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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

COPPOLA (EUROPA VERDE) – INTERROGAZIONE: « PERCHÉ NON SI È PROVVEDUTO A TRACCIARE LE PERSONE SENZA FISSA DIMORA E CON FRAGILITÀ SOCIALE, PER SOTTOPORLE A VACCINAZIONE? »

Dal 6 agosto per accedere a numerosi servizi sul territorio è necessario essere in possesso del green pass o di un tampone che certifichi la negatività al Covid.

Tra i vari servizi per cui è necessario essere in possesso del green pass ci sono quelli dedicati alle persone senza fissa dimora, ai migranti che devono accedere alle mense o i servizi al chiuso. Ad oggi la Provincia di Trento non ha messo in atto azioni adeguate per intercettare queste persone e assicurare loro una protezione vaccinale. Trattasi di persone che sono prive di abitazione, senza documenti, permesso di soggiorno e tessera sanitaria, che da un giorno all’altro non avranno più nemmeno il diritto di entrare nelle mense e luoghi deputati, come per esempio al Punto d’Incontro, che si è attivato allestendo tavole all’aperto per accogliere chi necessita di un pasto.

Si capisce che con l’autunno e il maltempo tutto ciò non sarà più possibile e quindi è necessario provvedere a vaccinare queste persone con alta vulnerabilità sociale che non possiedono nulla e sono senza diritti, creando un canale dedicato alla loro vaccinazione. Considerata la complessità del fenomeno sociale, occorre prevedere una risposta organizzativa ad hoc con percorsi adeguati alle diverse situazioni, in collaborazione con le strutture competenti, i servizi sociali e/o associazioni di tutela e volontariato che operano sul territorio provinciale.

Questa collaborazione, risulta particolarmente efficace nei casi in cui è prevista la possibilità di vaccinare con offerta attiva e di prossimità, anche attraverso l’utilizzo di unità mobili vaccinali, con il coinvolgimento di mediatori linguistico-culturali che favoriscano la raccolta anamnestica propedeutica alla pratica vaccinale.
La complessità e l’eterogeneità delle fasce sociali coinvolte, rendono necessaria l’identificazione di contesti specifici da includere nella campagna vaccinale come centri di accoglienza notturna, case dell’ospitalità, case comunali, mense popolari, centri di accoglienza per migranti e ambulatori dedicati, per promuovere e facilitare iniziative di offerta attiva alla vaccinazione anti Covid-19 di questa delicata fascia popolazione.
Gli interventi dovranno essere rivolti anche a superare possibili barriere comunicative ed eventuali criticità.

Sarebbe utile inoltre, ove possibile, vaccinare con la formulazione monodose, nel rispetto delle indicazioni ministeriali già adottate per la popolazione residente.

Tutto ciò premesso interrogo il Presidente della Provincia di Trento per sapere:

la motivazione per la quale, sino ad oggi, non si è provveduto a mettere in atto tutte le azioni necessarie per tracciare tutte le persone senza fissa dimora e con fragilità sociale per sottoporle a vaccinazione;

se non ritenga prioritario, in collaborazione con i Comuni, associazioni di volontariato, servizi sociali e tutte le strutture competenti, creare un canale di tracciamento di tutte le persone senza fissa dimora per accompagnarle alla vaccinazione, possibilmente – per i soggetti che possono riceverlo – con vaccino monodose, utilizzando le strutture di offerta attiva e di prossimità, anche attraverso l’utilizzo di unità mobili vaccinali, con il coinvolgimento di mediatori linguistico-culturali che favoriscano la raccolta anamnestica propedeutica alla pratica vaccinale.

 

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Cons. Lucia Coppola

Consigliera provinciale/regionale Gruppo Misto/Europa Verde