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DDL MELLARINI CULTURA: V COMMISSIONE PAT, TANTI SI’ DAL MONDO DELLO SPETTACOLO

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15.20 - giovedì 09 febbraio 2017

(Fonte: Ufficio stampa Consiglio Pat) – Le audizioni in Quinta commissione sul ddl 162 dell’assessore Tiziano Mellarini sulla cultura si sono aperte in mattinata con l’intervento di Ivo Gabrielli, presidente del Centro Santa Chiara e del direttore Francesco Nardelli. I due dirigenti hanno dato una valutazione positiva del disegno di legge che prevede un ampliamento della sfera d’intervento del Centro.

Gabrielli ha ricordato che il Santa Chiara ha superato il periodo critico, non ci sono più debiti ed è stato promosso un nuovo corso gestionale che implica anche un ampliamento all’intero territorio dell’attività del Centro. Un’attenzione che si estende anche alla dimensione regionale, come dimostra il rapporto con lo Stabile di Bolzano e la Fondazione Haydn. Nardelli ha ricordato che il Santa Chiara, con questa proposta di legge, diventa uno strumento di coordinamento dell’attività culturale con la funzione, strategica e condivisibile, di gestione degli spazi culturali.

Il Centro, ha ricordato ancora, ha già interpretato questa funzione di coordinamento, per esempio per la danza, degli enti territoriali favorendo anche la razionalità economica. Cresciuta, negli ultimi 5 anni, la gestione degli spazi anche fuori di Trento, come nel caso dell’auditorium Melotti di Rovereto. Lucia Maestri (Pd), presidente della Quinta, ha chiesto se il Santa Chiara si occuperà della programmazione o rimarrà la relazione forte col coordinamento teatrale trentino.

Il direttore ha ricordato che si parte da un dato: già tre anni fa si era posto il tema di raccordare le iniziative dei due soggetti. Una prospettiva che è stata accantonata, anche se ci sono condivisioni di cartellone e di biglietteria. Quindi, non c’è stata contrapposizione ed è bene pensare a una relazione maggiore. Il presidente ha detto infine che dal punto di vista economico la razionalizzazione sarebbe auspicabile, ma parlando di cultura ci si deve muovere con delicatezza.

 

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L’Agis, ai promotori di spettacoli lo status di piccole medie aziende.

Seconda audizione quella dell’Agis, l’associazione italiana dello spettacolo. Franco Oss Noser, presidente Agis triveneto, ricordando che l’associazione è il sindacato delle società che promuovono spettacoli dal vivo e del cinema, ha chiesto la creazione di una commissione tecnica per i piani triennali di programmazione e valuti le proposte che vengono dai soggetti culturali. Ai soggetti che promuovono lo spettacolo andrebbe, inoltre, riconosciuto lo status di piccole e medie aziende, anche per il loro peso economico. Strategico anche il coordinamento con le regioni limitrofe, soprattutto del triveneto. Soddisfazione, in generale, per l’avvio della legge, ma, ha sottolineato il presidente, è importante una partecipazione dell’Agis alla elaborazione del regolamento. Rispondendo a una domanda di Lucia Maestri, ha detto che la definizione di “impresa creativa”, essendo generica, andrebbe precisata nel regolamento.

 

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Cofas, specificare che le federazioni sono quelle locali.

Gino Tarter, presidente della Cofas, ha condiviso il fatto che sia stato dato maggiore potere alla giunta e che sia stato favorito il dialetto. Però l’attenzione alle federazioni previsto dall’articolo 14 è troppo generica. Vanno invece specificate bene quali siano queste federazioni, tenendo conto che la Cofas rappresenta 120 compagnie e se non si fa chiarezza su quest’ aspetto si rischia che federazioni nazionali mettano piede in Trentino per accedere ai benefici. Questo, inoltre, potrebbe favorire la frammentazione delle compagnie e della stessa federazione. Quindi, Tarter ha chiesto che si scriva esplicitamente che le federazioni ai cui fa riferimento il ddl sono quelle territoriali.

 

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Il Gaviale, si deve puntare sull’innovazione.

Dino Sommadossi, presidente della coop “Il Gaviale”, ha dato un giudizio positivo sulla legge, anche se dubbi ci sono sui distretti culturali che come previsti sono troppo piccoli e rischiano di sfociare nel localismo. La cultura però, ha aggiunto, deve essere coerente con le politiche della Pat quindi, senza nulla togliere alla tradizione, deve andare nel versante dell’innovazione. Infine, Sommadossi ha auspicato che i progetti vengano valutati con criteri scientifici. Il presidente de “Il Gaviale” ha sottolineato l’importanza della cultura nelle politiche di integrazione e la possibilità di finanziamenti di progetti sovracomunali per evitare una proliferazione, secondo le logiche di paese, dei teatri. Sul concetto di industria culturale creativa, poi, è importante prevederlo nella legge, ma non c’è chiarezza sulle caratteristiche. Sommadossi ha proposto che le imprese culturali possano accedere alle norme della Pat come la legge 6, ma non ritiene possibile escludere le associazioni non iscritte alla Camera di commercio. Sul Fondo dello spettacolo il presidente de “Il Gaviale” ha proposto di prevedere incentivi per i luoghi dove si producono spettacoli, come la centrale di Fies, e non solo per quelli dove si consuma lo spettacolo. Inoltre, ha sottolineato ancora Sommadossi, servirebbe una politica di aiuti coordinata tra Regione e Provincia con l’assegnazione delle risorse all’inizio dell’anno. Perché le imprese culturali hanno bisogno di certezze, di accesso al credito e di sapere che si va nella direzione giusta. Anche perché, ha concluso, le imprese culturali creano posti di lavoro, attivano risorse e danno immagine al Trentino.

 

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Psa, puntare sull’innovazione culturale.

Il direttore artistico Cristina Pietrantoni aperto e l’amministratore Roberto Filippi hanno portato la voce di Pergine Spettacolo Aperto. Pietrantoni ha ricordato che è in atto una mutazione della fruizione degli spettacoli e quindi è necessario fare scelte con una visione strategica. Quindi, se la Pat punta sull’innovazione anche per la cultura si deve andare in questa direzione perché tutto ormai nella promozione culturale non ci può più stare. Sul Fondo unico dello spettacolo la possibilità di potere contare sulla chiarezza dei contributi, in una programmazione triennale, viene ritenuta fondamentale.

 

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Fondazione Aida, più integrazione tra cultura, formazione e welfare.

Valutazione positiva del ddl anche da parte di Meri Malaguti direttore della Fondazione Aida, una realtà teatrale veronese, che lavora nel campo dello spettacolo per i giovani e che in Valle dei Laghi ha avviato un progetto che dà lavoro a 7 giovani diversamente abili. L’articolo 7, ha sottolineato, parla solo di comuni e non comunità di valle che invece andrebbero introdotte perché importanti per le realtà sovracomunali. Inoltre, Malaguti, partendo dall’esperienza della gestione del teatro della Valle dei Laghi con i ragazzi diversamente abili, ha detto che è necessario introdurre una trasversalità che, oltre alla cultura, preveda il collegamento con la formazione e il welfare.

 

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Aria, si devono prevedere le mutazioni del mercato culturale.

Il direttore dell’associazione culturale Aria, Denis Fontanari, ha ribadito che la legge deve prevedere tutte le tipologie dello spettro delle attività di un’ impresa di produzione teatrale. La legge attuale non fotografa questa realtà che è mutata tantissimo in questi anni, basta dare un’occhiata al fatturato che è in costante crescita a fronte, per contro, di una costante decrescita dei contributi Pat e della Regione. Quindi, il ddl deve prevedere questa mutazione del mercato.

 

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Trentospettacoli e Compagnia Abbondanza – Bertoni, l’offerta va selezionata.

Daniele Filosi di Trentospettacoli e Dalia Macii della compagnia Abbondanza – Bertoni hanno dato una valutazione positiva al ddl in particolar modo la programmazione triennali degli investimenti. Maggiore attenzione va posta agli spettacoli che possono avere ricadute extraterritoriali, compreso l’estero. Giusta, quindi, la creazione di una commissione di valutazione delle attività per la concessione dei contributi. Filosi ha sottolineato l’importanza del fondo unico che sarebbe importante introdurre già nel 2018 per farlo coincidere col triennio previsto dal fondo unico ministeriale. Importante, infine, anche l’introduzione di criteri sul numero delle giornate di spettacolo e delle piazze. Così come decisivo è il principio meritocratico per selezionare la produzione e l’offerta.

 

 

 

 

 

In allegato il documento contenuto nel comunicato stampa:

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Foto: da sito centro s. Chiara

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