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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

LEGGE ELETTORALE: FRACCARO, AUTONOMIA IN PERICOLO PER LOGICHE CLIENTELARI

(Fonte: Riccardo Fraccaro) – Sulla legge elettorale sta andando in scena da qualche giorno un teatrino vergognoso, che a mio avviso dimostra principalmente due cose: anzitutto la volontà, come spesso accade nel nostro Paese, di imporre leggi solo per tornaconto personale e in seconda battuta il tentativo di infangare il MoVimento 5 Stelle, attaccandolo con argomenti pretestuosi e manifestamente infondati.

L’aggravante è che questo teatrino vada in scena proprio sulle pagine di uno dei maggiori organi di informazione del Trentino, che cade in grossolani e forse persino volontari errori di contenuto, strizzando l’occhio a una determinata coalizione politica.

Oggi tocca all’onorevole Dellai ripetere lo stanco motivetto il cui ritornello suona più meno così: “il MoVimento 5 Stelle è contro l’Autonomia”.

Se il direttore Giovanetti avesse pubblicato integralmente la mia replica sull’edizione di martedì 13 giugno, certo non vi sarebbe bisogno di ricorrere a ulteriori precisazioni.

La prova, secondo l’onorevole Dellai, dell’avversione del M5S per l’Autonomia del Trentino Alto Adige sarebbe proprio il mio emendamento alla legge elettorale in discussione la scorsa settimana e ora ritornato in Commissione, reo di voler cancellare l’eccezione elettorale nelle nostre province e dunque anche la specialità del loro ordinamento giuridico.

Anche le argomentazioni dell’onorevole Dellai, al pari di quelle del direttore Giovanetti qualche giorno addietro, si fondano su una menzogna: l’emendamento a mia prima firma non proponeva né la cancellazione dei collegi uninominali, che sarebbero rimasti, così come la soglia di sbarramento regionale del 20%, né tantomeno una contrazione di diritti e margini di rappresentazione per le minoranze linguistiche locali.

Avrebbe, al contrario, esteso un principio di democrazia al nostro territorio, accogliendo l’appello di decine di costituzionalisti di diverso orientamento, concordi sul fatto che la legge elettorale in esame avrebbe prodotto una disomogeneità inaccettabile proprio ai danni del Trentino-Alto Adige, mentre un sistema proporzionale avrebbe tutelato le possibilità di rappresentanza delle istanze politiche locali.

L’onorevole Dellai rigetta – e ci mancherebbe! – le critiche sul fatto che il sistema maggioritario in voga dal ’93 in Trentino-Alto Adige abbia favorito il radicamento di una ben precisa enclave politica; al contrario, a sentire l’onorevole, questo sistema ha garantito la rappresentanza degli interessi delle minoranze linguistiche e ha esaltato i legame dei parlamentari di Trento e Bolzano con i rispettivi territori.

I fatti, purtroppo, raccontano una storia diversa: per esempio, che ad eccezione del collega Florian Kronbichler dal dopoguerra ad oggi non è mai stato eletto in Parlamento un deputato di lingua tedesca al di fuori delle liste della Svp e lo stesso è accaduto per il Senato.

Gli stessi collegi uninominali, invece di dare spazio alle risorse politiche e intellettuali locali, sono serviti troppo spesso al centrosinistra (e non solo) per candidare soggetti del tutto estranei al territorio, ma eletti grazie ai voti dei trentini e degli altoatesini: da Sergio Mattarella, a Gianclaudio Bressa, passando per Giancarlo Innocenzi e Stefano Losurdo, il sistema in vigore in Trentino-Alto Adige è stato sfacciatamente usato per assicurare l’elezione di ben determinati politici, il cui lavoro e impegno non è ora in discussione, perché il punto è un altro.

La specialità, la difesa delle minoranze linguistiche, le istanze legittime di autogoverno delle comunità locali non possono diventare sono diventate un paravento dietro a cui nascondere una sottile, abile e oltremodo chiara strategia politica, ammantata delle migliori intenzioni.

Rendendo proporzionale la rappresentanza anche in Trentino-Alto Adige, il mio emendamento avrebbe evidentemente scompaginato gli schemi di potere su cui per anni l’onorevole Dellai, il presidente Rossi e in generale tutto il centrosinistra hanno basato la loro carriera.

Accusare il MoVimento 5 Stelle di essere contro l’Autonomia, però, è ridicolo e agli occhi dei cittadini lascia il tempo che trova. Secondo la logica dei partiti locali, chi denuncia scandali, privilegi e accordi politici preelettorali è un nemico dell’Autonomia: io sono convinto, invece, che il nemico dell’Autonomia sia chi, ad esempio, vota leggi scandalose come quella sui vitalizi, o taglia la sanità pubblica cancellando ospedali e punti nascita.

L’Autonomia è sotto attacco non a causa del M5S, che, anzi, non ha mai fatto mistero di volerla potenziare ed estendere sia all’esterno (cioè appoggiando le istanze federaliste delle altre regioni, a partire dal referendum del 22 ottobre), sia all’interno (cioè ampliando la capacità gestionale e finanziaria dei Comuni).

La nostra Autonomia è in pericolo a causa di chi in questi anni ha governato la Provincia di Trento secondo logiche meramente clientelari e oggi da Roma appoggia le peggiori politiche centraliste.

Il MoVimento 5 Stelle vuole introdurre una legge elettorale finalmente democratica, non anticostituzionale come l’Italicum, creato su misura da Renzi e votato da Dellai, che, a quanto leggo, lo considera addirittura un solido baluardo per salvaguardare l’Autonomia delle nostre province.

Vogliamo una legge costruita in modo da consentire ai cittadini di scegliere i loro rappresentanti, sbarrare la strada ai partitini dello zero virgola e impedire le grandi ammucchiate.

Lo vogliamo per tutti i cittadini di questa Repubblica, senza secondi fini o tornaconti personali, senza discriminazioni a danno di alcun territorio e soprattutto salvaguardando le specificità locali.

 

 

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Riccardo Fraccaro

deputato del MoVimento 5 Stelle eletto nel Collegio del Trentino-Alto Adige