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COPPOLA (EUROPA VERDE) * GESTIONE IMMONDIZIA: « COSTRUIRE UN INCENERITORE IN TRENTINO NON RISOLVERÀ IL PROBLEMA DEI RIFIUTI »

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16.11 - martedì 04 gennaio 2022

Il 30 dicembre 2021 la Giunta Provinciale ha adottato in via preliminare il Piano provinciale di gestione dei rifiuti – Stralcio per la gestione dei rifiuti urbani – Quinto aggiornamento. A questo punto il dado sembra tratto. Il paventato fantasma inceneritore, contro cui la Lega si era sempre ferocemente opposta quando a proporlo erano stati alcuni partiti del centro sinistra – e dopo anni in cui il progetto è stato accantonato, torna a palesarsi e starebbe per diventare realtà, proposto proprio dalla stessa Lega.

Questa soluzione rappresenterebbe lo stravolgimento della politica di smaltimento dei rifiuti attraverso la riduzione, il riuso e il riciclaggio adottata negli ultimi 20 anni con buoni risultati. La saturazione delle tradizionali discariche è purtroppo dovuta al disimpegno di molte realtà periferiche che in questi anni non si sono impegnate nella raccolta differenziata. È impensabile che sia ancora la città di Trento e il suo circondario a ospitare un impianto di trattamento dei rifiuti che, se dovrà essere realizzato (scelta di cui si dubita fortemente) andrebbe collocato in quei territori dove l’impegno per la riduzione dei rifiuti ed uno smaltimento sostenibile della frazione residua è stata insufficiente.

È recente la notizia che i costi dello smaltimento rifiuti passeranno da 160/170 euro a 225 euro a tonnellata. Tale aumento è stato deciso nell’ambito del Quinto aggiornamento preliminare del Piano Provinciale dei rifiuti. Di tutto ciò a pagarne le spese saranno i singoli cittadini ed operatori economici dei Comuni, specialmente quelli meno virtuosi in Alto Garda e Ledro e Vallagarina.

Nei comuni, come ogni anno, si dovrà stabilire la TA.RI., approvando il relativo piano finanziario, che tiene conto anche dei contributi CONAI, cioè le risorse messe a disposizione, a favore dei Comuni per tenere conto dei maggiori costi della raccolta differenziata degli imballaggi. Sovente tali contributi non compaiono esplicitamente ma sono “mascherati”. Difatti le Comunità di Valle (ATO) possono delegare alle ditte che effettuano la raccolta l’incasso dei contributi CONAI. I costi operativi della raccolta dei rifiuti urbani vengono ridotti dei contributi CONAI e presentati alla Comunità. Essi poi vengono ripartiti tra i singoli Comuni e coperti con la TA.RI., per le utenze domestiche e non domestiche.

Il problema è che tali contributi CONAI, specialmente in Alto Garda e Ledro e dove i dati di raccolta differenziata non sono soddisfacenti, sono molto bassi a causa delle basse percentuali in quantità della raccolta differenziata e della scarsissima qualità. Ad esempio la frazione del multimateriale leggero, sovente, in tali realtà locali, ha impurità maggiori del 30%, che determina il trasferimento di tali materiali al residuo secco, con relativo non pagamento dei contributi CONAI e aggravi di costi per lo smaltimento.

D’altra parte in questa legislatura la Giunta provinciale non ha adottato provvedimenti per ridurre la massa dei rifiuti prodotta pro capite annualmente, dimostrando così impreparazione, improvvisazione e sottovalutazione di un problema critico per qualsiasi territorio, come peraltro evidenziato in altre parti d’Italia.

Dopo anni di lotta serrata all’inceneritore o termovalizzatore si ribadisce la netta contrarietà alla realizzazione di tali simili impianti in territorio trentino e si ritiene invece occorra al più presto accelerare l’implementazione della “Strategia rifiuti zero” realizzando impianti tecnologici per l’ ulteriore selezione dei materiali del residuo secco in frazioni differenziate.

 

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Tutto ciò premesso

il Consiglio della Provincia autonoma di Trento impegna la Giunta provinciale a:

1. stipulare apposite convenzioni con operatori economici e turistici per favorire l’installazione di ecocompattatori per le bottiglie di plastica e lattine di alluminio nei supermercati, nelle località turistiche invernali ed estive, in luoghi pubblici;

2. applicare la tariffa puntuale in tutte le Comunità di Valle;

3. promuovere il riciclo dei pannolini e i pannoloni, prevedendolo nel Quinto aggiornamento del Piano Provinciale dei Rifiuti, favorendo la progettazione e la realizzazione di un impianto tecnologico in Trentino simile a quello realizzato a Spresiano (TV) dove da essi ricavano materie prime seconde (cellulosa, plastica e polimero super-assorbente) che possono essere reimpiegate nei cicli produttivi, non essendo più considerati rifiuti;

4. favorire il potenziamento degli impianti tecnologici per la ulteriore selezione del residuo secco in frazioni differenziate;

5. realizzare, applicando l’economia circolare, un impianto di riciclo dell’umido a sud del Trentino, per la produzione di gas naturale da utilizzare per l’alimentazione di piccoli bus urbani per i servizi a chiamata.

 

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Cons. Lucia Coppola

consigliera provinciale/regionale- Gruppo Misto/Europa Verde

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