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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

FIMMG – TRENTINO * AMPLIAMENTO SERVIZIO GUARDIA MEDICA: « DISPONIBILI A COLLABORARE CON L’ASSESSORATO E L’AZIENDA SANITARIA PER LA SOLUZIONE DEI PROBLEMI ASSISTENZIALI »

E la sceneggiata continua. Anche oggi, durante il comitato provinciale della medicina generale, siamo stati costretti ad assistere all’ennesima sceneggiata del rappresentante di Intesa Sindacale, raggruppamento variegato di sigle sindacali che non raggiungono singolarmente la quota prevista dalla legge per essere rappresentativi tra cui Cisl medici.

Nella provincia di Trento (e solo qui in tutta Italia) questa organizzazione è maggioritaria e quindi esercita un ruolo determinante nella discussione con la parte pubblica.

Ma da molteplici incontri con l’Azienda non è chiaro come e perché questo ruolo viene interpretato in maniera assolutamente non costruttiva.

L’ultimo episodio è quello di oggi dove a fronte di una proposta di ampliamento del servizio di guardia medica le zone di Ledro e di Pieve Tesino ad oggi svantaggiate dal punto di vista dell’assistenza sanitaria per l’ennesima volta il dottor Paoli si è opposto dichiarando la sua disponibilità a patto che si risolvano altre non ben definite vicende ma che non riguardano sicuramente il servizio di guardia medica.

Con la stessa motivazione non ha voluto prendere in considerazione la proposta per l’organizzazione delle attività di assistenza medica nelle carceri.

Con questa posizione ha rifiutato a priori l’inserimento di ben sedici giovani colleghi da convenzionare, non solo tra quelli in possesso dell’attestato di formazione o che frequentano il corso di formazione specifica, ma anche medici costretti alla precarietà o alla sottooccupazione dall’imbuto formativo.

Da anni Intesa Sindacale attraverso Cisl medici nella provincia di Trento egemonizza senza riuscire a portare risultati evidenti di promozione della professione.

Ha contrattato un accordo provinciale inapplicato e soprattutto inapplicabile generando stagnazione soprattutto per le realtà più bisognose di investimenti sulla medicina di famiglia come quelli delle valli dove l’isolamento e la conformazione territoriale rende sempre più difficile l’attività del medico di medicina generale (vedi accordo 2017).

Ora addirittura si oppone ad una controtendenza nazionale che è quella di chiudere, accorpare o portare nei pronto soccorso a fare codici bianchi la guardia medica.
Tutto questo per cosa?

Per rivendicare senza proposte l’opposizione ad un progetto, a cui per altro già da tempo e prima dello sciopero del mese scorso a cui ha aderito il 35% circa del Medici di famiglia  noi faremmo una riflessione sulla rappresentanza se fossimo Paoli), l’Azienda si è dichiarata disponibile ad una totale revisione.

Peccato che da Cisl non è arrivata nessuna proposta alternativa a quanto di nostra conoscenza.

La Fimmg del Trentino ritiene che questa politica sindacale ostinatamente oppositiva senza proposta che rivendica continuamente la sua maggioranza ma non esprime nessun progetto danneggi gravemente la medicina generale della provincia in un momento critico come questo.

Ma se si può momentaneamente sorvolare sulla incapacità di far evolvere la medicina di famiglia verso il ruolo che le spetta non è concepibile che si impedisca che giovani medici trovino una collocazione lavorativa ed economica stabile esercitando la loro professione a favore dei cittadini più svantaggiati per semplicemente affermare l’esistenza in vita non di una sigla sindacale ma del suo rappresentante.

La Fimmg del Trentino si dichiara assolutamente disponibile, anche se da posizioni di minoranza, a collaborare con l’Assessorato e l’Azienda per la soluzione dei problemi assistenziali prospettati e nell’elaborazione di un progetto che metta al centro i cittadini e i medici di famiglia più svantaggiati che sono quelli delle valli trentine le cui necessità non possono essere strumento di ripicche e opposizioni fini a sè stesse.