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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

CONSIGLIO PROVINCIALE PAT * MESSAGGIO DI FINE ANNO PRESIDENTE KASWALDER: « LA GRANDE SCOMMESSA È QUELLA DI UN’AUTONOMIA CHE INCONTRA IL MONDO GLOBALE »

A conclusione di un anno denso di avvenimenti, ultimo in ordine di tempo il tristissimo evento terroristico che ha toccato duramente la nostra comunità, i danni da maltempo dell’ottobre scorso, gli accadimenti politici delle doppie consultazioni elettorali, quella provinciale e quella nazionale, un esecutivo che si affaccia, inedito, sul panorama politico locale, tutto contribuisce a caricare di preoccupazioni ma pure di aspettative il nuovo anno.

La scommessa, che è una speranza, è quella che questo rinnovato Consiglio provinciale sappia capire fino in fondo la epocale svolta in corso, riuscendo a raccogliere le forze e la lungimiranza necessarie.

I ruoli di maggioranza e minoranza sono e rappresenteranno sempre elementi costitutivi e costruttivi di una democrazia. Ma potremo parlare di democrazia completa solo in presenza di posizioni che non siano strumentali o fini a sé stesse. Ecco perché il mio sommesso appello è rivolto a tutte le forze presenti in Consiglio affinché abbiano quale fine basilare quello della costituzione di una precondizione di rispetto e tutela dell’ Istituzione.

Senza questo senso alto di governo della res publica, collegato ad un obiettivo di progetto virtuoso di Autonomia e di feconda attività legislativa, la distanza tra gente ed Aula continuerà a rimanere insuperabile ed insopportabile. E’ riportare al centro il cuore della politica tra i banchi di questa consigliatura uno dei compiti che tutto il Consiglio provinciale spero comprenda essere una delle priorità di Legislatura. Chiedo davvero che in questo senso ogni consigliere faccia la sua parte, e mi sembra che i primi segnali siano in questo senso incoraggianti.

Il Consiglio provinciale deve puntare ad essere sempre più la casa dell’Autonomia, quell’ edificio politico istituzionale vicino alla gente, e con il quale la stessa possa interfacciarsi trovandosi appunto a casa propria.

La grande scommessa è quella di un’Autonomia che incontra il mondo globale, e vince la sfida che lo stesso le lancia attraverso la qualità della propria proposta prima, risposta poi; partendo dalle specialità insite in un sistema trentino che è già fatto di tanta qualità e molta eccellenza ma è oggi carente sul piano della rete tra i diversi settori.

E’ qui che la nostra Terra sarà chiamata a rispondere ed è qui su questo terreno che tutti gli attori cultuali, economici ed imprenditoriali della società trentina misureranno il proprio grado di sensibilità politico istituzionale.

Le direttrici sono quelle indicate da una storia millenaria che non è statica tradizione culturale, ma linfa. Una linfa che ci deve portare a considerare la nostra, una specialità, non certo sinonimo di campanile, ma capacità di innovazione e proposizione secondo modelli di riferimento mitteleuropei di cui non dobbiamo temere contaminazione, ma al contrario cercare, governandoli, di declinare in base alle nostre caratteristiche di Terra di confine.

Terra di confine, la nostra, che nel panorama geopolitico si confronta e concorre con tutti, ma elegge il Nord stella polare di riferimento culturale e politico, così come ampiamente le deriva dalla propria storia.

Alludo a quell’alveo euroregionale entro il quale è ora e tempo che si implementino gli sforzi di collaborazione fattiva ed innovativa, sapendo che non partiamo dall’anno zero, ma da basi interessanti.

 

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Walter Kaswalder

Presidente del Consiglio provinciale