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ISTAT * VITTIME OMICIDIO (2022): « I VALORI PIÙ CONTENUTI SI REGISTRANO NELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO ED IN BASILICATA (0,18 IN ENTRAMBI LE AREE)»

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11.14 - giovedì 24 novembre 2022

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Nel 2021 gli omicidi risultano in lieve calo, ne sono stati commessi 303 (315 nel 2019, 286 nel 2020). In 184 casi le vittime sono uomini e in 119 sono donne. Si arresta il calo degli omicidi di donne e sono in lieve aumento quelli di uomini, che erano invece diminuiti nel 2020 (170).
È straniero il 19,1% delle vittime, dato stabile nel tempo, nella maggior parte dei casi (63,8%) uomini. Tra gli italiani i maschi sono il 60% del totale.
Ancora in diminuzione gli omicidi dovuti alla criminalità organizzata: 23 nel 2021, pari al 7,6% del totale (29 nel 2019 e 19 del 2020).
Le vittime uccise in una relazione di coppia o in famiglia sono 139 (45,9% del totale), 39 uomini e 100 donne. Il 58,8% delle donne è vittima di un partner o ex partner (57,8% nel 2020 e 61,3% nel 2019). I minorenni sono uccisi da persone che conoscono.

 

In questo report sono presentati i dati relativi agli omicidi volontari consumati, rilevati e denunciati dalle forze di polizia nel corso del 2021, provenienti dal database della Direzione centrale della polizia criminale del Ministero dell’interno. Rispetto alle informazioni che pervengono all’Istat, per varie tipologie di delitto, da altri sistemi informativi dello stesso Ministero, queste sono di notevole interesse in quanto indicano la relazione, ove esistente e conosciuta, tra la vittima dell’omicidio e il suo assassino. Ciò ha un’importanza fondamentale soprattutto per conoscere le dinamiche degli omicidi di donne, che hanno profonde differenze rispetto a quelli di uomini.
È opportuno evidenziare che gli omicidi commessi in Italia, pur sempre esecrabili, sono poco frequenti, sia in confronto a situazioni socialmente ed economicamente comparabili, sia a maggior ragione rispetto ai valori medi mondiali .

In Italia livelli di omicidi più bassi rispetto al resto d’Europa
All’interno dell’Unione europea, quindi in un contesto di maggiore comparabilità, le Repubbliche baltiche (Lettonia, Lituania ed Estonia) presentano i più elevati tassi di omicidi nel 2020, tra 4,88 e 2,78 omicidi per 100mila abitanti (valore medio Ue 0,89) mentre in Italia il valore è pari a 0,48 omicidi, più alto soltanto rispetto a quello del Lussemburgo (0,32 omicidi per 100mila abitanti).
Anche per gli omicidi di donne i valori italiani sono più bassi e pari a 0,38 omicidi per 100mila donne (0,66 la media europea). Rispetto a quelli degli uomini i tassi di omicidi di donne sono più elevati in Austria, Repubblica Ceca e Slovenia mentre in Germania, Ungheria, Slovacchia e Croazia sono pressoché uguali.
Se però il 2020 rappresentava un anno particolare di netta diminuzione degli omicidi di uomini nei mesi dei lockdown generali (con picchi negativi a marzo e novembre 2020), che prevedevano misure restrittive di distanziamento sociale per il contenimento della pandemia da Sars-Covid19, il 2021 ha visto risalire leggermente il tasso da 0,48 a 0,51 per centomila abitanti.
Sul territorio l’incidenza degli omicidi volontari consumati nel 2021 è più alta nel Mezzogiorno e sotto la media nazionale sia nel Nord che nel Centro.
Tra le regioni, la Valle d’Aosta-Vallée d’Aoste ha il tasso più alto (1,62 omicidi per 100mila abitanti; due vittime), seguita dalla Sardegna, con poco più di un omicidio per 100mila abitanti. I valori più contenuti si registrano nella Provincia autonoma di Trento e in Basilicata (0,18 in entrambi i casi), e nel Friuli-Venezia Giulia (0,17 omicidi per 100mila residenti). È opportuno considerare che nelle regioni più piccole dal punto demografico variazioni di una o di pochissime vittime possono determinare consistenti spostamenti del valore del tasso.

 

Forte calo nel tempo per gli omicidi di uomini, più lieve per le donne
La diminuzione dei tassi di omicidio volontario nel tempo ha riguardato in maniera preponderante gli uomini, meno le donne, in un andamento che vede le curve dei tassi di omicidio maschile e femminile, un tempo assai distanti, molto riavvicinate.
Nei primi anni ’90 vi erano circa cinque uomini uccisi per ogni vittima donna; nel 2002 e nel 2021 tale rapporto è sceso rispettivamente a 2,6 e 1,6.
Nel 2020 si registra un decremento netto del tasso per gli uomini (da 0,70 del 2019 a 0,59 per 100mila maschi nel 2020), solo in parte compensato da una ripresa nell’anno successivo (0,64); dall’altro un lieve aumento per le donne rispetto al minimo storico del 2019 di 0,36 omicidi per 100mila donne
(0,38 nel 2020 e 0,39 nel 2021).
La differenza sostanziale nella struttura per genere ed età si riscontra nelle età anziane. Infatti, per tutte le altre classi di età le vittime maschili eccedono quelle femminili, con tassi specifici per età che le superano da un minimo di 1,3 volte per i minorenni a un massimo di 2,8 volte per i giovani di
18-24 anni. Le donne ultra sessantaquattrenni costituiscono il 39,5% delle donne assassinate nel 2021, corrispondente a un tasso di 0,60 per 100mila donne (0,49 il tasso corrispondente per gli uomini).
Delle 303 vittime di omicidio volontario registrate nell’anno 2021, 184 sono maschi e 119 femmine (il 39,3% del totale) mentre quasi una vittima su cinque è straniera. Il rapporto tra i sessi vede in proporzione una maggior presenza femminile di vittime tra gli italiani (il 40,0% contro il 36,2% degli stranieri).
Nel primo semestre del 2021, l’83% di vittime italiane è stato ucciso da italiani e il 5% da stranieri (nel 12% dei casi l’autore risulta non individuato). Nel 91% dei casi le vittime straniere sono morte a opera di stranieri e per il 9% per mano italiana. All’interno della cerchia familiare o affettiva, la percentuale di donne italiane uccise da connazionali raggiunge il 97% mentre le donne straniere sono state uccise da altri stranieri nella totalità dei casi.

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