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DOPPIA PREFERENZA GENERE: ATTOLINI, SINISTRA ITALIANA NON ASSOLVE LA MAGGIORANZA

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19.07 - giovedì 11 maggio 2017

(Fonte: Renata Attolini) – Questa mattina ho partecipato, assieme a rappresentanti delle diverse associazioni interessate, al presidio organizzato da Cgil, Cisl e Uil per appoggiare la legge sulla doppia preferenza di genere. Il presidio si è svolto malgrado da ieri si sapesse che la legge era stata ritirata e si è concluso in sala Rosa alla presenza del presidente Rossi e di rappresentanti della maggioranza.

Come ebbi modo di scrivere ieri, la scelta di ritirare la proposta di legge è una sconfitta per la democrazia, che dimostra l’arretratezza culturale e politica di una classe dirigente, che teme la parità di genere e la contrasta.

Sicuramente si possono comprendere le motivazioni espresse negli interventi del presidente stesso, di Lucia Maestri, Sara Ferrari e Violetta Plotegher, ma a Sinistra Italiana non sembrano sufficienti ad assolvere la maggioranza ed attribuire le responsabilità solo alla minoranza.

L’impressione che si coglie all’esterno, ogni volta che entrano in campo proposte di legge sui diritti civili, è che la situazione scappi di mano, venga stancamente strascicata, sia condotta senza la necessaria convinzione e senza tentare tutte le possibili tattiche di avvicinamento al risultato desiderato.

E se, come afferma Violetta Plotegher, ai nostri rappresentanti istituzionali spetta il dovere di trasformare in “cogenza di legge le vostre legittime richieste”, non ci consola sapere che di fatto a questo compito si è abdicato perché, rimanere in aula ad oltranza, avrebbe costretto le consigliere e i consiglieri a vivere, per ore, linguaggi e comportamenti inaccettabili.

Per quanto riguarda la proposta di legge insisteremo perché venga ripresentata fino alla sua approvazione, senza subire modifiche. La riteniamo indispensabile perché solo attraverso l’obbligo di legge si potrà arrivare alla modifica di comportamenti acquisiti, causa di un gap culturale ed antropologico che investe le donne stesse.

Malgrado tutto il lavoro svolto per l’uguaglianza di genere, contro i ruoli e gli stereotipi tradizionali e persistenti, esiste tuttora un insieme complesso, in cui interagiscono il genere e le sue connotazioni culturali, che è necessario affrontare sia a livello scolastico che a livello politico.

La legge sulla doppia preferenza può e deve essere una prima misura, tra quelle potenzialmente risolutive sul piano politico.

Per quanto riguarda il livello infimo a cui pare sia arrivato il dibattito in sala consiliare, crediamo sia compito di ciascun consigliere, assieme al presidente del consiglio, individuare modalità efficaci per fermare questa deriva, richiamando ciascuno, con insistenza e determinazione, alle responsabilità del proprio ruolo istituzionale. Ai partiti chiediamo di non sottovalutare aspetti etici nella individuazione dei candidati per le prossime liste elettorali.

 

 

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Renata Attolini
Segretaria provinciale di Sinistra Italiana.

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