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ENPA – ROMA * INVESTIMENTI LUPO E CERVO: « SERVONO CORRIDOI FAUNISTICI, LA PAT METTA IN SICUREZZA LE STRADE DELLA PROVINCIA »

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19.10 - giovedì 11 novembre 2021

Investimento lupo e cervo, Enpa: “Servono corridoi faunistici. La Pat metta in sicurezza le strade della Provincia”.

Mentre le reiterate richieste dell’Ente Nazionale Protezione Animali di mettere in sicurezza le strade del nostro territorio rimangono inascoltate da parte della Provincia Autonoma di Trento, gli incidenti continuano, gli automobilisti subiscono danni e gli animali selvatici seguitano a morire investiti.Anche oggi dobbiamo registrare due investimenti: durante la notte è stato ucciso un cervo, mentre stamattina è morta a causa delle ferite riportate nell’impatto una femmina di lupo. Fino a quando le persone dovranno subire danneggiamenti agli automezzi, rischiando anche danni fisici? Quanto a lungo dovremo sopportare questa carneficina di animali selvatici?

“Continueremo a ricordare alla PAT – afferma Ivana Sandri, Presidente Enpa del Trentino – che secondo la Corte di Cassazione ad essa deriva l’onere di intervenire nelle situazioni a rischio con misure atte a impedire o comunque a ridurre le situazioni di pericolo. Non bastano certo le patetiche, silenti e statiche sagome di capriolo poste un po’ a casaccio, come inefficaci si dimostrano pure i catadiottri, anche perché non sono stati posti coerentemente alle specie cui dovrebbero impedire l’attraversamento: ad esempio 70 cm di altezza da terra per il cervo, 55 cm per il capriolo, 45 cm per il cinghiale”.

I dati raccolti ci insegnano che i selvatici usano dei percorsi privilegiati, gli stessi da generazioni, ad esempio per trasferirsi dalle zone di pascolo (se si tratta di erbivori) o di caccia (se si tratta di predatori) alle zone di riposo, oppure per scendere dalle aree estive a quelle invernali: se – come succede continuamente – le strade intersecano o interrompono questi percorsi, gli animali sono costretti ad attraversare la carreggiata, in un passaggio più frequente durante le prime ore del mattino, dopo il tramonto e durante la notte, cioè nei momenti in cui è più difficile percepirne la presenza, e quindi in condizione di maggior pericolo. Sempre i dati raccolti suggeriscono che il rischio investimenti aumenta considerevolmente in determinate zone, cioè quelle vicine a corsi d’acqua, alle coltivazioni e alle zone arative, e in alcuni periodi dell’anno, che possono variare leggermente in relazione alle specie e alle condizioni climatiche: in aprile/maggio, e in ottobre/novembre/dicembre.

“Continueremo a ribadire – conclude Ivana Sandri – la funzionalità dei corridoi faunistici (chiamati anche sovrappassi, sottopassi, ponti verdi, ecc.), anche in considerazione del fatto che la maggior parte degli incidenti, oltre il 90%, avviene in meno del 30% dell’intera rete viaria del Trentino. Tanto che ad un limitato 10-12% delle nostre strade è associato un rischio di investimento di selvatici 300 volte più alto della restante rete viaria. In breve, non servirebbero imponenti studi per individuare le zone in cui creare percorsi protetti per la fauna: sono note da decenni, basterebbe solo l’intenzione di agire!Gli incidenti appena accaduti sono la conferma di quanto sia irrinunciabile e necessario realizzare al più presto i corridoi faunistici: chiediamo che le istituzioni ascoltino le richieste dei cittadini, affinché venga tutelata la fauna selvatica ed anche la propria sicurezza”.

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