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DEGASPERI (ONDA CIVICA) – INTERROGAZIONE * A31 VALDASTICO: « L’AUTOSTRADA A4 AVEVA PROGETTATO IL RAGGIUNGIMENTO AD ACQUAVIVA – TRENTO SUD O MATTARELLO, LA PAT REPUTA ATTUALE TALE PIANO? »

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12.21 - domenica 17 aprile 2022

La A31 Valdastico di quelli che (a parole) non vogliono la A31 Valdastico. Che l’ipotesi di uscita della A31 a Rovereto Sud sia solo un’ipotesi elettoralistica è chiaro quasi a tutti. Non così invece per il progetto di completamento del nuovo corridoio di collegamento con il Veneto concordato dalla Giunta del Centrosinistra autonomista durante la scorsa legislatura.

Con la delibera n. 55 del 6 agosto 2015 il CIPE ha preso atto dell’accordo intervenuto tra MIT, Provincia autonoma di Trento e Regione Veneto in ordine all’iter di definizione dell’intesa per la realizzazione del secondo lotto dell’Autostrada A31 Valdastico. A seguito di tale accordo è stato costituito il Comitato paritetico che nel concludere i propri lavori, il 9 febbraio 2016 conferma che “sussistono le condizioni per la prosecuzione dell’iter di perfezionamento dell’intesa” anche ai fini dell’assenso previsto dal Piano urbanistico della Provincia autonoma di Trento.

Lo stesso Comitato (e quindi anche la Provincia autonoma di Trento) ha riconosciuto lo scenario maggiormente rispondente agli obiettivi strategici europei, nazionali e locali in un corridoio d’interconnessione infrastrutturale tra la Valle dell’Astico, la Valsugana e la Valle dell’Adige che in territorio trentino si contestualizza anche come un collegamento tra viabilità ordinaria e, segnatamente, tra la SS 47 “della Valsugana” e la SS 12 “dell’Abetone e del Brennero”.

Tale scenario avrebbe dovuto essere sottoposto in via preliminare al CIPE previa adozione di convergenti atti decisionali degli organi provinciali, regionali e statali competenti, nonché previo svolgimento di una fase partecipativa a livello territoriale con un orizzonte temporale di due anni.

In esito ai passaggi sopra richiamati l’Autostrada A4 ha predisposto lo Studio trasportistico (aprile 2018) e il Rapporto ambientale (giugno 2018). L’idea progettuale valutata si caratterizza per uno sviluppo quasi totale in galleria, ad eccezione dei tratti con svincoli ed interconnessioni. Le alternative prevedono una galleria autostradale (Galleria Vezzena) dallo svincolo di Pedemonte che in 12 chilometri attraversa gli Altipiani Cimbri ed esce a Caldonazzo, uno svincolo autostradale a Caldonazzo con bretella di connessione con la SS 47 e tre opzioni per l’altro tratto in galleria sotto la Vigolana che raggiunge la Valle dell’Adige in zona Acquaviva (13,6 km), a Trento Sud (14,54 km) oppure a Mattarello (13,29 km).

 

Si tratta quindi, a tutti gli effetti, di un’autostrada che sbucherebbe a Caldonazzo. Il tratto successivo allo svincolo delle Lochere, ovvero la Galleria Vigolana, pur definita “strada principale in ambito extraurbano” si sostanzia in una galleria a doppia canna, monodirezionale a due corsie più corsia di emergenza come evidenziato nella figura che segue.

 

 

Anche se lo sviluppo in galleria è prevalente, l’impatto sul territorio dei tratti all’aperto è devastante per la zona di Caldonazzo e pesantissimo in Valle dell’Adige.

Di seguito si riportano a titolo di esempio le tabelle che evidenziano le stime preliminari degli effetti a Caldonazzo e nell’ipotesi di sbocco in zona Acquaviva per i soli svincoli.

 

Il progetto di uscita dell’autostrada a Caldonazzo con connessa bretella di collegamento con la SS 47 ha conseguenze che sono facilmente desumibili dalla tabella e dalla seguente immagine che ne descrive la realizzazione, inclusi gli spazi utilizzati dai cantieri.
Sono facilmente immaginabili anche le conseguenze su un contesto delicato che basa le proprie fortune sulla qualità ambientale, sull’attività sportiva e sul turismo a basso impatto come quello dei numerosi campeggi presenti sulle sponde del lago e che si vedrebbe circondato da una tenaglia di traffico richiamato dalla A 31 e dalla SS 47.

Le uscite alternative nella Valle dell’Adige non sembrano peraltro avere effetti meno pesanti come attestano le fotografie che seguono.

Da non sottovalutare pure la questione della produzione e dello smaltimento delle terre e rocce da scavo. Le previsioni parlano di una produzione di 8 milioni di mc. 2 milioni saranno presumibilmente reimpiegati nella realizzazione dell’opera ma i 6 milioni di mc in esubero dovranno essere smaltiti e già è pronta l’ipotesi dei siti di stoccaggio disponibili identificati come segue.

Le analisi si occupano anche di interferenze con le numerosi sorgenti, sia per quanto riguarda la Galleria Vezzena che per la Galleria Vigolana. Ma l’aspetto prioritario diviene ora capire se tale progetto, in stato avanzatissimo, risulta ancora attuale o se invece la decisione è quella di azzerare tutto.

Il progetto predisposto da A4 in applicazione della disponibilità all’intesa dimostrata dalla Provincia autonoma di Trento produrrebbe infine i seguenti effetti sul traffico:

– riduzione del 4,5% sulla tratta A4 compresa tra l’interconnessione A31 e A22;
– riduzione del 21 – 22,5% sulla tratta A22 compresa tra l’interconnessione con la A4 e l’innesto con la Valdastico Nord;

– incremento del 2,6 – 3,2% sulla tratta A22 a nord dell’innesto per le ipotesi che non prevedono il raccordo diretto e del 6% nel caso di raccordo diretto.

*

Tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Provincia per conoscere

– se il progetto di interconnessione Valle dell’Astico – Valsugana – Valle dell’Adige sommariamente richiamato in premessa è stato valutato, da quali servizi e con quali esiti;

-se il progetto è stato sottoposto al CIPE e se si intende avviare la fase partecipativa;

-la sorte di tale progetto, ovvero se l’ipotesi di interconnessione ad esso sottesa è ancora attuale oppure definitivamente cancellata.

A norma di regolamento si richiede risposta scritta.

*

Cons. prov. Filippo Degasperi

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