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IPASVI E CONSULTA SALUTE: SU ASSISTENZA ACCORDO CITTADINI-PROFESSIONISTI

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17:10 - 23/05/2017

(Fonte: Ipasvi Trento, Collegio infermieri professionali, assistenti sanitarie vigilatrici infanzia) – I professionisti della salute e i cittadini hanno stretto un’intesa forte per far partire al più presto la riforma della medicina generale nell’assistenza territoriale.

Nei giorni scorsi, durante la riunione del Consiglio sanitario provinciale (un organo consultivo tecnico-scientifico nominato dalla Giunta) l’Ordine dei farmacisti, il Collegio Ipasvi degli infermieri e la Consulta della salute hanno dato il loro avallo al progetto di cure primarie proposto dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari e dall’assessorato alla Salute.

I due capisaldi della vision presentata al Consiglio sono l’accessibilità e la continuità assistenziale. L’accessibilità si concretizza nell’apertura degli ambulatori per 12 ore al giorno, con possibilità di accesso anche senza prenotazione, e nella rintracciabilità telefonica dei medici.

La continuità assistenziale, invece, si traduce nella condivisione delle informazioni clinico-assistenziali tra i medici di medicina generale e dei dataset tra l’assistenza primaria e i servizi di emergenza (118 e pronto soccorso), oltre alla fondamentale integrazione ospedale-territorio e tra i profili professionali coinvolti.

Per i cittadini affetti da malattia cronica vengono implementati i protocolli che definiscono puntualmente le responsabilità delle figure coinvolte – medico, infermiere e specialista – puntando a progetti di cura personalizzati a lungo termine. Per i cittadini con bisogni di salute occasionale, invece, la riorganizzazione permette di limitare le dispersioni di tempo e gli spostamenti, trovando la risposta giusta lungo tutto l’arco della giornata.

“La riorganizzazione della medicina generale è uno snodo fondamentale per lo sviluppo del sistema sanitario provinciale e per questo non è più procrastinabile. Siamo pronti a metterci in gioco come professionisti perché i bisogni dei cittadini non possono più aspettare, anche perché in molte altre regioni queste esperienze avanzate sono già collaudate.

Ora che abbiamo condiviso un progetto concreto, è necessario avviare la fase iniziale con chi ha già dato la disponibilità, come i medici di medicina generale della Val Rendena e delle Giudicarie, per poi allargare l’iniziativa a tutto il territorio”, hanno detto Bruno Bizzaro, presidente dell’Ordine dei farmacisti, Luisa Zappini, presidente del Collegio degli infermieri Ipasvi e Carlo Tenni, rappresentante della Consulta della salute nel Consiglio sanitario.

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