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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

ISTAT * RAPPORTO SDGS 2021 – AGENDA 2030 ITALIA: « NELLE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO PIÙ DEL 40% DEGLI INDICATORI SI TROVA NEL QUINTILE PIÙ VIRTUOSO »

La mappa regionale dello sviluppo sostenibile mostra un vantaggio consolidato del Nord-est rispetto a Sud e Isole. In particolare, nelle Province Autonome di Bolzano e Trento più del 40% degli indicatori si trovano nel quinto quintile, quello più virtuoso. Anche la Valle d’Aosta presenta una distribuzione particolarmente favorevole (40,6%).

Nel Nord-ovest gli indicatori assumono una distribuzione più favorevole in Lombardia (25,2% nel quinto quintile) rispetto a Liguria e Piemonte (rispettivamente 13,5% e 12,9%). Nelle regioni centrali emerge la posizione meno favorevole del Lazio, che presenta un numero più elevato di indicatori nel secondo quintile (32,7%) rispetto a Marche, Toscana e Umbria, caratterizzate da una prevalenza di indicatori nel terzo e quarto quintile. Nelle regioni meridionali i valori degli indicatori sono tra i più bassi, con una prevalenza nel primo quintile (quello più svantaggiato) soprattutto in Sicilia, Campania e Calabria (rispettivamente 56,8%, 54,1% e 49,3%) mentre in Abruzzo la distribuzione appare più vicina a quella del Lazio

Il Rapporto sui Sustainable Development Goals (SDGs) offre le misure statistiche finalizzate al monitoraggio dell’Agenda 2030 per il nostro Paese e al tempo stesso contribuisce alla realizzazione di questo progetto globale[1].

I 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs), e i relativi 169 target in cui sono declinati, bilanciano le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile, estendendo l’Agenda 2030 dal solo pilastro sociale, previsto dagli Obiettivi del Millennio, agli altri due: economico e ambientale, cui si aggiunge la dimensione istituzionale.

Questa quarta edizione del Rapporto è accompagnata dalla pubblicazione di 354 misure statistiche[2] per 135 indicatori UN-IAEG. Rispetto alla diffusione di marzo 2021, sono state aggiornate 119 misure statistiche e introdotte altre 30 nuove.

[1] Il 25 settembre 2015 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile (UN Resolution A7RES/70/1, New York).

[2] Questo totale contiene anche le misure statistiche che hanno una rappresentazione in differenti Goal. Nel complesso le misure differenti sono 326.

Il Rapporto è accompagnato da una dashboard che permette la navigazione interattiva degli indicatori, oltre alla diffusione dei file di dati e metadati riferiti alle misure statistiche. Tutta la documentazione è interamente disponibile on-line all’indirizzo https://www.istat.it/it/benessere-e-sostenibilità/obiettivi-di-sviluppo-sostenibile.

Lo sviluppo del framework sugli SDGs costituisce un lavoro in continua evoluzione che tiene conto dei miglioramenti nella produzione delle misure statistiche all’interno del Sistema Statistico nazionale[1] e della progressiva estensione e articolazione dell’attività di “mappatura” degli indicatori proposti da UN-IAEG-SDGs.

[1] Gli indicatori statistici sono stati elaborati attraverso le collaborazioni sviluppate in ambito Sistan e con istituzioni esterne al Sistema statistico. In particolare: Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, Istituto Superiore di Sanità, Invalsi, ENEA, GSE S.p.A, Terna S.p.A., INGV, Banca d’Italia, Ministero della Transizione Ecologica, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ministero della Salute, Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, Ministero della Giustizia, Ministero dell’Interno, Presidenza del Consiglio dei Ministri- Dipartimento Pari Opportunità, ASviS, Consob, Cresme.

I progressi verso uno sviluppo sostenibile e l’impatto della pandemia

L’analisi complessiva degli indicatori di sviluppo sostenibile viene presentata tenendo conto dei tempi diversi del loro aggiornamento. In particolare, si considerano due sottoinsiemi di misure statistiche: il primo è relativo alle misure aggiornate al 2019 (142) o ad anni precedenti (92), l’altro a quelle riferite al 2020 (92).

Riguardo al primo insieme, emerge un quadro complessivamente positivo rispetto a 10 anni prima, con il 60,5% delle misure in miglioramento, il 19,1% invariate e il 20,5% in peggioramento. L’intensità dei segnali favorevoli diminuisce significativamente considerando i dati aggiornati al 2020: rispetto all’anno precedente scende al 42,5% la quota di misure in miglioramento mentre sale al 37,0% quella di misure in peggioramento (Figura 1).

Figura 1 – Andamento tendenziale complessivo delle misure statistiche aggiornate al 2019 e anni precedenti rispetto ai 10 anni prima e delle misure statistiche aggiornate al 2020 rispetto all’anno precedente.

 

 

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