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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

INSERIMENTO LAVORO SOGGETTI SVANTAGGIATI: DA PROVINCIA TRENTO BANDO 2 MLN

(Fonte: Ufficio stampa Pat) – La gestione della misura proposta dal vicepresidente Olivi è in capo ad Agenzia del lavoro. Inserimento lavorativo di persone svantaggiate: un bando per oltre 2 milioni di euro.

Inserimento lavorativo di persone svantaggiate: la Provincia, su proposta del vicepresidente e assessore allo sviluppo economico e lavoro Alessandro Olivi, apre un bando per complessivi 2.100.000 euro per proposte che saranno sviluppate dagli enti e dalle associazioni di settore. I fondi per questa nuova, importante misura di inclusione sociale, provengono dal Fondo sociale europeo.

L’avviso si rivolge ai soggetti che lavorano nel terzo settore supportando l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate e vulnerabili, ed in particolare quattro distinte tipologie di utenza: persone con disabilità; detenuti, persone sottoposte a detenzione alternative e a ex-detenuti; persone in situazione di disagio sociale e richiedenti/titolari di protezione internazionale ed asilo; donne vittime di violenza.

“La novità quest’anno è che i fondi del Fse che riguardano l’inclusione sociale vengono veicolati verso un obbiettivo specifico: il lavoro – spiega Olivi – . Il lavoro diventa quindi lo strumento attraverso il quale aiutare concretamente le persone e dare forma ad un welfare proattivo, che non si limita ad assistere la persona in difficoltà, ma scommette su una sua reale mobilitazione, mettendola nella condizione di acquisire una sempre più ampia autonomia”.

L’avviso pubblicato dalla Provincia, in attuazione del Programma operativo Fondo sociale europeo 2014-2020, si rivolge ad interventi finanziati a valere sull’Asse 2, “Inclusione sociale”.

Destinatari sono gli enti e gli altri soggetti che operano nel terzo settore supportando l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate e vulnerabili. L’avviso si articola in quattro diversi indirizzi di finanziamento, conformemente alle diverse tipologie di utenza. Per tutti e quattro i target, si prevede una parte teorica-formativa integrata con un tirocinio pratico finalizzato all’inserimento lavorativo.

I percorsi possono essere individuali o di gruppo e dovranno privilegiare soprattutto quelle misure operative che consentano ai beneficiari di recuperare, in un processo di socializzazione e di risocializzazione lavorativa, le proprie capacità individuali.

Il termine massimo di attuazione delle attività formative è fissato in 24 mesi e il loro avvio deve avvenire entro 180 giorni dalla data di pubblicazione delle graduatorie di merito, dandone preventiva comunicazione al soggetto a cui fa capo l’intervento, ovvero Agenzia del Lavoro.

Lo scopo in sintesi è promuovere lo sviluppo di percorsi integrati ed individualizzati di inclusione attiva e di prevenzione dall’esclusione attraverso: interventi di presa in carico multi-professionale di natura sociale e occupazionale a sostegno dell’autonomia della persona e propedeutici alla sua partecipazione al mercato del lavoro; recupero delle relazioni sociali con la famiglia e la comunità di riferimento, in particolare per i destinatari al termine della misura penale e nella fase immediatamente successiva; rafforzamento e miglioramento della capacità del sistema di offrire interventi focalizzati sui bisogni delle persone particolarmente fragili, di carattere integrato (istituzione/formazione/lavoro/sociale).

 

 

 

Immagine: da archivio Pat