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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

GHEZZI (FUTURA 2018) – INTERROGAZIONE * PROTEZIONE INTERNAZIONALE: « SONO RAGIONEVOLI LE OBIEZIONI DEGLI AVVOCATI TRENTINI CHE SI OCCUPANO DELL’ASSISTENZA?»

Interrogazione a risposta scritta. Notificazione esiti richieste di protezione internazionale.

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Premesso che:

nei giorni scorsi i quotidiani locali hanno riferito che la commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale, con sede a Verona, ha deciso in ordine a circa 200 domande di protezione di esseri umani stranieri presenti in Trentino, per circa il 90% dei casi in senso negativo per i richiedenti;

il Cinformi, ente provinciale deputato alla notificazione, ha notificato “in blocco” tali esiti; procedura che – ha scritto il Corriere del Trentino il 10 febbraio 2019 – secondo il presidente dell’Ordine degli avvocati Andrea de Bertolini, l’avvocato Nicola Canestrini e il referente del Centro Astalli Stefano Canestrini “impedisce di fatto agli avvocati trentini di tutelare in maniera efficace in tempi così brevi chi voglia richiedere il ricorso. Un diritto alla difesa tanto più importante se si pensa che il Tribunale di Trento esprime circa il 50 per cento di esiti positivi”;

nei suoi primi cento giorni di governo la giunta provinciale ha già tagliato le risorse a disposizione di chi si occupa dei richiedenti asilo e dei loro diritti e un’ulteriore stretta pare configurare un accanimento ostile non rispettoso della dignità degli esseri umani richiedenti forme di protezione previste dalla Costituzione italiana e dalle normative internazionali;

 

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Si interroga il Presidente della Provincia per sapere:

se non ritenga ragionevoli le obiezioni degli avvocati trentini e degli enti che si occupano dell’assistenza ai richiedenti protezione internazionale;

se intenda dunque garantire o comprimere il diritto al ricorso di tali persone avverso la prima valutazione della Commissione;

nel primo caso se non ritenga doveroso dare indicazioni conseguenti al Cinformi, e far sì comunque che le notifiche degli esiti non arrivino in blocco,

pregiudicando il pieno diritto dei richiedenti protezione ad un’assistenza legale in ordine ai ricorsi, come previsto dalla legislazione vigente.

 

 

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Paolo Ghezzi consigliere provinciale Futura 2018