GUARDIA FINANZA – TRENTO * CONCORSO A PREMI ILLEGALE IN UN BAZAR DEL CENTRO CITTà: « SVENTATA UNA POTENZIALE TRUFFA, Sequestrati settecento “gratta e vincI“ »

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Concorso a premi illegale in un bazar del centro a Trento: sventata una potenziale truffa. Sequestrati premi del valore di oltre ventimila euro e settecento “gratta e vinci” illegali contestata una sanzione di più di dodicimila euro agli organizzatori.

La Guardia di Finanza di Trento, nel corso di ordinari servizi di controllo del territorio tramite le pattuglie “117”, ha “pizzicato” un bazar che pubblicizzava un concorso a premi non autorizzato, sequestrando merce posta in palio per un valore di oltre ventimila euro e circa settecento “gratta e vinci” illegali per l’estrazione a sorte dei premi stessi, elevando una pesante sanzione amministrativa ai titolari del negozio e sventando una potenziale truffa a danno di malcapitati clienti.

Alcuni giorni fa, una pattuglia del “117” della Compagnia della Guardia di Finanza di Trento ha notato un vistoso cartellone pubblicitario, posto all’ingresso di un bazar di “cineserie” nel centro del capoluogo: il cartello pubblicizzava una “grandissima promozione”, in corso di svolgimento, in base alla quale i clienti che avessero speso almeno venti euro in acquisti avrebbero potuto partecipare all’estrazione di alcuni premi, attraverso la consegna di una cartolina “gratta e vinci” cui sarebbe poi seguita un’estrazione finale con un “super premio” e un “primo premio” particolarmente allettanti, costituiti da materiale elettronico di marca particolarmente costoso.

I militari delle Fiamme Gialle hanno subito notato l’assenza di un termine temporale per l’estrazione, uno dei vari requisiti di legge per poter pubblicizzare le “riffe”, “lotterie” e “concorsi a premi”; i Finanzieri sono quindi acceduti nell’esercizio e hanno rilevato – come sospettavano – la mancata notifica al Ministero dello Sviluppo Economico della prevista comunicazione collegata alla manifestazione a premio indetta, che i titolari non sono stati in grado di esibire, come sarebbe stato previsto ai termini del D.P.R. 26 ottobre 2001, n. 430 che regolamenta i concorsi, le operazioni a premio e le manifestazioni di sorte locali; erano anche assenti le informazioni minime al consumatore previste dalla stessa legge.

Sono iniziati subito gli accertamenti ed è stata effettuata una approfondita ispezione amministrativa all’esercizio commerciale, che ha confermato come la manifestazione a premio fosse illegale: nel retrobottega del bazar sono stati trovati, in uno scatolone, settecento biglietti “gratta e vinci” non conformi alle disposizioni in materia, oltre ai premi collegati alle principali “estrazioni”, consistenti in sette piastre per toast, crepes e waffel, quattro grattugie elettriche, uno spremiagrumi elettrico, dodici frullatori e miscelatori, cinque macinacaffè, un bollitore elettrico, un ferro da stiro, un tritatutto, un’impastatrice e, infine, tre telefoni cellulari e un tablet, tutti di marca.

Il particolare interessante è costituito dal fatto che i due “gratta e vinci” connessi al primo e al secondo premio (rispettivamente un tablet e un cellulare di marca) erano tenuti ben separati e conservati in una carta cellofanata da parte dai titolari e organizzatori della lotteria illegale, segno evidente che gli stessi non sarebbero mai stati consegnati agli ignari clienti che avessero speso i previsti venti euro o più in acquisti.

La potenziale truffa (che per essere perseguita avrebbe comunque avuto bisogno della condizione di procedibilità della querela da parte di un malcapitato acquirente che non si fosse visto riconoscere il premio) è stata dunque sventata sul nascere.

Ai titolari dell’esercizio sono stati sequestrati tutti i premi in palio, per un valore di mercato di oltre ventimila euro, tutti i “gratta e vinci illegali” ed è stata elevata una pesante sanzione amministrativa prevista dalla normativa di settore in materia di giochi che va da una a tre volte l’ammontare dell’I.V.A. dovuta sulla base del montepremi posto in palio (da 4.200 a 12.600 euro).