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DEGASPERI (ONDA) – INTERROGAZIONE * TURISMO: « AMPLIAMENTO AREA SCIABILE BOLBENO (TN), OPERA CONTRO OGNI LOGICA DI SOSTENIBILITÀ ECONOMICO-AMBIENTALE »

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05.59 - giovedì 22 settembre 2022

Interrogazione n. 3934

Ampliamento dell’area sciabile di Bolbeno: un’opera contro ogni logica di sostenibilità economico-ambientale.

L’attuale situazione socio-ambientale sta presentandoci scenari fino a qualche anno addietro, forse, impensabili – sebbene preannunciati fin dagli anni ’70 del secolo scorso da buona parte della comunità scientifica. La tempesta Vaia del 2018 e i successivi violenti e oltremodo diffusi attacchi di bostrico, la perdurante siccità in corso, i conseguenti razionamenti dell’acqua potabile, l’inesorabile scioglimento e ritiro dei ghiacciai delle Alpi – con la chiusura degli accessi a molteplici montagne simbolo del turismo internazionale, come accaduto in seguito al crollo del seracco Marmolada – devono portarci a rivedere tutte le nostre scelte di indirizzo del turismo dell’immediato domani e l’offerta che il Trentino propone agli ospiti, modificando anche scelte prese in tempi relativamente recenti.

In questo scenario ormai da tutti definito drammatico risulta ora incomprensibile quanto sta avvenendo nel prosieguo delle pratiche che dovrebbero portare all’ampliamento dell’area sciabile di Bolbeno. Posta a 580 m di altitudine, l’area sciistica è la più bassa d’Italia. Si trattava di una scelta già fortemente discutibile qualche anno fa e ora insistere assume i contorni dell’incredibile, una caduta di immagine dell’intera politica economica e urbanistica della Provincia e del Comune interessato.
L’opera, che prevede la costruzione di un nuovo impianto di risalita con l’estensione e il potenziamento della area sciabile, rappresenta l’emblema dell’insostenibilità a trecentosessanta gradi, a partire dal potenziamento dell’impianto di innevamento artificiale e il servizio di illuminazione della pista stessa. Da poco tempo sono state approvate le prime delibere che daranno attuazione a questa prospettiva. Il costo previsto , al momento, è di 6.371.470,95 euro.

In questo difficilissimo periodo storico, in cui risparmio delle risorse, oculatezza e sobrietà negli investimenti dovrebbero rappresentare il nostro mantra, un progetto come quello che si intende realizzare risulta essere un’enorme contraddizione e un concreto pericolo per il futuro. Se si pensa soltanto ai costi futuri di gestione, è facile comprendere come le conseguenze di questa scelta, evidentemente sbagliata, ricadranno sulla collettività e specialmente sulle giovani generazioni e in tempi più che brevi.
L’impianto prevede un tracciato lungo 750 metri, una superficie totale delle due piste di mq. 73.042 un dislivello di 200 metri e lunghezza di 760. Si dovranno costruire ben 11 nuovi pozzetti per permettere il funzionamento di 17 generatori della neve a ventola che andranno a sommarsi ai 27 esistenti. Accanto allo spreco di acqua e energia elettrica, la zona subirà anche un diffuso inquinamento acustico, con buona probabilità anche nelle ore diurne oltre che nelle auspicabili, ma sempre più rare, notti fredde. Dagli attuali 23.854 mc di acqua si passerà a 40.904 (l’80% di incremento), ma si potrebbe arrivare, come scritto nelle previsioni, a 47.520 mc.

In merito a quest’ultimo dato, allarmante, va ricordato che con un metro cubo di acqua – mille litri – è possibile produrre, in condizioni ottimali, non più di 2,5 mc. di neve artificiale. Per la stagione sciistica si prevede che saranno necessari fino a 100 – 120.000 mc. di neve. Il costo di un metro cubo di neve così prodotta prima della guerra tra Russia e Ucraina era pari a circa 3 euro ma, proprio a causa dei mutati scenari internazionali, si presume che tale cifra possa addirittura raddoppiare.
Per la fornitura d’acqua dell’impianto il Comune di Borgo Lares è titolare della concessione (C/5379) per derivare dal canale idroelettrico di Squero, afferente l’impianto idroelettrico dell’Azienda Municipalizzata di Tione, in corrispondenza della p.f. 971 del C.C. di Bolbeno a quota 715 m.s.l.m, nella misura di 60 l/s massimi e 4,60 l.s medi nel periodo compreso tra il 1° novembre e il 28 febbraio, per un volume annuo di 47.520 mc.

È anche in fase di definizione con l’A.P.R.I.E. una nuova concessione per l’utilizzo del supero dell’acquedotto ad uso innevamento (circa 8 l/s). Dai dati sopra riportati è evidente come negli ultimi anni sia stata utilizzata molta meno risorsa idrica di quella concessa, andando ad esaminare la differenza percentuale si va da un risparmio del 39,3% nella stagione 2019/2020 sino al 49,9% della stagione 2015/16, 23.520 mc. Simili dati si ripetono anche negli anni non specificati.
Sotto il profilo dell’impatto paesaggistico nell’area verrebbero inseriti 11 pali dotati di corpi illuminati che si sommeranno ai 13 già presenti, diffondendo ulteriore consumo di energia e inquinamento luminoso. Quest’ultimo aspetto rientra in una criticità notevole in contrasto con il P.r.i.c. vigente nel Comune di Bolbeno che arriva a prevedere l’abbattimento di questo tipo di inquinamento. E’ giusto ricordare che la perdita della qualità del cielo notturno costituisce un’alterazione di molteplici equilibri culturali, artistici, scientifici, naturali, sanitari e economici.

A risentirne del potenziamento sarà anche il traffico veicolare in accesso e quello stanziale con logico aumento delle emissioni inquinanti in presenza di abitanti o ospiti. Infatti, prevedendo un aumento di accessi e uso dell’area, si intende realizzare un parcheggio di accesso alla loc. Coltura e all’area sciabile Coste (l’inserimento dell’area è oggetto della medesima variante al PRG che contempla l’ampliamento dell’area sciabile). Si tratta di una superficie vasta 900 mq, pari a 36 nuovi posti auto, si passerebbe dagli attuali 239 a 275 posti auto. In questo modo, invece di sostenere una diminuzione dell’uso del mezzo di trasporto privato lo si favorisce aumentando inquinamento e nel contempo il consumo di suolo libero da insediamenti.

Tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per conoscere
1. se alla luce di quanto analizzato non ritenga sia opportuno cambiare radicalmente gli investimenti nel settore turistico;
2. se non ritenga che oltre ai costi della costruzione delle nuove infrastrutture e ampliamenti riguardanti la pista di Bolbeno, sia necessario investire da subito in politiche di reale sobrietà e bloccare l’avanzante consumo di suoli ancora liberi;
3. se non ritenga necessario evitare ulteriori costi di gestione di simili opere, costi che ricadranno sulla collettività e specialmente sulle generazioni future;
4. se non ritenga che sia venuto il momento di bloccare questo iter procedurale e investire in una riconversione immediata dell’intera area oggetto dal progetto, offrendo alla collettività un ambiente rinaturalizzato e di alto valore per scopi ricreativi;
5. nell’eventualità in cui l’iter del progetto sopra descritto venga avviato, quali saranno le tariffe di utilizzo delle strutture, sia per i residenti che per gli ospiti.

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Cons. prov. Filippo Degasperi

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