PROVINCIA DI TRENTO

Giornata dell'Autonomia 2019 - video integrale tv -

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

(Fonte: Ufficio stampa Swg) – L’antieuropeismo è un sentimento dilagante in tutto il continente. Brexit è stato solo uno dei tasselli di un virus che si è ampliato e ha tracimato in tutti  i Paesi, senza che alcun antibiotico o medicina sia intervenuta per contrastarlo. Anzi, non sono mancati  Stati  che hanno speculato su quest‘onda montante, giocando al ribasso sul ruolo dell’Unione. Tutte le rilevazioni internazionali mostrano tassi di sfiducia nell’Europa che vanno oltre il 50% della popolazione. Un dato che vale per Italia, Francia, Gran Bretagna, Germania, Austria, Olanda, Svezia, Grecia, Irlanda, Slovenia. Solo nella maggioranza dei Paesi dell’ex blocco sovietico la fiducia resta maggioritaria. Nel nostro Paese il quadro è caratterizzato da un vero e proprio crollo dell’imprinting europeista. Nel 2010, solo 7 anni fa, il dato di fiducia nell’Unione era al 55% (in calo di 15 punti rispetto alle vette del 70% di inizio millennio): oggi siamo al 38%. Se i livelli di stima sono molto bassi, la reale voglia di abbandonare l’Unione riguarda poco meno di un terzo dell’opinione pubblica nazionale. Un po’ più alta è, invece, l’avversità all’Euro, ma anche in questo caso non andiamo oltre il 33%. La voglia di lasciare Unione ed Euro sono diventati un asset politico agglomerante.

 

In allegato la tabella grafica contenuta nel comunicato stampa:


Gli elettori di Lega Nord e Movimento Cinquestelle fanno di questo tema uno dei loro baluardi, mentre gli unici a restare saldamente europeisti  sono gli elettori del Pd (tra i quali incontriamo solo una sparuta minoranza a favore dell’uscita dall’Unione e dell’abbandono dell’Euro). Ancora più bassa è la fiducia nella Bce, con solo un terzo degli italiani che continua a riconoscersi e ad avere stima dell’istituto centrale europeo. Un dato, purtuttavia, ben più alto dei livelli di fiducia che gli italiani hanno rispetto al sistema bancario nostrano, che supera di poco il 10%. Anche in questo caso sono gli elettori del Pd a dimostrarsi maggiormente legati alla Bce, mentre tra gli altri corpi elettorali l’ago del barometro punta dritto verso l’avversione. Intanto a Davos, al World Economic Forum, si parla di “European Disunion” e di “The post‐Eu Era”, ma non si affronta il tema di come fare fronte ai populismi, di come rinsaldare il legame e il ruolo del patto europeo, di come sviluppare la cittadinanza europea e il senso di appartenenza.

 

 

In allegato le tabelle grafiche contenute nel comunicato stampa:

PoliticAPP_speciale_20gen2017