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COPPOLA (EUROPA VERDE) – INTERROGAZIONE * SANITÀ: « È CARENTE E CONFUSA L’ORGANIZZAZIONE DI GINECOLOGIA E OSTETRICIA DELL’OSPEDALE S. CHIARA DI TRENTO? »

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18.11 - mercoledì 11 agosto 2021

Dopo il trasferimento del direttore e di una dirigente medica, la responsabilità organizzativa della U.O. di Ginecologia e Ostetricia dell’ospedale S. Chiara è stata affidata al direttore dell’analoga U.O. di Rovereto. Decisione che pare stia creando non poco scompiglio dato che tale direttore, non essendo dotato del dono dell’ ubiquità, si deve occupare dei due punti nascita provinciali principali. Sembrerebbe che la sua presenza a Trento sia molto rara e perciò vi è il concreto rischio che L’Unità Operativa di Trento rimanga senza una guida.

La situazione potrebbe ulteriormente peggiorare con la pare probabile nomina di un medico del Santa Chiara a primario dell’Unità Operativa di Ginecologia e Ostetricia di Cavalese ed il pensionamento di una dirigente sanitaria. Data la loro importante esperienza lavorativa appare molto difficile una loro immediata ed efficace sostituzione, con il grave rischio che il lavoro da loro svolto ricada sui medici del reparto, già stressati da un enorme carico di lavoro. È noto che l’orario del servizio di guardia ore 8 – 20, molto impegnativo, non venga rispettato in contrasto con la legislazione vigente. Sarebbe quanto mai opportuno che il Commissario Ferro verificasse l’orario di servizio dei medici, ginecologi ed ostetrici e che se ciò affermato corrispondesse al vero, prendesse le doverose misure per evitare carichi di lavoro estremamente stressanti che potrebbero anche incidere sull’efficienza del servizio.
Pare inoltre che presso l’U.O di Ginecologia di Trento il clima di lavoro sia pesante per divergenze tra coloro che si sono rivolti agli avvocati per tutelarsi e coloro che sono rimasti neutrali.

Anche il Covid sembra incidere sulla tranquillità del reparto. Si dice che un/una Dirigente medico abbia contratto il virus Covid-19 nella variante Delta. Se ciò corrispondesse al vero ci si chiede quali misure stia predisponendo l’APSS per circoscrivere il focolaio nei confronti degli altri medici e dei degenti.
Ad aggravare ulteriormente la situazione pare che l’ospedale di Bolzano si sia visto costretto per alcuni giorni a chiudere la terapia intensiva neonatologica con la scusante della saturazione. Ciò ha fatto sì che pazienti siano stati trasferiti all’ospedale di Trento e risulterebbe pure che siano arrivate da Bolzano partorienti positive al Covid che hanno partorito a Trento.

I pazienti con tumori complicati vengano dirottati agli ospedali di Verona. Una confusione incredibile di cui non si vede soluzione in quanto il bando di concorso per la copertura di direttore dell’Unità Operativa di Ginecologia ed Ostetricia dell’ospedale di Trento non sarebbe stato bandito e al momento pare non ci si sia preoccupati di ricercare un autorevole consulente che riporti ordine e efficienza nel reparto.

 

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Tutto ciò premesso interrogo il Presidente della Provincia di Trento per sapere:

dall’inizio della nomina a scavalco quante volte il direttore dell’unità operativa di ginecologia ed ostetricia di Rovereto si è recato presso quella dell’ospedale di Trento, quanti interventi chirurgici ha eseguito a Trento e a quanti parti ha assistito;

nel caso di pensionamento di una dirigente medico e della nomina certa di un altro medico a primario a Cavalese, quali sono le iniziative intraprese dall’APSS per la loro sostituzione, certamente problematica considerata la loro esperienza;
se l’APSS abbia indagato sulla situazione del reparto in cui si vocifera di diatribe interne tra chi appoggiava l’ex primario e chi invece no;

se l’APSS non ritenga urgente eseguire un immediato controllo sull’orario di servizio dei medici dell’Unità Operativa di Ginecologia ed Ostetricia di Trento al fine di verificare il rispetto dell’orario di servizio previsto dalla legislazione vigente, dato che risulterebbe che soprattutto nel turno ore 8:00 /20:00 i medici per poter mantenere la doverosa assistenza sono costretti a trattenersi oltre l’orario di servizio e ciò sarebbe illegittimo;
se corrisponde al vero che vi sia stato tra gli operatori sanitari medici un caso di COVID-19 variante Delta e in caso

affermativo quali misure sono state intraprese a protezione degli altri medici in servizio e dei degenti;

se corrisponde al vero che l’Unità Operativa di neonatologia di Bolzano sia stata in alcune occasioni costretta alla chiusura per saturazione dei posti letto e i neonati siano stati trasferiti a Trento, con ulteriore incremento del lavoro già stressante e molto impegnativo;

se corrisponde al vero che siano arrivate a partorire a Trento pazienti positive al Covid provenienti dall’ Ospedale di Bolzano;

se corrisponde al vero che il punto nascite di Cles abbia incrementato il numero di trasferimenti all’Unità Operativa di Ginecologia ed Ostetricia di Trento. In caso affermativo si chiede la motivazione e quanti siano stati dal 1 gennaio 2021 ad oggi tali trasferimenti e per quali patologie.

 

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Cons. Lucia Coppola

consigliera provinciale/regionale
Gruppo Misto/Europa Verde

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