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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

ITEA TRENTINO: ALOTTI, SÌ A RISORSE INTEGRAZIONE CANONE FAMIGLIE IN DIFFICOLTÀ

(Fonte: Uil Trentino) – Edilizia pubblica: si faccia molta attenzione all’insinuazione della demagogia ed alla discriminazione etnica nelle politiche di integrazione sociale ed abitative in Trentino! Urge però un rilancio della politica provinciale dell’edilizia pubblica: indicizzazione dell’Icef per accessi e canoni Itea, incremento delle risorse per l’integrazione canone e nuovi alloggi per giovani e famiglie in difficoltà.

Le recenti esternazioni di diversi gruppi politici presenti in Consiglio provinciale o esistenti fuori dall’assise consigliare utilizzano, con letture strumentali e sbagliate, i dati dell’edilizia pubblica e sociale per contrastare le politiche di integrazione sociale nella nostra Provincia.

Troppo facile in questo momento fomentare una guerra fra poveri, senza tenere conto della complessità del fenomeno, rincorrendo il consenso con facili slogan e poche proposte concrete ed attuabili.

Ciò non toglie che la Provincia Autonoma di Trento non può accontentarsi di presentare un Bilancio di Itea spa in “avanzo”,  di affermare di aver riattivato la messa a disposizione delle famiglie richiedenti dei tanti “alloggi di risulta” – andata a rilento per troppi anni – o cambiare le modalità di concessione dell’integrazione canone senza aumentare gli stanziamenti e dare maggiori risposte ai richiedenti aiuto per l’affitto, fuori dal “mondo Itea”.

Urge un rilancio della politica provinciale dell’edilizia pubblica: a quando l’indicizzazione dell’Icef per accesso e calcolo della permanenza e dei canoni sociali Itea? Perché non è stato ancora previsto, in assestamento di bilancio o nel Depf, il ventilato aumento degli stanziamenti per l’integrazione canone dei trentini e di tutti gli aventi diritto che non riescono ad avere assegnato un alloggio pubblico?

Gli stessi che devono confrontarsi con un mercato dell’affitto privato e privo di scrupoli, che ha subito un incremento di quasi il 7% percentuale in un anno. Perché?

Che fine ha fatto, poi, dal 2015, il Fondo di Garanzia affitti ed il previsto milione di euro all’anno messo a bilancio e mai utilizzato? O l’attivazione, in analogia con Bolzano, del modello Bausparen, in sincronia con Laborfonds e la previdenza complementare?

Per non dire dell’imbarazzante  assenza di bandi di costruzione di alloggi nuovi o di ristrutturazione del patrimonio pubblico per far fronte alla domanda sempre consistente della famiglie trentine, con gravi ripercussioni anche sul comparto economico edilizio, in crisi da tempo anche per il rallentamento degli investimenti pubblici in infrastrutture e, per l’appunto, in edilizia sociale.

Non sorprendiamoci quindi se campagne discriminatorie e populistiche come quelle a cui stiamo assistendo cresceranno di numero e di intensità.

Sono ineludibili risposte definitive alle questioni succitate, fatte proprie dalla Uil e dalle altre organizzazioni sindacali, nonché degli inquilini, ormai da troppo tempo. Ci auguriamo di non dovere attendere la prossima tornata elettorale.

 

 

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Il  Segretario Generale Uil del Trentino

Walter Alotti

 

 

 

In allegato il comunicato stampa:

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