PROVINCIA AUTONOMA TRENTO

Covid-19 Free - 21 puntata  (format Tv)

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Qualche giorno fa in un dibattito elettorale fra la candidata sindaca di centro destra Cristina Santi ed il candidato del centro sinistra Adalberto Mosaner è emerso il consueto dilemma: per Riva è meglio un turismo di qualità o meglio un turismo di quantità?

Diciamo che sul fronte degli arrivi e delle presenze in questi anni a Riva del Garda abbiamo sempre letto bollettini di vittoria. In effetti, se stiamo ai numeri, il turismo è cresciuto ed il merito va innanzitutto agli operatori. Guardando avanti però qualche interrogativo ci sembra lecito. Lasciamo perdere la mancata soluzione di problemi strutturali che si trascinano da anni ( uso dell’ex colonia Miralago e area ex Cattoi ),  veri monumenti dell’inerzia delle amministrazioni uscenti ( Molinari e Mosaner ) e veniamo  alle prospettive di medio e lungo termine. Il fatto che in questi anni ci siano stati aumenti nelle presenze non significa che ci siano state analoghe ricadute economiche, anche perché la qualità media del turista sembra essersi abbassata e conseguentemente la sua capacità di spesa.

Nella domanda attuale –accade dappertutto e non solo a Riva – c’è una fascia di utenza che tende ad abbassare la capacità di spesa. Sono i turisti che prediligono sistemazione ricettive più economiche rispetto agli alberghi, sono i turisti del mordi e fuggi che riempiono la città il sabato e la domenica ma ben pochi quattrini lasciano poi agli operatori, sono i turisti che scelgono gli appartamenti turistici o le soluzioni casalinghe, oggi spinte da potenti piattaforme on line tipo Airbn e altre. La Regione Veneto ha compiuto di recente una ricerca significativa: i turisti/escursionisti ovvero mordi e fuggi spendono mediamente 25 euro al giorno, quelli degli appartamenti e dell’extralberghiero arrivano a 40/60 euro al giorno secondo le varie tipologie, quelli degli hotel dai 140 a 180 euro. In Trentino queste cifre sono leggermente inferiori sia per quanto riguarda il turista invernale che quello estivo.

Tutto questo porta a dire che la vera sfida del turismo rivano nei prossimi anni dovrà essere quella della qualità. Parliamo della qualità dell’offerta e conseguentemente dei clienti.  Èsignificativo come negli ultimi cinque anni a Riva si siano creati circa 3 mila nuovi posti letto, dei quali solo 67 nel settore alberghiero. E allora che fare? Il problema è complesso, coinvolge anche le scelte degli operatori dell’offerta e non si può certo risolvere in due cartellette.

L’amministrazione comunale può far la sua parte creando le condizioni per mettere un freno alla crescita degli appartamenti turistici. Quelli che ci sono bastano e avanzano: semmai si tratterà di regolamentarli meglio. In questo senso è auspicabile anche che la nuova Giunta comunale dica un secco no alla possibilità di seconde case e appartamenti purtroppo prevista con la revisione delle cosiddetta legge Gilmozzi,  approvata di recente dal Consiglio provinciale. Più che sugli appartamenti o su altre aree alberghiere è il caso di puntare ad una ristrutturazione e riqualificazione del patrimonio ricettivo esistente, ricordando sempre che l’immagine di una località turistica è legata innanzitutto alla qualità del patrimonio alberghiero.   Diamo per scontata un’attenzione maggiore alla salvaguardia e al potenziamento delle aree verdi della città nonché al ricupero del centro storico alla residenzialità.

 

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Ettore Zampiccoli

Responsabile regionale dipartimento turismo di Forza Italia