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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

EX OSPEDALE ARCO (TN) : CIVETTINI, QUALI LE PROSPETTIVE PER LA VECCHIA STRUTTURA?

(Fonte: Claudio Civettini) – Interrogazione. Ex ospedale di Arco. Quali le prospettive della vecchia struttura? Si conferma o si smentisce l’ipotesi di una ristrutturazione a disposizione dei sedicenti profughi nel cuore di Arco?

Troppi denari buttati al vento nel passato, prendendo in giro la comunità tutta dell’alto Garda. Ora l’ennesima beffa?

Come sappiamo, ormai molti anni fa – a fronte della chiusura dell’ospedale di Riva del Garda -, è stato costruito il monoblocco di Arco, che è sede di quello che viene definito il nuovo ospedale. Ora, a fianco del nuovo monoblocco, con tutte le varie chiusure dei reparti, vediamo persistere, in modo assolutamente inadeguato, la vecchia costruzione che sarebbe dovuta essere il secondo lotto dell’ospedale per il completamento della proposta sanitaria del Basso Sarca.

Vecchia costruzione che comprende l’ex Padiglione A, che si vede dalla strada in stato di abbandono e, nel retro, l’ex Padiglione B, con annesso bellissimo parco, ancora peggiormente conservato, privo di ogni attenzione.

Nel recente passato, era in essere una precisa idea di utilizzo sanitario, con tanta di ristrutturazione pagata evidentemente con denari pubblici, oggi abbandonata per la politica Trento-centrica della sanità trentina, mentre sembrerebbe che recentissimamente, sarebbe stato fatto una sorta di studio di fattibilità per utilizzare detta struttura per i sedicenti profughi che proprio in questi giorni-sinistra compresa-ci si sta accorgendo di essere la risultante di una vera e propria tratta di persone per fini che parrebbero ben diversi da quelli della solidarietà.

In ogni modo, oggidì, l’intero immobile, è in completo stato di abbandono e degrado, privo di manutenzione anche estetica per le facciate esterne, tanto che dà proprio l’idea della fatiscenza totale, suggellata da quelle tapparelle ancora in legno di traverso sulle finestre e vetri rotti.

Il che non è certo un biglietto da visita per quanto riguarda la qualificazione, oltre che dell’ospedale nella sua interezza, anche della zona residenziale di Arco ma soprattutto, un degrado di una pubblica struttura, che viene accompagnata da una svalutazione certa i acclarata dell’immobile del patrimonio pubblico.

Di questo pare opportuno se non doveroso richiedere all’Amministrazione provinciale quali siano i progetti, i programmi e che cosa si intenda fare in termini di utilizzo o di abbattimento della struttura, evitando di dover calare di forza, l’ennesima ipotesi di adeguarlo per la sistemazione di numerosi sedicenti profughi o clandestini, creando nel caso, la possibilità, dopo Trento e Rovereto, una pericolosa concentrazione.

Nel caso diverso, si chiede invece secondo quali modalità e soprattutto entro quali termini si intenda attivarsi e procedere per conferire almeno una dignità esteriore, per così dire, a quello che è ormai una costruzione appunto fatiscente e quanto mai bisognosa di interventi, non scartando l’ipotesi di un abbattimento pianificato, dando così la possibilità di un recupero prudenziale ma non necessario, di metri cubi edificabili da trasferire nel Comune di Arco, a disposizione delle Amministrazioni pubbliche.

 

 

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Tutto ciò premesso, il sottoscritto Consigliere interroga il Presidente della Giunta provinciale e l’Assessore provinciale competente per sapere:

 

  • Dando per scontata la conoscenza della fatiscenza strutturale dell’ex Ospedale di Arco, sito a fianco del nuovo monoblocco, quali progetti erano stati redatti per la ristrutturazione al tempo e quanto sono costati alla Pubblica Amministrazione e quali le ragioni del naufragio di ogni ipotesi di utilizzo;
  • Quali siano le ragioni del totale stato di abbandono e, allo stato, quali siano le ipotesi di utilizzo e se tra le tante, sarebbe contemplata anche l’ipotesi di abbattimento e recupero dei volumi a disposizione delle pubbliche amministrazioni locali e provinciale;
  • Se corrisponde al vero che tra le ipotesi si sarebbe valutato-o si starebbe valutando-anche l’ipotesi di una veloce ristrutturazione e riadattamento per darlo in gestione a qualche cooperativa nella gestione dei sedicenti profughi e, nel caso di conferma, con quali disponibilità e approvazione da parte delle autorità amministrative locali;
  • Se in ogni modo si ritenga doveroso un intervento deciso per scegliere quale deve essere la destinazione di detto immobile che così abbandonato, è una bruttura inaccettabile nell’Arco asburgica e nella zona residenziale in cui è alloccato;

 

 

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

 

 

 

 

 

In allegato l’interrogazione contenuta nel comunicato stampa:

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