PROVINCIA AUTONOMA TRENTO

Covid-Free (undicesima puntata format Tv)

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Oggi lunedì 15 luglio è indetto uno sciopero per protestare contro i tagli agli stipendi di 45 lavoratrici e lavoratori impiegati nel portierato dell’Università degli Studi di Trento. L’azienda che ha vinto la gara d’appalto chiede ai lavoratori lo svolgimento del medesimo lavoro, con lo stesso orario, ma con riduzioni di stipendio che vanno dal 25% per i lavoratori più giovani al 45% per quella quindicina di persone che hanno un ventennio di anzianità lavorativa.

Un peggioramento delle condizioni retributive e normative che deriva anche dal cambio di contratto da terziario a multiservizi e nessun riconoscimento dell’anzianità di servizio proposto dai vincitori del bando. Condizioni inaccettabili. Si reputa altresì grave che l’Agenzia provinciale appalti che ha scritto il bando, e l’Università, che di fatto è la committente, possano accettare che si incida così pesantemente sui lavoratori. I sindacati si dicono preoccupati anche per i futuri appalti in quanto reputano la legge provinciale di riferimento ambigua e aperta a interpretazioni, perché non tutela a sufficienza i lavoratori nel cambio appalti. Per le aziende si tratterebbe di continuità di posti di lavoro e ore lavorate a discapito dei lavoratori che faranno il medesimo lavoro di sempre con lo stipendio pesantemente decurtato.

Tutto ciò premesso si interroga il presidente della Provincia di Trento e l’assessore competente per sapere:

le motivazioni per le quali l’Agenzia provinciale appalti che ha redatto il bando, non ha inserito delle clausole a salvaguardia dei lavoratori;
se, alla luce di quanto sta accadendo ai 45 lavoratori del portierato dell’Università degli Studi di Trento, intendano rivedere le normative provinciali in particolare nella parte del cambio appalti, in modo che non si debbano più verificare situazioni come quella sopra descritta;
se non ritenga inaccettabile che non sia riconosciuta nessuna tutela in base all’anzianità di servizio anzi la decurtazione più elevata è ai danni dei lavoratori impiegati da circa venti anni;
come si ritenga di tutelare questi lavoratori, che svolgono con competenza e professionalità il proprio lavoro e si trovano dall’oggi al domani con lo stipendio drasticamente tagliato.

 

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Lucia Coppola

consigliera provinciale Futura 2018