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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

CONSORZIO COMUNI TRENTINI * MODIFICHE ASSEGNO UNICO PROVINCIALE: « SOSPESO CON VOTO UNANIME IL PARERE SULLA PROPOSTA DI DELIBERA DELLA GIUNTA PROVINCIALE »

Le modifiche all’assegno unico provinciale. Chiesto un incontro con l’Assessore Spinelli. Parere sospeso. Il Cal ha sospeso, con voto unanime, il parere sulla proposta di delibera della Giunta provinciale concernente “Modificazioni alla deliberazione della Giunta provinciale n. 1561 del 29 settembre 2017, concernente “Articolo 28, comma 4, della legge provinciale 29 dicembre 2016, n. 20 (Legge di stabilità provinciale 2017). Il tema, è stato precisato, necessita di ulteriori approfondimenti e maggiore chiarezza, per questo è stato chiesto un incontro con l’assessore provinciale Achille Spinelli.

È stata una seduta molto approfondita quella del Consiglio delle autonomie, focalizzata soprattutto sull’approvazione della disciplina di attuazione dell’Assegno unico provinciale”, già modificato con deliberazione della Giunta provinciale n. 1309 del 27 luglio 2018″.

A introdurre i lavori il presidente del Cal, Paride Gianmoena, con accanto l’assessore Cal Stefano Bisoffi.

La delibera, molto articolata, è stata illustrata in dettaglio nei vari aspetti che riguardano: l’ambito di applicazione, la definizione del nucleo familiare, i soggetti esclusi, la valutazione della condizione economica, la verifica dei requisiti, la determinazione delle quote di intervento, il progetto sociale di recupero, le sanzioni e la non cumulabilità con altri interventi. In particolare, la delibera cancella con il 1° aprile 2019 la variazione che prevedeva un incremento della quota per quei soggetti che esauriscono il periodo di ammortizzatori sociali come la Naspi o di indennità di disoccupazione. Un riconoscimento economico calcolato in base all’età, alla composizione del nucleo familiare della durata di 12 mesi. Una misura che, a parere della Giunta provinciale, non incentivava l’obiettivo di favorire la ricerca di un lavoro. Anzi, comportava un prolungamento dello stato di disoccupazione.

Dalla riunione di ieri è arrivata la precisazione che la modifica non riguarda l’intero importo di sostegno al reddito, ma solo la quota aggiuntiva. Dunque, chi perde la Naspi può chiedere un riesame della sua pratica. La disciplina rimane invariata, logicamente, per quei soggetti che fanno domanda prima del 1°aprile.

L’Assegno unico provinciale cambia anche nella disciplina della cumulabilità riferita, in particolare, al Reddito di Inclusione, sostituito dal 1°aprile dal Reddito di Cittadinanza. In attesa della disciplina di questa nuova misura e della revisione dell’Assegno Unico si entra in una fase transitoria che deve essere normata. Serve, infatti, applicare le regole della cumulabilità anche al Reddito di Cittadinanza.

La proposta in delibera è quella di prorogare al 30 aprile 2019 il termine della presentazione della domanda per la misura statale.

L’osservazione del Comune di Trento si fa carico dei disagi dei cittadini di fronte a due misure, quella statale e quella provinciale. Una situazione che crea confusione, con la Provincia, in alcuni casi, costretta a recuperare crediti che non dovevano essere erogati.

Si è detto preoccupato anche il sindaco di Arco, Alessandro Betta, che ha chiesto maggiore chiarezza su un tema così importante, dove sarebbe necessario far valere le buone pratiche che l’autonomia ha messo in campo con l’assegno unico. Una soluzione – ha detto – potrebbe essere quella di integrare l’Azione 19.

Fabrizio Inama, Sindaco di Denno, ha fatto un esame approfondito su un argomento che interessa direttamente le persone che vivono situazioni di debolezza che non possono essere risolte solo in maniera tecnica.

Sull’argomento è intervenuto anche il sindaco di Riva del Garda, Adalberto Mosaner, che ha sollevato l’esigenza di fare chiarezza soprattutto in merito alle normative sul reddito di cittadinanza in via di approvazione in Parlamento, normative che intervengono anche sui lavori socialmente utili incidendo sull’attività dei comuni. A tale proposito ha rimarcato la necessità di un maggiore coordinamento provinciale.