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CUB – SBM – SOL/COBAS * TRENTO – PROTESTE: « RIVENDICHIAMO SALARIO MINIMO GARANTITO E BLOCCO LICENZIAMENTI E SFRATTI, SIA ABOLITO LO STATO DI EMERGENZA DEL “GREEN PASS” »

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15.25 - martedì 15 febbraio 2022
Stamattina, alle ore 9.30 è stato convocato un corteo da parte delle organizzazioni sindacali di base C.U.B. (Confederazione Unitaria di Base) Trento, S.B.M. (Sindacato di Base Multicategoriale) e S.O.L./COBAS (Sindacato Operai in Lotta), con concentramento in Piazza Dante, davanti al palazzo della P.A.T.
La manifestazione era concomitante allo sciopero provinciale proclamato dalle medesime organizzazioni sindacali sulla seguente piattaforma rivendicativa:
  • Salario minimo garantito intercategoriale mensile di € 1.500 e riduzione generalizzata dell’orario di lavoro,
  • Blocco immediato dei licenziamenti e degli sfratti;
  • Commissariamento delle imprese responsabili dei morti sul lavoro;
  • Pieno recupero salariale del carovita sui beni primari di sussistenza;
  • Abolizione dello stato di emergenza e del “green pass”, per la libertà di scelta vaccinale;
  • Investimenti pubblici straordinari sulla sanità, istruzione, previdenza ed assistenza.
Nonostante le avverse condizioni meteorologiche e la copiosa nevicata in città ed in tutte le valli della provincia, iniziata durante la notte scorsa, sono stati circa 700 i lavoratori e le lavoratrici che hanno dato il via al corteo per le vie cittadine, partendo da Piazza Dante e transitando per il Comune di Trento (ove si è svolta una sosta) e terminando la manifestazione davanti il Palazzo di Giustizia a Largo Pigarelli.
Gli interventi che si sono succeduti hanno ben evidenziato come l’obbligo di esibizione del  green pass (sia rafforzato, sia base) – pena la sospensione dal lavoro e la perdita della retribuzione – non sia un provvedimento che mira alla tutela della salute pubblica, né costituisce un bilanciamento fra diritti costituzionali (ovvero quello sancito dall’articolo 32 sul diritto alla salute e quello stabilito dall’articolo 36 sull’equa retribuzione), bensì costituisce un vero e proprio atto coercitivo: IO GOVERNO DICHIARO DI PRESERVARTI LA SALUTE, PRIVANDOTI DEL LAVORO E DELLA RETRIBUZIONE (CIOÈ DELLA POSSIBILITÀ DI MANGIARE E DI VIVERE)! Questo anche per ricordare che da oggi è necessario il “super green pass” per tutti i lavoratori con età superiore ai 50 anni, a prescindere dal settore merceologico di appartenenza e dalle mansioni svolte.
Sono stati contestate anche gli altri provvedimenti governativi, a cominciare dallo sblocco dei licenziamenti che, su scala nazionale, ha determinato centinaia di chiusure e decine di migliaia di posti di lavoro persi; per denunciare condizioni di enorme “favore” offerte alle grandi multinazionali (da quelle del farmaco alla grande distribuzione organizzata, dal food delivery o pasto a domicilio al commercio elettronico); per accusare l’aumento spropositato di energia e gas ad uso domestico nonché dei carburanti; per richiedere nuovi investimenti sulla salute e sull’istruzione pubblica, nonché sulla previdenza ed assistenza. Sono state denunciati le elevatissime morti su lavoro, contestando anche i dati INAIL che sono sottostimati in quanto considerano solo i lavoratori assicurati all’Istituto e non tutti.
Sotto il comune di Trento la contestazione si è concentrata sulla circonvallazione ferroviaria e la linea ad alta velocità, sulle bonifiche alle aree inquinate EX-SLOI ed ex-CARBOCHIMICA, nonché sul diniego agli studenti di poter accedere sui mezzi pubblici, se privi di green pass.
Il corteo si è concluso sotto il Tribunale ove è stato contestato il potere giudiziario che non sta esercitando le proprie prerogative ma si è allineato alle decisioni del Governo DRAGHI, di cui sono state chieste a gran voce le dimissioni.

 

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CUB Trento, SBM Trento, S.O.L./COBAS Rovereto

 

 

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