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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

CONSIGLIO PROVINCIALE TRENTO * ASSESTAMENTO DI BILANCIO: « CONCLUSA CON LA REPLICA DEL PRESIDENTE FUGATTI LA DISCUSSIONE GENERALE, NEL POMERIGGIO AL VIA LA DISCUSSIONE DEI 90 EMENDAMENTI »

Assestamento, conclusa la discussione generale. Conclusa, con la replica del presidente Fugatti, la discussione generale sul ddl dell’assestamento di bilancio. Nel pomeriggio, alle 14,30, inizierà la discussione dei circa 90 emendamenti che sono stati presentati. FdI, durante la discussione generale, ha chiesto la sospensione della legge sulle concessioni idroelettriche. Fugatti afferma che dopo la fase dell’emergenza si aprirà quella delle riforme.

In mattinata la discussione generale sull’assestamento è ripresa con l’intervento di Alex Marini (Misto – 5 Stelle) il quale ha sottolineato che nel ddl non si fa cenno all’emergenza climatica che sta mostrando il suo drammatico impatto. Non ci si pongono obiettivi sulla diminuzione dei consumi e quindi non si mettono in campo soluzioni sul modello di quelli che si sono messi in campo in paesi come la Nuova Zelanda e altri paesi europei. Inoltre, non si parla di partecipazione democratica per l’elaborazione di soluzioni per contenere le emissioni, nonostante nel Pnrr siano previste ingenti risorse per l’ambiente. Anche per l’assestamento non si è ascoltata la società civile. Inoltre, ha aggiunto Marini, non c’è traccia dell’attività di controllo sull’applicazione delle leggi, nonostante ci sia una norma provinciale che la prevede. L’esponente 5 Stelle ha affermato, ad esempio, che le discriminazioni causate dal no all’assegno di natalità per le famiglie che non sono residenti da 10 anni si sarebbero potute evitare sottoponendo la norma alla valutazione. L’articolo sulla patrimonializzazione delle aziende, che prevede anche aiuti per il patrimonio immobiliare, altro esempio, potrebbe avere conseguenze sul consumo di suolo. Nel ddl, ha affermato l’esponente 5 Stelle, si fa riferimento al Pnrr ma non si pone l’obiettivo della razionalizzazione delle risorse umane della pubblica amministrazione; non si parla nel ddl assestamento delle azioni di controllo e governance delle misure del Pnrr. Aperto rimane il tema del rapporto tra Giunta, Consiglio e il Consiglio delle autonomie il quale ha ormai una sola funzione: firmare il protocollo d’intesa sulla finanza locale con la Pat. Inoltre, il Cal non dice nulla sul commissariamento delle Comunità, per Marini, un grave vulnus democratico. Delle sedute comuni tra Consiglio e Cal non c’è traccia ma tutto questo passa sotto silenzio. Eppure, ha continuato, il Cal dovrebbe intervenire sulla questione delle piccole e medie derivazioni che interessano le comunità locali. Marini si è soffermato poi sul tema dell’energia idroelettrica. E’ andata male con la legge Tonina che è stata azzerata da Roma che ha sposato la volontà dei poteri forti di liberalizzare il mercato. Però è rimasto il tema delle comunità energetiche che potrebbe “sposarsi” con gli usi civici, ma, per sviluppare modelli innovativi, servono risorse e alleanze con le comunità montane delle altre regioni. Soldi andrebbero messi per realizzare i piani previsti anche dal bilancio energetico della Pat che ha 150 immobili e un’alta percentuale, il 15%, di edifici altamente energivori.

Paccher: la Giunta ha messo in campo risorse ingenti.

Roberto Paccher della Lega ha ribadito che si sta parlando di un assestamento di bilancio che nulla ha a che fare con le riforme. Nel drammatico 2020, ha ricordato, durante il quale non c’è stata la stagione invernale, la Giunta ha messo in campo 412 milioni di euro con il protocollo d’intesa con le banche; con la legge 2, 90 milioni di euro; con la Riparti Trentino 150 milioni di euro e 250 milioni per assestamento 2020 e la legge di stabilità ha recuperato 160 milioni di euro. A queste vanno aggiunte le risorse della manovra di maggio. Con i 370 milioni del decreto sostegni ci sono 870 milioni di euro per le aziende e le famiglie che si aggiungano al quasi miliardi di euro del 2020. Nonostante ciò, ha detto Paccher, l’opposizione ha cercato il pelo dell’uovo per alimentare le polemiche. Eppure deei 197 milioni di questo assestamento 33 vanno alla sanità, 16 alla scuola e 26 milioni all’economia dei quali due vanno alla promozione dei prodotti trentini. Ci sono poi 23 milioni per le opere pubbliche e 40 per interventi dei comuni. Una manovra aggiuntiva che dà ossigeno all’economia. Infine, per l’esponente leghista, i dipendenti pubblici devono tornare al lavoro in sede, come prevede il contratto, e per ovviare ai disagi dei cittadini.

Ambrosi: con le gare rischiamo di cedere le centrali ai grandi gruppi.

Alessia Ambrosi di FdI ha detto di apprezzare lo sforzo della manovra di far ripartire il Trentino, ma ha sottolineato che uno dei comparti che si trovano più in difficoltà è quello della cultura. FdI, ha ricordato, ha proposto due emendamenti, uno sul fondo emergenza per lo spettacolo, includendo i cinema, e l’altro di 500 mila euro, per coprire la mancata presenza da borderò. Sulla scuola Fratelli d’Italia ha presentato un odg e un emendamento, per aumentare di mezzo milione di euro gli interventi a favore dei Bes. Perché, nonostante ci siano 4 milioni nell’assestamento, i dati sono molto preoccupanti: i 104 sono aumentati del 20% e i Bes raddoppiati. Emendamento anche per istituire (come prevedeva un a mozione di FdI) la gratuità del tratto autostradale per il personale sanitario come ricompensa per l’impegno durante l’emergenza Covid.
Ma l’intervento di Alessia Ambrosi si è concentrato sulle centrali idroelettriche, sulla richiesta di stoppare la norma sulle gare per le concessioni. Ambrosi, pur avendo votato la legge Tonina, dopo un confronto con gli esperti, ha ammesso di aver commesso un grave errore di valutazione. E, ha aggiunto, una politica che non sa ricredersi di fronte all’evidenza non è da ritenersi al servizio dei cittadini e quindi della trasparenza e della verità. La decisione di presentare due emendamenti all’articolo 30, con i quali si chiede la sospensione della legge Tonina in attesa di una legge statale che disciplini tutto il settore. Gli imprenditori e i sindaci sostengono che, fino a quando non ci sarà un quadro normativo statale, le concessioni vanno rinnovate. Perché prima di tutto le piccole derivazioni non possono essere equiparate ad altri soggetti normati dalla Bolkestein perché insistono su terreni di proprietà. Lo stesso ministro Cingolani ha sottolineato che c’è il rischio che i grandi gruppi facciano “una raccolta delle ciliege”. Cioè incetta, anche in Trentino, delle concessioni più remunerative. Se avvenisse questo, ha aggiunto l’esponente di FdI, la Pat sarebbe di fatto responsabile del saccheggio e del depauperamento delel nostre risorse strategiche. Alla faccia dell’autonomia e del “prima i trentini”. Per tutela dei comuni e delle aziende si deve sospendere la legge per evitare la beffa che grandi gruppi, ad esempio quelli francesi, potrebbero mettere in campo. La stessa corte di giustizia europea ha posto dubbi sulla Bolkestein ed è quindi evidente la necessità di una norma nazionale. FdI si aspetta quindi che la Giunta sospenda la legge e apra il confronto col Governo per tutelare aziende, comunità locali e il bene acqua. Oggi, ha aggiunto Ambrosi, nessun paese europeo aprirebbe al mercato il settore idroelettrico, quindi non si capisce perché dovrebbe farlo la Pat mettendo a rischio i bilanci comunali e consegnando la risorsa ai gruppi stranieri. Si ratta quindi di fare il bene della nostra gente e di rispettare i sacrifici fatti negli anni da privati e comuni. Infine, ha ricordato che comuni e aziende, se passasse la logica della gara, scenderebbero sul piedi di guerra. Insomma, va congelato tutto in attesa che a Roma e a Bruxelles venga messa in campo una legislazione simmetrica. Una sospensione in nome del buonsenso e nell’interesse di tutti i trentini.

Dalzocchio: La Giunta ha messo in sicurezza il tessuto economico.

Mara Dalzocchio, capogruppo della Lega, ha ricordato che la Giunta ha impegnato due miliardi di euro in brevissimo tempo. Prima mettendo in sicurezza il tessuto economico sociale, per passare poi ad una fase di ripresa e sviluppo. La Giunta, quindi, non è stata passiva ma ha messo in campo una manovra da 200 milioni di euro che serviranno a far ripartire la nostra economia. La capogruppo leghista ha ricordato che l’assestamento non è un provvedimento politico, ma principalmente finanziario e quindi non è il luogo delle riforme. Fugatti, ha sottolineato, ha scelto giustamente di gestire le riforme in un altro modo: come quella del turismo, dell’agricoltura bio e nel 2022 arriverà quella delle Comunità di valle. Una riforma che ha bisogno di tempo per evitare gli errori fatti dal centro sinistra anni fa. Mara Dalzoccchio ha respinto inoltre le critiche all’articolo sulle concessioni. L’articolo contenuto nell’assestamento, ha affermato, è nato dal confronto con Roma e alla base del quale c’è la posizione della Giunta contraria alla completa liberalizzazione. Con la norma, inoltre, si guadagnano tre anni per le concessioni e la parola autoconsumo apre prospettive. Trento non ha vinto su Roma, ma l’articolo 25 è l’esito di un compromesso senza cedere su tutti i fronti. Sul tema del lavoro l’esponente leghista ha detto che se mancano i lavoratori è anche a causa di una cultura progressista che ha convinto i giovani a non fare i lavori umili per andare all’università. Ma una società fatta di laureati non sta in piedi perché servono anche i lavoratori per i cosiddetti lavori umili. Il tema demografico, ha continuato, è urgente, ma la crisi è anche il frutto di una cultura che per decenni ha ridicolizzato la maternità, la famiglia, le casalinghe. E ha ricordato che molti stati aiutano le famiglie anziché far entrare gli stranieri. La manovra è pragmatica, ha detto, come i suoi odg come quello per ristrutturare la portineria di Villa Igea; la realizzazione della rotatoria di S.Margherita di Ala e il completamento delle barriere anti rumore a S.Ilario. Infine, la capogruppo si è augurata la fine dell’ostruzionismo da parte delle minoranze che dovrebbe proporre e non mettere continuamente i bastoni tra la ruote.

Manica: sospendere la legge di maggio sulle piccole concessioni.

Alessio Manica del Pd ha detto che l’assestamento non può non essere politico e è impossibile dire come fa la maggioranza, dopo l’accelerazione riformista dello Stato e dell’Ue, che le riforme si faranno. E quando? si è chiesto Manica, forse dopo il concerto di Vasco si potrà avere la riforma delle Comunità. Il tema del cambiamento climatico, completamente dimenticato, ha aggiunto, è fondamentale al punto che attorno a questo tema si sta riorganizzando l’industria. Sul Pnrr c’è il buio. Non si sa nulla sui progetti inviati al Governo lo scorso autunno e il Consiglio è stato espropriato di un dibattito fondamentale. Sul corridoio del Brennero c’è il tema dell’accelerazione della circonvallazione di Trento che la Giunta sta seguendo con attenzione, ma si deve fare chiarezza sulle entrate nord e sud del capoluogo e sull’impatto su Rovereto. Sulla Valdastico ci si trova in una fase formale e il documento preliminare mostra una grande carenza motivazionale per un’opera vecchia che non c’entra più nulla col futuro che ci aspetta. La Valdastico, ha affermato, è il simbolo di qualcosa che va accantonato. Sulle Comunità di valle tre anni di attesa possono bastare e sarebbe bello vedere quali competenze si vorrebbero restituire ai comuni. Per Manica alla Giunta sfugge che le Comunità sono necessarie proprio ai piccoli comuni perché ci sono competenze che i comuni non hanno la forza di gestire. Come testimonia il fatto che negli stessi Stati generali della montagna i comuni non hanno chiesto di rivere le competenze. Con i commissari, infine, è stato creato un guazzabuglio giuridico e aver fermato gestioni associate e fusioni creerà tensioni. Sulla questione sicurezza Manica ha ricordato il suo emendamento perché la Pat aiuti i comuni a potenziare la polizia locale. Infine, l’esponente dem, ha definito un gran pasticcio la questione idroelettrica. Il grande danno, ha affermato, è sulle piccole concessioni, il problema quindi è la norma di maggio non quella dell’autunno. L’obiettivo della Giunta, ha detto ancora, pare quello di mettere a gara le grandi derivazioni e anche in questo caso il rischio di cedere a grandi players internazionali e alto. Ma, per Manica, il disastro è sulle piccole concessioni. Si è voluta fare una legge piena di stratagemmi che è stata spianata dal Governo. Una partita sulla quale emerge un grande vuoto politico, come dimostra la legge altoatesina che invece è frutto di una interlocuzione con lo Stato e la Ue. Ora a fronte di un contentino di tre anni in più per le concessioni e il concetto di autoconsumo che, per l’esponente dem, salverà i tre consorzi storici la Pat applicherà per prima le gare. Quindi, il consigliere ha chiesto alla Giunta di fermare la norma di maggio, aprendo il confronto con lo Stato e le regioni limitrofe.

Fugatti: conclusa la fase dell’emergenza via alle riforme.

Infine, la replica del Presidente Fugatti il quale, prima di tutto, si è scusato per l’assenza di ieri dovuta ad impegni istituzionali. Il presidente ha sottolineato positivamente il fatto, anche da parte della minoranza, c’è stata una presa di consapevolezza di ridefinire i rapporti finanziari con Roma. La Giunta, ha ricordato, non ha messo in discussione gli accordi presi dalle precedenti amministrazioni e questo è stato compreso, così come è stata giustamente rimarcata l’importanza di lavorare con Bolzano. Passando alla pubblica amministrazione, Fugatti ha affermato che c’è la consapevolezza dell’importanza del lavoro dei dipendenti della Pat. Rivalutazione che deve passare attraverso una riforma del pubblica amministrazione. Quindi, la volontà di affrontare le tematiche delle riforme c’è e verranno messe in campo conclusa la fase dell’emergenza. L’assessore Spinelli nella sede degli Stati generali si sta ragionando sul sostegno al mondo del lavoro, ma ha aggiunto il presidente, ci si devono porre interrogativi anche sulla mancanza di manodopera che interessa alcuni settori. Breve accenno di Fugatti anche sul tema A22 per il quale, ha detto, c’è un lavoro continuo e di squadra con Kompatscher. Mentre sulle concessioni idroelettriche ha ricordato che sono i corso confronti col Governo sulle possibili modifiche al ddl. Sulla crescita si sta cercando di cambiare il modus operandi anche ascoltando l’opposizione. Gli obiettivi di crescita ci sono e la Giunta sta investendo in lavoro pubblici che non possono dare risultati in tempi brevi. Anche se va rilevato che il Trentino può anche non essere in grado di assorbire gli investimenti pubblici e privati che sono stati messi in moto. Ed è quindi giusto chiedersi se le imprese trentine sono in grado di partecipare a appalti di alto valore economico. Ma, ha concluso il presidente, questa va vista come una sfida. Infine, sulle Comunità l’obiettivo della riforma nel 2022 rimane.