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DEGASPERI (ONDA CIVICA) – INTERROGAZIONE * COOP MIMOSA: « QUALI INIZIATIVE SONO STATE POSTE IN ESSERE NEL PERIODO DI AFFIANCAMENTO PER TENTARE IL SALVATAGGIO DELLA COOPERATIVA? »

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10.08 - giovedì 31 marzo 2022

Interrogazione. Coop Mimosa: 41 anni di storia bruciati in pochi mesi. “Vi informo che domani alle ore 11.15 è convocata una riunione in ufficio per delle comunicazioni aziendali”. Questa la mail ricevuta dai dipendenti della Cooperativa Mimosa giovedì scorso. Venerdì mattina, in piedi, nell’atrio dell’azienda, i primi lavoratori (non tutti) hanno saputo che le “comunicazioni aziendali” significavano la messa in liquidazione della cooperativa.

Più di 300 dipendenti, 6 diverse aree di intervento, e 41 anni di storia che si concludono nel 2022. Eppure si tratta di una società che nell’era pre covid macinava fatturati ragguardevoli come i quasi 13 milioni di euro del 2019. Che 40 anni di attività in positivo non abbiano permesso a una azienda di superare le difficoltà del momento lascia l’amaro in bocca e fa sorgere qualche domanda. L’ultima assemblea dei soci risalirebbe al luglio 2021 e nei mesi successivi, nonostante le difficoltà nel settore eventi e fiere, con le esigenze di sanificazione connesse all’epidemia sorprende che non si sia riusciti a trovare, almeno nel canale delle pulizie, spazi di recupero.

E’ nota la presenza di un professionista che ha affiancato il Cda, ma ai lavoratori non è noto quali siano state le iniziative tentate o attuate per risollevare le sorti della società e nemmeno quali siano stati gli eventuali interventi della Provincia. Il colpo di grazia sarebbe arrivato con la perdita della gestione del Campeggio Brione ma mai nessuno aveva paventato che tale evento avrebbe comportato la messa in liquidazione. Se la cooperativa negli ultimi anni è stata carente sotto il profilo strategico si sarebbe potuti intervenire con determinazione come avvenuto nel caso della Coop Alto Garda mentre ci si è limitati all’invio di un “affiancatore” che in pochi mesi si è trasformato in “liquidatore”.

Secondo le scarne notizie filtrate ai dipendenti nel corso degli ultimi mesi, pare che anche GPI si fosse offerta di cedere attività per mantenere la continuità aziendale.

Oggi i dipendenti brancolano nel buio più totale. Non sanno se saranno garantiti i pagamenti degli stipendi, non sanno quali siano le ipotesi di “spezzatino” che potrebbe coinvolgerli e, soprattutto, non capiscono come sia stato possibile bruciare 40 anni di storia in pochi mesi.

 

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Tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per conoscere

1. quali iniziative sono state poste in essere nel periodo di affiancamento per tentare il salvataggio della cooperativa;

2. se e a partire da quando gli organi di controllo abbiano registrato e comunicato le difficoltà della cooperativa;

3. come mai, nonostante la situazione in aggravamento, non siano state convocate assemblee dei soci successivamente al luglio 2021

4. le risorse che sarebbero necessarie per assicurare la sopravvivenza della cooperativa e se per farvi fronte sia stata verificata l’eventuale disponibilità della Federazione delle Cooperative;

5. se il pagamento degli stipendi dei prossimi mesi è garantito;

6. quali prospettive si intendono verosimilmente offrire ai dipendenti e con quali modalità il sistema cooperativo trentino è disponibile ad essere coinvolto per assorbire chi dovesse trovarsi senza lavoro.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

 

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Cons. prov. Filippo Degasperi

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