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CONSIGLIO PROVINCIALE TRENTO * LAVORI AULA MATTINA: « AVVIATA LA DISCUSSIONE GENERALE SULLA MANOVRA FINANZIARIA, PRIMI INTERVENTI »

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12.55 - martedì 14 dicembre 2021

Consiglio provinciale, avviata la discussione generale sulla manovra finanziaria. I primi interventi. Dopo l’illustrazione di ieri da parte del Presidente Fugatti, è iniziato stamane in Consiglio provinciale con la discussione generale, l’esame dei ddl 120, 121 e 122 che compongono la manovra finanziaria della Provincia che di consuetudine impegna l’ultima sessione di lavori d’aula dell’anno.

Nel corso della mattina sono intervenuti i consiglieri Alex Marini, Ugo Rossi, Filippo Degasperi, Paola Demagri.
I lavori riprendono nel pomeriggio a partire dalle ore 14.30 e fino alle 19.00.

 

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Marini: scarsa serietà nel procedimento legislativo
Alex Marini (Misto-5 Stelle) ha osservato che la solennità del momento dovrebbe essere garantita dalla qualità dei rapporti tra legislativo ed esecutivo ed ha lamentato la scarsa serietà del procedimento legislativo. Ieri nella capigruppo si è deciso di non incontrare le richieste di incontro della rete dei cittadini sulla circonvallazione ferroviaria e della rappresentanza sindacale del mondo della scuola. Una scelta giusta, quando è in corso la discussione della manovra finanziaria. Detto questo le Commissioni e gli organismi consiliari sono stati e vengono comunque convocati in svariate occasioni.

Solennità e tante belle parole, dunque, ma il procedimento presenta criticità che distolgono l’attenzione dai temi che dovremmo affrontare. Senza contare che ci troviamo ad esaminare la manovra finanziaria senza essere messi nella condizione di valutare quello che è stato fatto, senza che vengano fornite le relazioni utili ad esprimersi in maniera consapevole ed esaustiva e senza che siano rispettate le regole della democrazia. Ma c’è di più, ha denunciato: da inizio legislatura non è mai stato convocato il Tavolo di valutazione delle leggi, dopo che è stato costituito con due anni di ritardo.

 

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Rossi: alcune proposte per affrontare le vere emergenze del Trentino
Il consigliere del Misto-Azione Ugo Rossi ha premesso di volersi esprimere in modo costruttivo, sebbene la parola stessa bilancio imponga una valutazione e un giudizio sul passato e sull’idea amministrativa e politica che si intende adottare per il futuro. Tra l’altro, la relazione di Fugatti, ha notato, risponde a delle critiche ancora prima che vengano pronunciate. L’incipit sulla difensiva non fa dunque ben pensare, ha aggiunto, citando la nota locuzione latina excusatio non petita, accusatio manifesta. Sono rimasto scosso, ha detto, ripercorrendo le righe della relazione del Presidente e dissentendo con convinzione laddove si legge che “le fondamenta dell’autonomia sono le risorse”. Un frase gravissima, l’ha definita, perché al contrario le fondamenta dell’autonomia sono l’idea, la passione, la voglia di autogovernarsi e di fare meglio dello Stato e la classe dirigente, che continua ad abbandonarci. La vera emergenza sociale ed economica da affrontare e contrastare, il problema principale è che non si fanno figli: bisogna cominciare a portare qui persone, garantire loro la possibilità di vivere sul nostro territorio e in questo bilancio non c’è una riga in tal senso. Così come non c’è una riga sulla necessità di diffondere la conoscenza delle lingue straniere e valorizzarle nei piani di studio.

Rossi ha anticipato alcune proposte che intende sottoporre alla Giunta attraverso emendamenti e ordini del giorno, tra le quali un documento che mira ad impegnare l’Azienda sanitaria a cercare professionisti per il comparto sanitario, se serve anche all’estero. Sul tema del rinnovo del contratto del pubblico impiego, ha osservato che non bastano i soldi, ma servono anche le idee, mentre nella manovra c’è solo un timidissimo cenno al lavoro agile e allo smart working, ma niente di strutturale. Quanto agli investimenti c’è un tentativo virtuoso di intercettare il risparmio privato, ma non basta riempire le tabelle di bilancio di ipotetici stanziamenti per pensare di aver fatto investimenti, perché gli investimenti si sono solo nel momento in cui entrano nel circuito economico. Sul fisco non è stato fatto nulla: l’unico intervento di questa Giunta è stato quello di dire a quelli che guadagnano da 15 a 20.000 euro che non hanno più l’esenzione Irpef.

La tanto vituperata tassa di soggiorno introdotta a suo tempo dall’assessore Dallapiccola è ancora lì ed è pure aumentata, ha aggiunto. Sul tema dell’energia elettrica in aumento ha suggerito di usare la leva fiscale Pat per ridurre il peso delle bollette a chi ne ha più bisogno, proponendo di eliminare l’addizionale Irpef per chi ha meno di 30 anni, un grande aiuto quantificabile tra i 10 e gli 11 milioni di euro. Infine una proposta sulla delega: negoziare con lo Stato la possibilità di ottenere per legge una misurazione della diminuzione delle tasse e degli effetti in positivo e in negativo sull’economia e dentro questa trovare un modo per rendere praticabile la gestione delle risorse. Ha infine apprezzato il risultato ottenuto dai due presidenti di Trento e Bolzano di allungare la clausola del patto di garanzia stipulata a suo tempo dallo stesso Rossi, che prevede un metodo di calcolo per il concorso al risanamento delle finanze pubbliche. Sulla base di quella clausola, ha chiarito, per garantire un futuro all’esistenza dell’autonomia, bisogna costruire un ragionamento che porti stabilmente nello Statuto una capacità di relazione costante rispetto al tema delle risorse. Infine, un cenno al tema della pandemia: occorre resistere alla tentazione di protagonismo e di propaganda, ha suggerito alla Giunta, impegnandosi a convincere dal basso chi ha paura a vaccinarsi, andando sul territorio e coinvolgendo le organizzazioni di mutuo aiuto e di volontariato.

 

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Degasperi: manovra priva di novità, carente su tutti i fronti, in primis scuola, fisco e sanità
E’ partito percorrendo la relazione di Fugatti Filippo Degasperi (Onda Civica), che ha definito priva di concetti nuovi e rilevanti. Ha rilevato l’insistente riferimento alla necessità di rivolgersi ai privati e non si capisce come mai le politiche economiche della Pat possano adesso essere realizzate solo facendo leva sui privati. I due ruoli devono rimanere a suo avviso ben distinti perché natura, obiettivi e strumenti di pubblico e privato sono profondamente diversi. Ovvero rischieremo di trovarci con l’ente pubblico che fa l’impiantista, l’albergatore, l’immobiliarista e il privato che gestisce la sanità e la scuola. Nel documento ci sono la litania delle opposizioni che vedono il bicchiere mezzo vuoto, il ritornello delle periferie e dei territori da valorizzare, della riduzione delle risorse, del debito.

C’è il desolante capitolo delle opere pubbliche dove si prevedono la vecchia ricostruzione dell’Istituto Pertini e ancora il sottopasso di Spini. C’è il riferimento al Pnrr, soldi e risorse fresche che però dovranno essere restituiti, ma non si indica come. Mancano totalmente i riferimenti all’ambito della scuola, quello ai rapporti con la Regione, allo snodo cruciale del credito. In quattro anni di governo non è arrivata una proposta di riforma della scuola, ha approfondito: i tanti temi a suo tempo contestati oggi non vengono minimamente affrontati, tranne quello della valorizzazione della carriera degli insegnanti del canale dell’istruzione, escludendo quelli della formazione professionale. Formazione professionale alla deriva, tristemente trascurata, ridotta ad ultima spiaggia in ogni settore, secondo un disegno chiaro, purtroppo svolto con la complicità delle categorie, ha osservato. Vent’anni fa c’era una scuola professionale con un dirigente, oggi abbiamo tre scuole e tre dirigenti. Argomento fisco: sono state assunte iniziative in direzione contraria rispetto alle promesse di campagna elettorale.

La pressione fiscale è aumentata nelle manovre precedenti, sono state tolte le agevolazioni sull’addizionale regionale e sull’Irap. Di qui la proposta di Degasperi di tornare al passato, all’esenzione per i trentini che guadagnano meno. Infine sulla sanità: le promesse sui servizi territoriali sono ferme, nulla di fatto sul fronte ospedaliero, se non la chiusura di qualche reparto, manca programmazione e manca personale medico per i territori. Ci sono chiari motivi per i quali dall’esterno non si vuole venire a lavorare qui, ci sono evidenti responsabilità su come il personale viene reclutato e anche su come viene trattato.

 

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Demagri: manovra carente, deludente sopratutto sulla materia socio sanitaria e sui giovani
Paola Demagri (Patt) ha riflettuto sulle attività della maggioranza ripercorrendo le norme approvate in forte contrasto con le opposizioni, che in qualche caso hanno fatto fare brutta figura al Trentino. Quella sulla chiusura degli esercizi commerciali (impugnata), quella sulle centrali idroelettriche (impugnata), il passaggio sul commissariamento delle comunità di valle fino alla fine del 2022 (ancora oggi non si ha un segnale su quale sia l’idea della Giunta in merito), la contrastata discussione sull’apertura delle scuole materne nel mese di luglio (inaccettabile entrare a gamba tesa in un sistema senza un preventivo ascolto e senza la verifica delle alternative sul territorio), la riforma della sanità (che non mi da la sensazione di abbracciare l’intero sistema ed è poco chiaro e preoccupa in particolare sul numero dei distretti, sul tipo di leadership immaginata ecc.).

Sul tema della riforma sanitaria mi piacerebbe conoscere quale sia lo strumento per rendere efficace l’integrazione socio sanitaria, l’integrazione delle attività ospedaliere con quelle sociali, ha aggiunto, anticipando di avere presentato un ordine del giorno su Spazio Argento, morto prima di nascere e poi fatto ripartire in via sperimentale, ma ancora distante dall’essere uno strumento utile e fondamentale per l’integrazione socio sanitaria. Fugatti, ha detto venendo alla relazione illustrativa del Presidente, ha fatto un bilancio dell’attività svolta dalle opposizioni e delle esternazioni nel corso dell’anno, dimenticando di raccontare le proposte delle Minoranze, i tentativi di dialogo e di confronto, la ricerca di attivazione di tavoli di coordinamento. Demagri si è detta infastidita dal riferimento alle prestazioni private nella sanità: si potevano a suo parare in alternativa acquistare un pacchetto di prestazioni, permettendo al cittadino di pagare un ticket tarato sul reddito.

Delusione anche per le iniziative a sostegno dei giovani: si offre l’opportunità del mutuo obbligando però il giovane ad uscire dal nucleo famigliare, necessariamente ad accoppiarsi e poi successivamente a fare un figlio o anche un secondo. Perché non pensare ai giovani padri separati che fanno fatica a sostenere se stessi e i propri figli? Manca nella finanziaria un riferimento alle case di riposo: uno sforzo in più si poteva fare nell’ampliare il numero di posti letto anche di permanenza temporanea, agevolando la popolazione. Infine una riflessione sulla formazione sanitaria, sulla possibilità di implementare un nuovo percorso per assistenti sanitarie legato all’esperienza pandemica e uno per le ostetriche, comparto che soffre di un elevatissimo turn over. Questo significherebbe attrattività per i giovani e rappresenterebbe una seria modalità di reperire personale, da accompagnare alla ricerca di spazi per il polo universitario.

Su richiesta di Paolo Zanella (Futura) il Consiglio è stato sospeso per permettere una riunione delle Minoranze. I lavori riprendono alle ore 14.30.

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