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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

GUARDIA DI FINANZA – TRENTO * B&B A TORBOLE – PROFESSIONE MEDICA IN GERMANIA: « DOPPIA ACCUSA DI EVASIONE PER PROFESSIONISTA TEDESCA » (FOTO)

Economia sommersa: medico tedesco risiedeva da anni in italia senza pagare le tasse. Il medico donna gestiva dal 2016 un B&B e ha esercitato per due anni la professione medica in Germania senza dichiararne i ricavi pur risiedendo in Italia.

La Guardia di Finanza di Trento, nell’ambito delle proprie competenze istituzionali a tutela delle entrate erariali e del rispetto della corretta concorrenza di mercato, prosegue la propria opera di contrasto al fenomeno dell’economia sommersa nel settore dell’attività extra-alberghiera: nei giorni scorsi, le Fiamme Gialle della Tenenza di Riva del Garda (Tn) hanno concluso un’attività di servizio denunciando medico donna di nazionalità germanica che gestiva un’attività di bed and breakfast a Nago Torbole (Tn) per plurime violazioni alle leggi di Pubblica Sicurezza in materia di segnalazione degli alloggiati.

Estendendo poi i controlli, la dottoressa è risultata anche essere evasore totale per i redditi delle persone fisiche per alcuni anni pregressi, avendo effettuato attività professionali all’estero ma che – essendo residente in Italia – andavano dichiarate nel nostro Paese: constatati in tutto ricavi non dichiarati per 105.755,00 euro.
La dottoressa Z.T., 59 anni, nata in Germania e residente a Nago-Torbole (Tn) dal 2012, specializzata in medicina sportiva, è stata individuata dalle fiamme gialle rivane nell’ambito delle costanti analisi di rischio nel settore delle locazioni di alloggi per turisti, controllando su internet le strutture alloggiative dell’Alto Garda che pubblicizzano se stesse sui più noti siti di intermediazione come “attività extra-alberghiere”, ossia come affittacamere, bed & breakfast, case e appartamenti per vacanze o locazioni per brevi soggiorni.

L’incrocio degli elementi acquisiti sul territorio con le informazioni desunte dalle banche dati in uso al Corpo ha fatto emergere, in particolare, l’esercizio dell’attività extra-alberghiera, da parte della dottoressa tedesca, in una villetta di Nago-Torbole (Tn), che il medico aveva ricevuto in eredità nel 2016 da un’anziana signora, ampiamente pubblicizzata sui siti di promozione turistica (come www.airbnb.it, www.gardatrentino.it) e con regolare Scia presentata al Comune.

L’eredità è costituita da due unità immobiliari di modeste dimensioni che però godono di una posizione privilegiata tra gli uliveti che si affacciano sulla porzione trentina del Lago di Garda ed è risultata molto gettonata dai clienti dei siti turistici per alloggi brevi.

La professionista aveva però omesso di comunicare all’Autorità di Pubblica Sicurezza i nominativi e i dati relativi a diciotto persone alloggiate, come i Finanzieri, avvalendosi del prezioso aiuto dei colleghi della Questura di Trento, hanno riscontrato dall’esame incrociato delle prenotazioni effettuate sui siti turistici con i dati degli alloggiati conservati nel Centro Elettronico Nazionale di Napoli dove il Ministero dell’Interno raccoglie e memorizza le cosiddette “schedine di notifica”, che danno atto degli arrivi e delle partenze delle persone ospitate nelle varie strutture ricettive di ogni ordine e tipologia.

È scattata quindi la denuncia alla Procura della Repubblica di Rovereto (Tn), competente per territorio, per l’omessa comunicazione delle “schedine di notifica” di persone alloggiate, violazione penale punita dall’art. 109 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza con l’arresto fino a tre mesi o l’ammenda fino a 206,00 € (pena convertibile in sanzione pecuniaria).

Nel corso dell’attività ispettiva, poi, i Finanzieri hanno approfondito la posizione fiscale della dottoressa, identificandola come evasore totale in Italia, non avendo la stessa presentato la prescritta dichiarazione dei redditi nelle annualità 2013 e 2014, per le quali i Finanzieri hanno trovato le prove dello svolgimento da parte sua di un’attività professionale retribuita.

Infatti, oltre a risiedere abitualmente a Nago-Torbole (Tn), la dottoressa nel 2013 e 2014 ha continuato a svolgere la professione medica in Germania, in alcuni giorni del mese, occupandosi di assistenza medica sportiva con diagnosi delle prestazioni e il controllo della formazione delle Squadre Nazionali Tedesche di Nuoto, Boxe, Sollevamento Pesi e Atletica.

Poco più di centomila euro sono i ricavi percepiti in quelle annualità e quantificati dai Finanzieri di Riva del Garda attraverso una certosina analisi della documentazione acquisita e dei dati rilevabili dalle prenotazioni sul sito, in lingua tedesca, utilizzato per pubblicizzare l’attività professionale della dottoressa che risulta ancora attivo.
Parte degli elementi è stata fornita dalla stessa dottoressa, dettasi ignara degli obblighi dichiarativi, tanto che la stessa, correttamente, ha subito presentato la dichiarazione dei redditi riferita al 2017 nel cui corso aveva percepito ricavi dall’attività di affitto del suo bed & breakfast e che, senza il controllo della Guardia di Finanza, sarebbero verosimilmente rimasti “in nero”.

Siccome la dottoressa è stata iscritta all’Anagrafe della popolazione residente e ha nel territorio italiano il proprio domicilio, secondo la Convenzione tra la Repubblica Italiana e la Repubblica Federale di Germania per evitare le doppie imposizioni sul patrimonio e sulle imposte sui redditi, era tenuta a dichiarare in Italia anche i redditi prodotti in Germania.

Il principio di tassazione globale dei redditi (worldwide taxation principle) è applicato nella maggioranza dei Paesi del mondo, ivi compresi tutti i Paesi dell’Unione Europea (la Germania non fa eccezione), e prevede che una persona fisica residente in un determinato Paese paghi al Fisco di quel Paese le tasse in base ai redditi prodotti a livello globale, mentre se il soggetto non è residente in quel Paese paghi solo per i redditi in esso prodotti, potendo poi godere di un credito d’imposta nel proprio effettivo paese di residenza: l’entità di tale credito d’imposta ed eventuali agevolazioni sono lasciate all’accordo bilaterale tra Stati, nella forma delle cosiddette “Convenzioni per evitare le doppie imposizioni”.

L’attività Fiamme Gialle si inquadra nel più ampio contesto dei controlli sul mercato delle offerte alloggiative extra-alberghiere con la finalità di scovare l’economia sommersa e le distorsioni alla corretta concorrenza di mercato; le Fiamme Gialle rivane si erano già distinte nel novembre del 2017 con l’operazione “Sogni d’oro ”, anch’essa rivolta al settore dell’attività extra-alberghiera irregolare, a conclusione della quale erano stati selezionati una cinquantina di soggetti irregolari, tredici dei quali denunciati a vario titolo per frode fiscale e inosservanza delle leggi di Pubblica Sicurezza in materia di segnalazione degli alloggiati, constatando violazioni tributarie per circa due milioni di euro.