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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

COPPOLA (EUROPA VERDE) – INTERROGAZIONE * CORONAVIRUS: « LA PAT RITIENE UTILE INVESTIRE NEGLI IMPIANTI DI AERAZIONE PER GARANTIRE IL RICIRCOLO DELL’ARIA NELLE AULE SCOLASTICHE? »

Virus e batteri responsabili di malattie sono un pericolo invisibile in ogni edificio scolastico.

Il ritorno a scuola senza rischi in tempo di pandemia da Covid-19 (pare che la quarta ondata sia già iniziata) è il grande tema della stagione scolastica che a breve ripartirà. Un dibattito che coinvolge politici, amministratori, scienziati, insegnanti, sindacati, studenti e famiglie e che ha l’indubbio merito di focalizzare l’attenzione sulla sicurezza in classe.
Ho letto con interesse l’intervista al professore Roberto Battiston che auspica investimenti per garantire il riciclo dell’aria nelle aule scolastiche trentine, al fine di scongiurare l’espandersi del Coronavirus.

Nel 2020 il governo tedesco ha deciso di investire 500 milioni di euro per migliorare i sistemi di ventilazione negli edifici pubblici per aiutare a ridurre la diffusione del virus. L’obiettivo è quello di ottimizzare i sistemi di ventilazione esistenti piuttosto che installarne di nuovi, che sono più costosi. In Germania anche le scuole prive di sistemi di condizionamento d’aria saranno almeno dotate di depuratori d’aria mobili che filtrano in modo efficace particelle minuscole in pochi minuti.

Sappiamo che la variante Delta è estremamente contagiosa e che i ragazzi, pur contraendo la malattia in forma spesso leggera, sono comunque portatori di infezione agli adulti.
Il ricambio dell’aria nelle classi, con l’apertura delle finestre, è utile ma non sufficiente, specialmente nella stagione più fredda. Inoltre tale azione diventa controproducente nel caso di edifici scolastici situati lungo vie trafficate o nelle vicinanze di zone industriali o di aree in cui si pratica l’agricoltura intensiva.

L’obiettivo a livello nazionale è quello di vaccinare il più alto numero di ragazzi tra i 12 e 19 anni prima del rientro a scuola e si auspica la copertura vaccinale anche per i docenti e tutto il personale scolastico.

La Provincia di Trento ha fatto sapere, tramite il direttore del dipartimento istruzione, che investire in impianti di condizionamento, ricircolo e ricambio dell’aria è troppo oneroso dovendo garantire la copertura di settemila classi. Secondo il mio parere un intervento che, se da un lato può sembrare eccessivamente costoso, dall’altro farebbe risparmiare ingenti spese sanitarie per la cura dei malati.

E’ vero inoltre che se si arrivasse a una buona copertura vaccinale tra i 12 e i 19 anni gli interventi per garantire il ricircolo dell’aria si potrebbero focalizzare al momento per le classi con gli alunni sotto i 12 anni.

il SARS-CoV-2 è solamente l’ultimo in ordine di tempo dei “nemici” che possono annidarsi dentro le aule e minare la salute di alunni, insegnanti e personale scolastico. Agenti inquinanti biologici, chimici e fisici trovano terreno fertile nell’aria di questi ambienti indoor ristretti, spesso datati e densamente popolati, in cui si trascorrono fino a otto ore al giorno. Sovraffollamento e carente manutenzione degli edifici sono, infatti, legati a un maggior rischio di contrarre malattie. Gli agenti patogeni sopravvivono a volte per diverse ore nell’aria degli ambienti e durante questo lasso di tempo rappresentano per i presenti un potenziale rischio per la salute ad ogni respiro. Gli studi recenti hanno dimostrato che il virus della SARS-CoV-2, ad esempio, sopravvive nell’aria per diverse ore, mantenendo durante questo arco di tempo la sua efficacia infettiva.

239 scienziati di tutto il mondo hanno firmato una una lettera aperta all’OMS nella quale si sostiene come il contagio del coronavirus possa avvenire negli ambienti chiusi «non solo attraverso le goccioline infette di quando si tossisce o starnutisce (droplets), ma anche mediante particelle più piccole esalate quando parliamo o respiriamo (aerosol). Questo implica che un metro di distanziamento fra le rime buccali degli alunni, cioè da bocca a bocca, potrebbe non essere sufficiente.
La decisione di ritornare al numero di alunni per classe pre covid in autunno, quando pare ci sarà un nuovo aumento consistente dei contagi, non sembra essere una scelta lungimirante. Le aule sovraffollate ovviamente favoriscono anche la diffusione di batteri e virus, come, appunto, il SARS-CoV-2.

 

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Ciò premesso interrogo il Presidente della Provincia di Trento per sapere;

se non intenda rivedere al ribasso il numero degli alunni per classe;

quanti ragazzi tra i 12 e i 19 anni si sono sottoposti ad oggi alla vaccinazione anti Covid;

quali azioni si intenda intraprendere per aumentare le adesioni alla vaccinazione degli studenti con età superiore ai 12 anni;

a che punto è in Trentino la copertura vaccinale tra i docenti e il personale scolastico;

quali azioni si intenda intraprendere per aumentare le adesioni alla vaccinazione degli insegnanti e operatori scolastici;

se non ritenga possa essere utile investire, assieme ai Comuni per la loro parte, per garantire il ricircolo dell’aria nelle aule scolastiche, prioritariamente in quelle che ospitano gli studenti fino ai 12 anni che non avranno quindi una copertura vaccinale.

 

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Cons. Lucia Coppola

consigliera provinciale/regionale Gruppo Misto/Europa Verde