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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

LAV TRENTINO * ORSA KJ2: « PRESENTATA OPPOSIZIONE ALLA NUOVA RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE DEL PROCEDIMENTO CONTRO I RESPONSABILI DELLA SUA UCCISIONE »

Orsa Kj2, la Lav presenta opposizione alla nuova richiesta di archiviazione del procedimento contro i responsabili della sua uccisione.

Una nuova opposizione all’archiviazione del caso che riguarda la vicenda dell’orsa KJ2, è stata depositata oggi, venerdì 1 marzo 2019, dalla Lav presso gli uffici del Pm e del Gip titolari del procedimento.

Come si ricorderà, il 22 luglio 2017, a seguito di uno scontro tra un’orsa e un uomo che l’aveva affrontata brandendo un bastone, l’ex Presidente della Provincia di Trento Ugo Rossi, il 24 luglio 2017 emise un’ordinanza di cattura oppure uccisione dell’orsa identificata successivamente come KJ2.

Il 1 agosto 2017 l’orsa venne catturata con metodo incruento dai tecnici della forestale, ma rilasciata poche ore prima della conferma della sua identità, fornendo così al Presidente Rossi l’opportunità di emettere una nuova ordinanza, datata 2 agosto, che prevedeva esclusivamente l’uccisione dell’orsa perché sarebbe stato troppo difficile catturarla nuovamente. L’orsa fu così uccisa da un colpo di fucile il 12 agosto 2017.

“Con la nostra opposizione – dichiara Simone Stefani della Lav Trentino – chiediamo che siano svolte ulteriori indagini allo scopo di individuare le responsabilità di coloro che hanno contribuito alla condanna a morte dell’orsa con l’ordinanza del 2 agosto, decidendo di liberare l’orsa subito dopo la cattura per poi avallarne l’uccisione perché sarebbe stato troppo difficile catturarla, nonostante il Pacobace (Piano di conservazione e gestione dell’Orso) preveda esplicitamente che in casi del genere si possa procedere con la “captivazione” permanente”.

Non è la prima volta che la squadra di cattura potrebbe finire sotto la lente della Magistratura. E’ già accaduto nel caso che ha riguardato l’uccisione dell’orsa Daniza, conclusosi con la richiesta di oblazione da parte del veterinario responsabile dell’uso dell’anestetico utilizzato per catturare l’animale.

Il sospetto è quindi che la passata amministrazione provinciale volesse a tutti i costi l’uccisione dell’animale, indipendentemente dalle prescrizioni del Pacobace, con il solo scopo di dare un segnale ai cittadini più timorosi evitando di attivarsi rapidamente e con diligenza per mettere al sicuro non solo la collettività ma anche l’orsa tramite la sua cattura.

“Ecco perché chiediamo che le indagini continuino non solo per il delitto di uccisione ma anche per il reato di cui all’articolo 727 bis che punisce anche le condotte colpose che causano uccisione di specie protette – conclude la Lav Trentino – Siamo certi che la convivenza con i grandi predatori sia possibile solamente se c’è un adeguato impegno istituzionale. Per questo motivo chiediamo alla nuova amministrazione provinciale importanti investimenti negli strumenti di informazione e prevenzione, così da assicurare sicurezza e tutela di cittadini e animali”.