News immediate,
non mediate!
Categoria news:
OPINIONEWS

IV COMMISSIONE PAT: OGGI LE AUDIZIONI SU DDL VIOLA SISTEMA SANITARIO TRENTINO

Scritto da
17.02 - giovedì 27 aprile 2017

(Fonte: Ufficio stampa Consiglio Pat) – Questo pomeriggio in quarta Commissione permanente le osservazioni sul disegno di legge Viola di modifica alle norme vigenti in materia di valutazione del sistema sanitario trentino.

Audizioni oggi in Consiglio provinciale presso la quarta Commissione permanente presieduta da Giuseppe Detomas (Ual). Sono stati ascoltati numerosi soggetti in merito al disegno legge 158 di Walter Viola (Progetto Trentino, vicepresidente della Commissione) di modifica alla legge provinciale sulla salute del 2010, in materia di valutazione del sistema sanitario. Qui di seguito una sintesi delle osservazioni emerse.

 

 

*

Osservatorio per la salute e Azienda sanitaria: un’impostazione lontana dalle strategie dell’Oms
Per l’Osservatorio per la salute è intervenuto il responsabile Pirous Fateh Moghadam, che ha concentrato l’attenzione sugli articoli 1 e 8 laddove l’osservatorio verrebbe sostituito da un servizio di valutazione dei servizi.

Questa previsione sottintende a suo avviso un’identificazione dei concetti di salute e sanità, un’impostazione in aperta contraddizione con le strategie dell’Oms a livello nazionale ed internazionale, mentre a livello provinciale la contraddizione risiede negli sforzi di integrazione socio sanitaria costantemente perseguiti negli ultimi anni.

Un’ipotesi di questo tipo sarebbe superata, “un film già visto” con il ritorno ad un mandato di predisposizione del piano socio-sanitario, disatteso per anni per oggettive difficoltà nella stesura. L’attuale impostazione parte dalle determinanti della salute, dagli stili di vita, dalle cause di morte e malattie con l’obiettivo dichiarato di informare i cittadini al fine di aumentare il loro potere autonomo decisionale (empowerment), allontanandosi da un vecchio modello paternalistico.

La qualità del servizio sanitario e delle performance dei servizi va comunque valutata ed ogni anno viene pubblicato un bersaglio che identifica le aree problematiche offrendo indicazioni per il loro superamento, sia per l’ospedale che per il territorio. Il problema non è dunque la mancanza di dati, che sono più che sufficienti per monitorare l’efficacia degli interventi.

Occorrono piuttosto maggiori sforzi e sostegno da parte della politica per implementare la strategia della salute, che non può essere lasciata solo all’Azienda sanitaria e all’Assessorato alla salute.

 

 

**
Walter Viola ha contestato le osservazioni, sia nell’identificazione dei concetti di salute e sanità (nel disegno di legge si parla di benessere), sia laddove Fateh Moghadam afferma che ci sarebbero fin troppi dati: è vero, oggi non mancano i dati, ma una cosa è osservare, altra è valutare: a suo avviso l’attuale sistema non è in grado di valutare, confrontare, verificare il raggiungimento degli obiettivi, li sa solo identificare e osservare. Infine, ha precisato, le nuove norme prevedono non una sostituzione, bensì un’implementazione del ruolo dell’Osservatorio.

 

 

***
Violetta Plotegher (Pd) si è interrogata sulla dimensione dell’epidemiologia, dell’educazione alla salute e della prevenzione, ovvero se potrebbe essere meglio organizzata e coordinata: nella legge si ragiona di partecipazione e un raccordo tra tutti questi aspetti, dentro l’Azienda sanitaria, sarebbe forse un investimento da fare.
Enrico Nava, direttore integrazione sanitaria dell’Apss, ha apportato alcune osservazioni in merito all’impianto dei tavoli territoriali, dove nel disegno di legge è più volte citato il termine di “distretto sanitario”: nella finanziaria 2015 veniva dato mandato all’Apss di riorganizzare alcuni passaggi della legge 16/2010, in particolare modo attuando un intervento incentrato su un coordinamento unitario da parte di tutti gli ambiti territoriali, che si è concretizzato nella nascita di una sorta di macrodistretto territoriale e facendo venir meno i ruolo del distretto sanitario inteso come ambito territoriale.

Nel disegno di legge occorre a suo avviso tenere conto del nuovo assetto organizzativo sperimentale dell’Azienda. Per il resto, il punto di vista della Provincia è quello espresso dal dott. Fateh Moghadam, ha concluso.

 

 

****

Consulta per la salute: non modifiche sostanziali, ma maggiore completezza
Carlo Temmi intervenuto in qualità di delegato della Consulta provinciale per la salute, ha osservato che gli articoli 1 e 2 del ddl Viola, non rechino modifiche sostanziali, quanto piuttosto maggiore completezza rispetto alle norme precedenti. L’articolo 3 del nuovo disegno di legge I criteri di monitoraggio delle politiche socio sanitarie declinati nell’articolo 3, sembra siano documentati già a livello nazionali siano documentati. rimane dunque l’interrogativo se dotarsi di nuovi strumenti oppure seguire quelli esistenti.

L’art. 10 che istituisce e determina la composizione dei tavoli territoriali della salute sembra non tener conto del nuovo modello organizzativo, continuando a ragionare sui distretti che un domani non esisteranno più. Inoltre, sempre sulla composizione dei tavoli, pare ci siano meno rappresentanti degli enti locali rispetto a prima: non vale la pena mantenere la precedente composizione?

Sull’articolo 7, che prevede una modifica delle procedure partecipative, Temmi ha obiettato che l’applicazione delle stesse nel complesso anche su un semplice stralcio, comporterebbe un notevole appesantimento burocratico. Per alcune precisazioni e riflessioni sulla cultura della salute e sul tema della medicina difensiva sono intervenuti la consigliera Violetta Plotegher e il consigliere Claudio Cia (Misto).

 

 

*****

Consiglio autonomie e Consorzio dei comuni: finalità e strumenti già esistenti
Il Presidente del Consorzio dei Comuni Paride Gianmoena ha definito “condivisibili” le finalità in termini di principio. Tuttavia le stesse sarebbero già contenute nell’attuale normativa: rendicontazione e monitoraggio del servizio sanitario, relazione annuale sullo stato della salute, partecipazione sono tutti strumenti già in essere.

Sui tavoli territoriali continuiamo a pensare che i cosiddetti consigli per la salute debbano essere tenuti in considerazione nel loro ruolo di confronto e condivisione tra Pat e territori. Eventualmente si dovrebbero trovare delle modalità per rafforzare questi ultimi, più che sostituirli con i tavoli.

La finalità non è soltanto la valutazione dell’impatto del servizio, ma comprenderne e valutarne sopratutto efficacia ed efficienza, ha obiettato Viola, per capire dove migliorare, dove correggere e dove spendere energie e risorse.

 

 

 

 

 

 

 

 

Foto: archivio Consiglio Pat

Categoria news:
OPINIONEWS

I commenti sono chiusi.