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Intervista a Pietro Di Fiore (Segretario generale Uil Scuola Trentino Alto Adige/Südtirol)

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CONSIGLIO PROVINCIALE TRENTO * LAVORI AULA: « APPROVATO IL DDL ZANOTELLI SU AGRICOLTURA BIOLOGICA, 18 I SÌ – 9 I VOTI DI ASTENSIONE 3 I NON PARTECIPANTI AL VOTO »

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17.55 - martedì 20 luglio 2021

Approvato in aula il ddl Zanotelli per la promozione dell’agricoltura biologica in Trentino. Le minoranze (9 astenuti e tre non partecipanti al voto) avrebbero preferito un rinvio del provvedimento a dopo il referendum di settembre e per attendere la riforma nazionale in arrivo alla quale la Provincia dovrà adeguarsi. Apprezzato però dalle opposizioni il confronto costruttivo con l’assessora, che ha migliorato il testo.

Dopo la discussione completata stamane degli ordini del giorno non ritirati in seguito all’intesa raggiunta dalle minoranze con l’assessora Giulia Zanotelli in merito al disegno di legge 94 da lei proposto sullo sviluppo dell’agricoltura biologica, il Consiglio provinciale ha concluso nel pomeriggio l’esame del provvedimento. Il testo è stato approvato con 18 voti favorevoli, 9 di astensione mentre Dallapiccola con Demagri (Patt) e Zanella (Futura) non hanno partecipato al voto. Accolti tutti gli emendamenti concordati prima dall’assessora con i consiglieri di minoranza, che hanno permesso la rimozione delle proposte di modifica ostruzionistiche. Respinti solo pochi emendamenti di Zanella (Futura), Coppola (Misto – Europa Verde), Degasperi (Onda Civica) e Marini (Misto – 5 Stelle). Al rapido esame di articoli ed emendamenti, che ha visto intervenire il solo Marini, sono seguite le dichiarazioni di voto che hanno evidenziato posizioni distinte tra i consiglieri di minoranza, alcuni dei quali hanno plaudito al miglioramento del testo del ddl durante la lunga discussione, reso possibile dalla disponibilità al dialogo dimostrata dall’assessora Zanotelli, anche se a loro avviso sarebbe stata preferibile una tempistica diversa per attendere sia il referendum sia la riforma nazionale sul biologico. Altri esponenti dell’opposizione hanno invece giudicato il ddl “puramente promozionale” (Dallapiccola), o troppo timido contro l’utilizzo i fitofarmaci e povero di risorse (Zanella). Il presidente Kaswalder ha chiuso i lavori di questa giornata aggiuntiva di lavoro ricordando che il Consiglio è convocato lunedì per avviare l’esame della manovra di assestamento del bilancio della Provincia.

 

La discussione.

Alex Marini (Misto – 5 Stelle) – suo l’unico intervento durante l’esame dell’articolato, ha voluto illustrare un emendamento da lui proposto (e alla fine respinto con 17 sì, 13 no e un voto di astensione) in merito alla norma, l’articolo 13 che – ha osservato – è un po’ il cuore di questo ddl perché introduce i biodistretti. L’emendamento aveva lo scopo di non vanificare gli investimenti delle aziende agricole in queste aree tutelando concretamente i prodotti agricoli. Introducendo una una forma di tutela di queste aree, a favore degli agricoltori che hanno effettuato investimenti per convertire al biologico la produzione e dotarsi di un’immagine di successo sul mercato. “Se sullo stesso territorio – ha spiegato Marini – si insediassero infatti delle attività industriali o che impiegano mezzi di trasporto che generano emissioni inquinanti, questo vanificherebbe l’investimento nel biodistretto. I biodistretti non si proteggono solo dando ad essi un’etichetta: servono strumenti che consentano di portare avanti l’attività.
Alessia Ambrosi (FdI) ha dichiarato l’appoggio del proprio gruppo all’emendamento di Marini “perché – ha spiegato – non si può votare contro una modifica della normativa che punta alla salute dei cittadini e del territorio”.
Marini ha poi presentato anche un altro suo emendamento all’articolo 29 (anche questo respinto) per prevedere in legge un opuscolo informativo già proposto con un ordine del giorno approvato stamane, che presenti ai cittadini il referendum del 26 settembre prossimo per l’estensione dell’agricoltura biologica a tutto il territorio del Trentino. L’opuscolo – ha ricordato – attuerebbe indirizzi e raccomandazioni della Commissione europea per i diritti. Marini ha ricordato anche che l’articolo 47 dello Statuto di autonomia prescrive di attenersi alle indicazioni internazionali.

 

Le dichiarazioni di voto.

Ugo Rossi (Misto – Azione) ha motivato il proprio voto di astensione al ddl in quanto a suo avviso questo provvedimento esprime per tre quarti un giusto adeguamento ad altre norme sul biologico e dall’altro accontenta anche i contrari all’agricoltura biologica. Positivo a suo avviso l’aumento delle risorse introdotto con un emendamento dell’assessora, ma resta il fatto che questo ddl è comunque un’occasione mancata. Rossi ha ricordato l’unico emendamento da lui presentato per inserire nel distretto biologico una tendenziale riduzione dei trattamenti fitosanitari in queste aree. Come realizzare questo obiettivo era demandato alla Giunta che avrebbe potuto modulare questo intervento negli anni in modo da raggiungere lo scopo con la gradualità necessaria ad evitare cadute dei prodotti trentino sui mercati. Non è stato un bene investire durante la pandemia 2 milioni di euro in carri per la raccolta di mele a sostegno delle zone più deboli del Trentino. Peccato perché con quelle risorse si poteva fare invece qualcosa di più concreto sul biologico.

Michele Dallapiccola (Patt) ha spiegato perché ha deciso di non voler partecipare al voto. A suo avviso infatti “questo ddl è un atto profondamente promozionale di questo governo provinciale a trazione leghista, che vuole rubare la scena a chi su questo argomento porta invece avanti un’azione culturale”. Secondo Dallapiccola il Trentino ha un microclima che impedisce di praticare l’agricoltura biologica come unico metodo produttivo. Oggi – ha ricordato – solo una piccola percentuale di agricoltori trentini lavora per la produzione biologica. Dallapiccola ha prefigurato insostenibili quantità di camionate che dovrebbero attraversare le nostre valli se tutti gli agricoltori del Trentino producessero biologico. Vi sono insetti benigni parassitoidi scientificamente testati che riducono i chili di sostanze che invece sono necessarie all’agricoltura bio in microgrammi. Vi sono oli minerali che non sono nocivi ma che vengono chiamati pesticidi. Pesticidi che però si somministrano ordinariamente negli ospedali. Secondo Dallapiccola si è voluto modificare la legge provinciale 4 del 2003 sull’agricoltura, già aggiornata 46 volte per andare incontro alle esigenze dei contadini del Trentino quando non era sufficiente il Piano di sviluppo rurale. Non basta insomma citare l’aggettivo “biologico” nei propri discorsi per dividere il mondo in buoni e cattivi. La realtà è diversa: l’agricoltura bio è uno dei tanti strumenti che il Trentino ha per competere in questo settore. La verità è che il Trentino, nonostante la terra avara più che in pianura che possiede e ostile agricoltura ricca, risce comunque a fare agricoltura di qualità. Si dovrebbe puntare – ha proseguito il consigliere – alla valorizzazione e conoscenza degli elementi che fanno questa qualità. Sbagliato pensare che biologico significa non trattato. Non è così. Il segreto dell’agricoltura trentina di qualità è un altro.

Mara Dalzocchio (Lega) ha motivato il convinto sostegno del Carroccio trentino a questo ddl che aggiorna la normativa provinciale del 2003 per promuovere il biologico. In tutti questi anni il biologico è cresciuto dappertutto e raddoppiato anche in Trentino dove oggi circa 500 aziende agricole lavorano per il biologico. Moltissimi consumatori orientano inoltre i loro acquisti verso i prodotti agricoli biologici. Questo ddl per Dalzocchio introduce dispositivi innovativi ed è una piccola riforma, perché considera il biologico come fattore di salvaguardia delle biodiversità e del benessere animale. Il provvedimento dà poi omogeneità ai distretti biologici nati spontaneamente negli ultimi anni. Si valorizza con questo ddl l’agricoltura biologica del Trentino permettendo alle aziende di sentirsi più coinvolte e sviluppare questo tipo di produzioni.

Lucia Coppola (Misto – Europa Verde) ha giudicato “proficuo” il dibattito su questo ddl e sulla questione dei distretti biologici trovandoci in prossimità di un referendum provinciale. E ha preannunciato il suo voto di astensione per la tempistica prescelta. Meglio sarebbe stato a suo avviso per questo ddl attendere prima il voto dei cittadini. Tuttavia Coppola ha detto di aver colto con piacere il fatto che si sia potuto interloquire in più fasi con l’assessora Zanotelli e le persone che collaborano con lei riscontrando attenzione e rispetto per le proposte delle minoranze. E questo è per la consigliera un segnale che indica un rinnovamento del rapporto tra le minoranze e la Giunta per migliorare i ddl nell’interesse dei cittadini. Occorre trovare il filo che lega insieme le diversità delle produzioni agricole per lo sviluppo di ecosistemi sani. Ad affrontare queste sfide si sta preparando una nuova generazione imprenditoriale che va sostenuita perché agricoltura e sviluppo armonico sono intrecciati a filo doppi con l’innovazione. Si tratta di assicurare un miglior utilizzo delle risorse naturali, migliori posti di lavoro e riduzione dell’impronta ecologica sul territorio che lasceremo alle generazioni future. Il biologico prefigura prodotti migliori e più sani che orienteranno la domanda di alimenti e una nuova generazioni di cittadini consapevoli che richiedano prodotti salubri. Il voto di astensione di Coppola è stato da lei definito di incoraggiamento a proseguire su questa strada.

Paolo Zanella (Futura) ha dichiarato di non voler partecipare al voto pur dopo un percorso di collaborazione con la Giunta di cui ha ringraziato l’assessora Zanotelli. La tempistica del ddl tende infatti a vanificare, a suo avviso, il referendum del 26 settembre perché la notizia che è passata una legge sul biologico andrà a sminare il referendum causando un inevitabile calo della partecipazione dei cittadini alla consultazione. Vi è poi la timidezza di questa norma che, pur corposa, non riuscirà a fare transitare il 95% delle aziende agricole trentine che non usano il metodo biologico. Vi sono in questo ddl tanti buoni propositi per la ricerca: peccato che le risorse previste a questo livello nel provvedimento sono insufficienti. Infine Zanella ha lamentato il no al suo ordine del giorno per il contenimento della deriva causata da chi utilizza prodotti fitosanitari accanto ai terreni trattati in modo bio.

Vanessa Masè (La Civica) nel dichiarare il proprio voto favorevole, ha ricordato però che non si tiene sufficientemente conto del fatto che non tutti i prodotti sostitutivi dei fitosanitari per l’agricoltura biologica sono problematici. Si tratta allora di prendere atto che per l’agricoltura si preparano sfide pericolose: occorre allora il coraggio di fare dei ragionamenti obiettivi su questo tema. Vi è per Masè l’esigenza di lasciarsi alle spalle certe preclusioni per non guardare in aula e tenere i piedi per terra.

Giorgio Leonardi (FI) ha ricordato il regolamento europeo del 2018 per controllare i prodotti biologici. Il Trentino si è sempre distinto per la propensione alla tutela del paesaggio, della salute e dell’ambiente e questo ddl, secondo Leonardi, va in questa direzione. Ed è orientato alla ricerca e all’innovazione per cui lavora la Fondazione Mach. Si tratta allora di puntare all’agricoltura biologica cercando nuove tecniche che permettano di salvaguardare sempre meglio il territorio del Trentino. Il ddl ha affrontato con serietà e severità anche l’aspetto dei controlli per il mantenimento della certificazione biologica degli agricoltori, perché fare i furbi in questo campo è controproducente per tutti a partire dai consumatori.

Alessio Manica (Pd) ha motivato il voto di astensione del proprio gruppo. Di positivo per Manica c’è che questo ddl era partito in un modo ed è stato modificato nella fase istruttoria che ha arricchito la normativa. Vi sono troppi articoli che affidano l’attuazione della legge alla Giunta. Forse qualcosa in più poteva essere lasciato all’aula nell’orientare l’azione dell’esecutivo, indicando fin dove si vuole arrivare. Sarebbero insomma state preferibili meno deleghe alla Giunta. Anche sulle risorse, per Manica si è ridotto l’accompagnamento finanziario delle aziende alla certificazione dei prodotti; e questo contraddice la promozione dell’agricoltura bio contenuta nel titolo della norma. Altra perplessità: la tempistica. Sia quella legata al referendum perché arrivare all’approvazione due mesi prima della consultazione inquina la consultazione. Sia per la riforma che sta arrivando a livello nazionale, il che rendeva consigliava di attendere per adeguarsi meglio a quella legge. Giusto invece intervenire su questo tema di sempre maggiore attualità e che è uno dei grandi obiettivi che l’Europa si è posta. Discuteremo in Commissione del regolamento attuativo, ma sicuramente un qualche segnale più coraggioso nella promozione del biologico – ha concluso – poteva esserci.

Alex Marini ha annunciato il suo voto di astensione. Innanzitutto per la scelta di anteporre questo provvedimento al referendum di settembre, che calpesta le regole basilari della democrazie. Inoltre non sono andate a buon fine le sue due richieste principali legate a questo ddl: il primo sull’opuscolo informativo e il secondo per la tutela degli investimenti delle aziende che hanno deciso di convertire la produzione in chiave biologica. Bene invece l’approvazione degli ordini del giorno da lui proposti e approvati in materia di apicoltura, di sementi e per l’istituzione di tavoli territoriali nelle zone di confine. Ma questo è il minimo sindacale. Resta il fatto che vi sono anche poche risorse finanziarie rispetto ai nobili fini di questa legge. Alla quale manca una clausola valutativa che non prevede vincoli e sanzioni che obblighi l’esecutivo ad attuare queste norme, prevedendo entro 2-4 anni una verifica della “messa a terra” della legge. Oltre he occuparci di scrivere belle norme – ha concluso – bisognerebbe preoccuparsi di attuarle.

Filippo Degasperi ha notato il miglioramento conosciuto da i questo ddl al termine dell’esame consiliare, anche se non cambierà molto nell’agricoltura trentina. Degasperi ha detto di aspettarsi che la Provincia non si metta contro qualcuno ma al fianco di chi sceglie di lavorare con il metodo biologico, che lo sostenga e accompagni. L’approvazione dell’emendamento sulle linee guida e l’introduzione di un monitoraggio per valutare quel che succederà sono punti importanti del ddl che incorpora, così, per Degasperi, gli indirizzi europei. Questo ddl insomma con queste novità si pone nel solco di quel che chiede l’Europa e ci indicherà con la riforma Roma. La Provincia approva oggi un ddl e questo è apprezzabile rispetto ai tempi del Parlamento nazionale. Sul tema della carenza delle risorse l’assessora Zanotelli ha ripetuto più volte che i conti veri si faranno con il bilancio provinciale. Le carenze di questo ddl restano per Degasperi eìche pur apprezzando il provvedimento ha dichiarato la propria astensione.

 

I principali emendamenti approvati.

Accolto all’unanimità un emendamento concordato all’articolo 1 che istituisce il “tavolo verde provinciale” per promuovere la collaborazione e la consultazione dei soggetti più rappresentativi del settore agricolo e agroalimentare. Tavolo presieduto dall’assessore, i cui componenti non riceveranno compensi e che potrà articolarsi in tavoli tematici tra i quali quello per l’agricoltrua biologica.
Via libera anche al secondo emendamento, presentato da Degasperi (Onda Civica) frutto dell’accordo raggiunto dalle opposizioni con l’assessora, che introduce le Linee guida per lo sviluppo dell’agricoltura trentina, che definirà obiettivi, indirizzi e priorità da perseguire per l’attuazione della nuova legge, Linee guida della durata di ogni legislatura e che comprenderanno una specifica sezione dedicata allo sviluppo della produzione biologica.
Un altro emendamento condiviso al primo articolo del ddl introduce contributi fino all’’80% della spesa ammessa per la realizzazione di progetti di sviluppo tecnologico che favoriscano la transizione ecologica e digitale e accrescono il livello di sostenibilità dell’agricoltura.
Da segnalare anche un emendamento condiviso all’articolo 30 firmato dall’assessora Zanotelli che accresce gli stanziamenti per l’attuazione della legge prevedendo, anziché 50.000 euro per ciascuno degli anni dal 2022 al 2025, 50.000 euro nel 2022, 100.000 euro per il 2023 e 150.000 euro per il 2024 e il 2025.

 

I quattro obiettivi del ddl.

Il testo disciplina ex novo l’agricoltura biologica e riorganizza la materia aggiornando la legge provinciale sull’agricoltura del 2003, e dà spazio alle esigenze emergenti del settore attraverso la costituzione e lo sviluppo di soggetti aggregativi rappresentativi del territorio nonché mediante la valorizzazione di attività e iniziative di promozione, ricerca, sperimentazione e formazione. Quattro, in particolare, gli obiettivi del ddl: attuare la più recente normativa dell’Unione europea in materia che sarà applicabile dal 1° gennaio 2022, innovando in tal modo anche il sistema di certificazione e introducendo la disciplina della certificazione di gruppo; favorire l’utilizzo delle produzioni realizzate con metodo biologico attraverso l’introduzione e la valorizzazione di attività e iniziative di promozione, ricerca, sperimentazione e formazione; promuovere e sostenere la costituzione e lo sviluppo di distretti biologici di interesse provinciale, quali realtà aggregative di soggetti pubblici e privati che operano in modo integrato nel sistema produttivo locale di riferimento; rivedere il sistema di controllo e di vigilanza in materia ed il relativo apparato sanzionatorio.

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