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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

GHEZZI (FUTURA 2018) * A22: « CHE TONINELLI APPROFITTI DI TILT CAUSA NEVE È IL MINIMO CI SI POSSA ASPETTARE DA UN GOVERNO CHE METÀ DEL TEMPO GOVERNA E METÀ FA PROPAGANDA »

Futura 2018 contro il ministro che mette le mani sull’A22. Che il ministro dei trasporti approfitti di una giornata di tilt causa neve (e camionisti senza catene) per fare la parte del poliziotto cattivo con l’Autobrennero, è il minimo che ci si può aspettare da un governo che metà del tempo governa, metà fa propaganda. Ovvio che l’Autobrennero non è una spa perfetta, che come tutte le società parapubbliche è anche un centro nevralgico di potere e di assunzioni…

Ma è davvero singolare, per un uomo delle pubbliche istituzioni, scagliarsi contro i “clamorosi e ingiustificati dividendi” ben sapendo (si spera) che sono andati, per quasi il 90%, agli enti pubblici che ne sono i proprietari. E dunque, prima di tutto, a Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol, Provincia di Trento e Provincia di Bolzano, ai Comuni di Trento e Bolzano, e quindi a chi ci vive, insieme alle cospicue entrate fiscali delle tasse societarie.

Non solo. L’A22 ha finanziato la nuova ferrovia del Brennero, dunque un’opera alternativa al traffico su gomma che ci soffoca. Come ben spiega Renzo Moser oggi sull’Adige: “Ciò significa che gli azionisti di A22 si sono impegnati a rinunciare ai tanto citati dividendi per finanziare un’opera concorrente, la quale, spostando le merci su gomma, toglierà ricchi profitti (ma anche inquinamento) all’arteria autostradale.

Non stiamo parlando di noccioline: l’ultimo bilancio disponibile, quello del 2017, fissa a 653,5 milioni di euro la dotazione del fondo. Tutto questo il ministro Toninelli lo dimentica sempre, forse perché, come ebbe a dire, è convinto che il tunnel del Brennero sia già in funzione.

Il punto è che da anni il «tesoretto» custodito in A22 fa gola a Roma, che le ha provate un po’ tutte per acquisirne il controllo, e ancora ci sta provando evidentemente. Forse proprio a quello mira la «rivoluzione» ricordata dal ministro Toninelli nella sua nota di ieri. Perché ogni «rivoluzione» che si rispetti ha il suo palazzo da saccheggiare”.
Già. Questa è proprio l’idea “politica” del ministro stellare in barricata.

La partita per il rinnovo della concessione sarà durissima: il secondo vero banco di prova, dopo il disastro ambientale di fine ottobre, per il presidente della Provincia di Trento: per misurare la sua vera autonomia dalla Roma legastellare e dal Lombardo-Veneto che ci vogliono normalizzare, comandare. Insomma, asfaltare.

 

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Paolo Ghezzi

Consigliere provinciale del Trentino
Consigliere regionale/Regionalratsabgeordneter Trentino – Alto Adige/Südtirol
Presidente del Gruppo provinciale e regionale Futura 2018