nato qui, è la mia vita. Per voi è facile dire, ma io voglio bene a questi animali, soprattutto agli agnelli, ai cuccioli. E poi quelli che trovi mezzi morti, mi fanno davvero pena… Chissà se tornerò il prossimo anno, la baita e il terreno qui attorno è mio e sono qui fin da bambino.”

Alla luce dei precedenti attacchi portati a termine dai lupi e della strage avvenuta nelle ultime ore a Passo Fedaia, si ritiene importante da parte della Provincia l’attuazione immediata di quanto contenuto nella mozione n.168/XV (proposta di mozione n.601/XV) ovvero a portare al tavolo della Conferenza Stato Regioni l’adesione della Provincia autonoma di Trento al Piano di gestione e controllo del lupo in Italia, con particolare riferimento alla possibilità prevista di operare prelievi in deroga al fine di tutelare in tal modo l’economia del territorio legata in gran parte al turismo e alle attività zootecniche ed economiche di montagna.

Se non si riusciranno a dare risposte concrete al settore della zootecnia e a mettere in campo azioni volte alla riduzione del numero di lupi sul territorio trentino, il futuro delle attività economiche legate alla montagna pare essere già segnato.

 

 

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Tutto ciò premesso, si interroga il Presidente della Provincia per sapere:

1. Dal sopralluogo effettuato dal Servizio forestale, quante pecore (adulte e agnelli) sono state uccise e ferite a seguito dell’attacco del lupo;

2. Se, viste le modalità e il numero di capi uccisi e feriti, l’attacco sia stato portato a termine da un branco di lupi e, se sì, se si tratta di lupi adulti e quale il loro sesso;

3. Quanti lupi ad oggi sono presenti a Passo Fedaia;

4. Se sia intenzione della Provincia attuare immediatamente quanto contenuto nella mozione n.168/XV ovvero a portare al tavolo della Conferenza Stato Regioni l’adesione della Provincia autonoma di Trento al Piano di gestione e controllo del lupo in Italia, con particolare riferimento alla possibilità prevista di operare prelievi in deroga al fine di tutelare in tal modo l’economia del territorio legata in gran parte al turismo e alle attività zootecniche ed economiche di montagna.

A norma di Regolamento, si chiede risposta scritta.

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:

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Foto: da arcchivio Pat