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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

GRUPPO CONSILIARE PD – TRENTINO * CONCESSIONI IDROELETTRICHE: « LA MOZIONE DEL CAL RISCHIA DI APPARIRE COME UNO SCATTO DI RENI TARDIVO, ORMAI IN PROVINCIA DI TRENTO LA LEGGE È STATA APPROVATA »

Concessioni idroelettriche, Meglio tardi che mai ma ormai in Trentino è passata la legge.

Era il 30 luglio quando la Giunta Fugatti ha tirato dritto e, nonostante la spaccatura della maggioranza, la contrarietà delle minoranze e l’obiezione di 46 sindaci, ha fatto approvare dal Consiglio provinciale la norma sulle gare per il rinnovo delle concessioni idroelettriche delle piccole e medie derivazioni.

Per questo non possiamo non evidenziare che la mozione del Consiglio delle Autonomie locali che sollecita oggi, a distanza di quasi due mesi, a riaprire il dibattito a livello locale, nazionale ed europeo, in merito alle piccole concessioni idroelettriche, rischia di apparire come uno scatto di reni tardivo, ora che la norma prevede per il Trentino la messa a gara alla scadenza del periodo di proroga: entro il 31 luglio 2024 per le piccole e entro il 2027 per le medie derivazioni idroelettriche.

La presa di posizione del CAL nel merito ci trova concordi: la necessità di lavorare sul piano europeo e nazionale è stata una delle nostre battaglie durante i due passaggi in aula della legge Tonina con la quale la Giunta ha voluto disciplinarle. Non possiamo però esimerci dal rilevare come in quei due passaggi siano cadute nel vuoto le 46 firme di Sindaci.

Noi avevamo chiesto che non venisse sancita la gara in norma, ma inutilmente. In quella sede avevamo affermato che questa avrebbe realizzato un danno enorme, perché cristallizzava per legge la gara e il termine del 2024 era veramente poca cosa. Il danno sarebbe rimasto indelebile ed era duplice: sia per la forza della nostra autonomia, sia per i nostri Enti locali che avrebbero dovuto vedere messe a gara in futuro le piccole e medie concessioni. Avevamo proposto in aula di cancellare la legge, fermare tutto, perché incaponirsi per portare a casa poca cosa non giustificava alcunché.

Tuttavia accogliamo con favore la possibile nascita di un’alleanza larga di livello nazionale per avviare un ragionamento diverso sulle piccole concessioni, ma quando la rappresentanza degli Enti locali trentini incontrerà gli altri territori scoprirà che siamo gli unici ad avere normato le gare.

Ci resta la convinzione che un altro atteggiamento quando la maggioranza ha proposto la norma ed un maggiore ascolto di quei 46 sindaci forse ci avrebbero messo oggi in una situazione diversa.