PROVINCIA DI TRENTO

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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Rientra nella discrezionalità del legislatore affidare al Governo la determinazione della misura dei contributi all’editoria, ma non è ragionevole la mancanza di criteri certi e obiettivi.

È quanto ha affermato la Corte costituzionale con la sentenza n. 206 depositata oggi (relatore Giancarlo Coraggio), con la quale ha dichiarato inammissibile la questione di costituzionalità della disciplina sulla corresponsione dei contributi all’editoria, sollevata dal Tribunale ordinario di Catania.

Nella fattispecie, una società editrice si era vista dimezzare il suo contributo per l’anno 2013 e il Tribunale aveva deciso di impugnare la norma che disciplina i contributi all’editoria davanti alla Consulta.

La Corte, pur ritenendo censurabile, come prospettato dal giudice, affidare all’autorità governativa, senza la fissazione di criteri certi e obiettivi, la determinazione delle disponibilità finanziarie da destinare complessivamente all’erogazione dei contributi all’editoria, ha dovuto prendere atto dell’impossibilità di sostituire o integrare la disciplina in questione, riservata alla discrezionalità del legislatore. Di qui la decisione di dichiarare inammissibile la questione.