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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

COPPOLA (EUROPA VERDE) * DISTRETTO BIOLOGICO TRENTINO: « QUESTO È SOLO L’INIZIO, CONTINUIAMO IL CONFRONTO E SOPRATTUTTO NON PERDIAMO LA SPERANZA »

Europa Verde del Trentino desidera innanzitutto ringraziare le elettrici e gli elettori, 68.081 tra cui 31.185 maschi e 36.896 femmine, che nella giornata di domenica 26 settembre si sono recati alle urne per votare al Referendum su un Distretto Biologico Trentino. Comunque abbiano votato, perché sappiamo bene che lo scoglio maggiore era proprio il raggiungimento del quorum che era altissimo: il 40 % degli aventi diritto al voto, pari a 177 mila votanti. Quindi grazie per il vostro civismo.

Ringraziamo poi con gratitudine tutte e tutti coloro che col loro voto favorevole hanno inteso mandare un messaggio molto chiaro alla politica trentina in ambito agro alimentare: il cambio di passo è necessario e non più procrastinabile. Perché coltivare biologico in modo pulito e salubre per i cittadini e per il territorio trentino si deve e si può. Ne sono una dimostrazione le oltre mille aziende che producono frutta e verdura biologica e che con impegno e passione sono state al fianco del Comitato promotore.

È stato un percorso entusiasmante, partito con una raccolta di firme poderosa, portata avanti in tempo di Covid, quindi con grandi difficoltà. 14 mila firme raccolte delle 8 mila che sarebbero bastate per l’ indizione del Referendum sono state un risultato fantastico. In seguito, il movimento di opinione è cresciuto in modo via via sempre più consapevole e convinto. Mettendo in relazione produttori, associazioni ambientaliste, consumatori, i Gruppi di Acquisto Solidale, i Medici per l’ Ambiente, le famiglie, i partiti. Non è vero, come qualcuno ha affermato, che nessuno ne sapesse niente.

Che non si siano stati coinvolti i diretti interessati, gli agricoltori e le associazioni di categoria. Sia durante la raccolta delle firme che in questo mese di campagna elettorale, per quasi due anni, sono stati numerosissimi gli incontri sul territorio, le iniziative, la comunicazione sui social, nei mercati, tra la gente, i volantinaggi, le prese di posizione sugli organi di stampa.

Purtroppo a questo grande impegno profuso non ha corrisposto una informazione adeguata nei media, ma soprattutto da parte delle istituzioni deputate, in primis la Provincia di Trento, che a prescindere dal loro sentire avrebbero dovuto fare la loro parte. La democrazia diretta, quella che prevede l’istituto del Referendum, è prevista dalla nostra Costituzione. Rappresenta una straordinaria possibilità di coinvolgimento dei cittadini su temi importanti come, in questo caso, quello legato all’ alimentazione e alla salute. Purtroppo il Trentino non ha saputo cogliere questa opportunità per iniziare un percorso virtuoso di cambiamento. Perché tutti vivano meglio, mangino cibi sani, sempre più privi di veleni, sempre più adeguati alla necessità di mantenere puliti i corsi d’ acqua, l’aria che respiriamo, il terreno. Siamo attualmente solo al 6 % di territorio coltivato a biologico contro il 16 % nazionale. L’ Europa prevede che entro il 2030 si arrivi al 25 %. Forse sarebbe il caso di iniziare!

Questo Referendum, a prescindere dai risultati, è comunque una vittoria: per le tante forze ed energie messe in campo, per aver puntato il dito sulle criticità del settore agro alimentare trentino, per aver proposto un modello produttivo più adeguato ai tempi che corrono, ai cambiamenti climatici, al diritto alla salute, alla necessità di pensare alle generazioni future. Per aver fatto interagire tanta parte della società civile, per essersi impegnati anche alla ricerca di un’ immagine esterna migliore di quella che il Trentino purtroppo attualmente ha. Perché un turismo sostenibile ha bisogno di luoghi incontaminati. Il quesito referendario non prevedeva imposizioni, si affidava a tempi adeguati, lunghi, per non lasciare indietro nessuno, alla formazione, alla ricerca e all’ innovazione, a sostegni economici per chi intendesse mettersi in gioco, al consolidamento delle esperienze in atto. A un patto tra politica, istituzioni e cittadini, tra produttori e consumatori, per il bene comune.

Questo è solo l’inizio. Restiamo in cammino, continuiamo il confronto, il dialogo, lo studio. Soprattutto non perdiamo la speranza. Perché un Trentino migliore, libero da veleni, che si prende cura della salute dei suoi cittadini certo è possibile.

Un ringraziamento speciale va al Comitato per il biodistretto trentino che ha lavorato in modo encomiabile, con passione e determinazione. Continuiamo in ciò che è giusto.

 

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Lucia Coppola

consigliera provinciale, portavoce di Europa Verde del Trentino.