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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

IMPIANTI SCI TRENTINO: DEGASPERI, FUNIVIE FOLGARIDA, PROSEGUE LA POLITICA DEI SOVIET

(Fonte: Filippo Degasperi) – Funivie Folgarida, prosegue la politica dei Soviet. In principio il mantra era il seguente: la Provincia di Trento deve sostenere con le risorse pubbliche le società impiantistiche di quelle località minori che altrimenti sarebbero destinate a chiusura certa.

Già questo approccio era discutibile dato che evita di fare i conti con la realtà. Chi si occupa di turismo ha definito la situazione di molte delle stazioni sciistiche una “bomba a tempo”.

La Provincia, anziché avviare ragionamenti che portassero al superamento della dipendenza di questi territori da seggiovie e skilift, ha deciso di procrastinare le scelte iniettando nel sistema un centinaio di milioni di euro pubblici, trasformando i trentini nei proprietari di tonnellate di ferraglia distribuita sulle nostre montagne.

Ora la novità. Esistono poche aree profittevoli e Folgarida è una di queste.

Se è finita male le ragioni vanno cercate nelle scelte imprenditoriali (?) di chi l’ha amministrata. Per porvi rimedio e rilanciarla sarebbe sufficiente l’intervento di imprenditori capaci e pronti ad investire. Qualcuno si è palesato ma forse non è gradito a chi governa.

Ecco allora che si torna al classico che ha portato il Trentino nella situazione asfittica di oggi. Ancora soldi pubblici, ancora soldi pubblici per rimediare agli errori e alle carenze imprenditoriali, ancora soldi pubblici per gli impianti da sci (stavolta però per quelli che funzionerebbero anche da soli).

Non è certo perseverando negli errori che il Trentino tornerà a crescere. Se a far funzionare gli impianti sono i soldi dei trentini, almeno si pensi a permettere a tutti i giovani, a prescindere dal censo, di poterli utilizzare rendendoli gratuiti fino a 18 anni.