PAT - LA RICERCA IN TRENTINO

- ARTE SELLA -

Nel video gli interventi di:
MAURIZIO FUGATTI (presidente Provincia autonoma di Trento)
ACHILLE SPINELLI (assessore  Sviluppo economico, ricerca e lavoro)
FRANCESCO PROFUMO (presidente Fbk)
ANDREA SEGRÉ (presidente Fem)
Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Le circostanze davvero incredibili relative alla fuga dell’orso M49 dalla struttura del Casteller, dov’era stato rinchiuso dopo la cattura, sollevano molti legittimi dubbi e tante domande che purtroppo non hanno al momento avuto risposte convincenti. Opacità e mancanza di trasparenza non serviranno purtroppo a risolvere in maniera civile e sostenibile il tema della convivenza tra uomini e grandi carnivori. Tema che sta a cuore a tutti e che deve essere governato con conoscenze scientifiche ed etologiche. Con responsabilità, lungimiranza e comportamenti adeguati, nel rispetto delle normative vigenti e della sicurezza di esseri umani e animali.

Ci chiediamo come sia potuto accadere, vista l’ elettrificazione della recinzione e la sua altezza, che l’ orso sia potuto scappare. E perché il radiocollare, unico strumento identificativo certo, gli era stato tolto. Infine, perché l’ orso M49, ritenuto unanimemente particolarmente abile, intraprendente e vivace, non è stato sorvegliato, quantomeno nelle prime ore dalla sua cattura, anche per monitorare il suo stato di salute e il comportamento dopo la perdita della liberta?

Aggressività e abilità, come è noto, non sono peraltro concetti equiparabili. Chiediamo perciò alla Provincia di Trento e all’ assessore all’ Ambiente Tonina se le paventate intenzioni, proclamate a gran voce dal presidente Fugatti, di abbattere l’ orso una volta che lo si sia nuovamente catturato, corrispondano a verità. Chiediamo altresì al presidente Fugatti perché l’ orso debba essere punito solo perché ha esercitato il suo legittimo diritto alla libertà. Perché debba essere ucciso per il fatto che qualcuno non è stato in grado di custodirlo adeguatamente, nel rispetto delle normative che definiscono i diritti degli animali, esseri senzienti. In particolare delle specie protette come i grandi carnivori.

Chiediamo ancora con forza al presidente Fugatti di rivedere le sue intenzioni, che oltre a essere eticamente del tutto ingiuste e ingiustificate, non sono suffragate dalla normativa nazionale ed europea.

Auspichiamo con altrettanta convinzione un intervento tempestivo del prefetto di Trento Lombardi e del ministro Costa per scongiurare questo ennesimo intervento, estremamente grave, che prevede l’uccisione di un orso che a tutt’oggi non si è rivelato pericoloso per i cittadini della nostra provincia. Invitiamo i cittadini Trentini a difendere il diritto alla vita dell’ orso M 49 facendo sentire la loro voce.

 

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Lucia Coppola portavoce dei Verdi del Trentino