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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

CONSIGLIO PROVINCIALE PAT * LAVORI ASSEMBLEARI: ” STAMANI DISCUSSIONE SULLA RELAZIONE AL PROGRAMMA DI LEGISLATURA E COMPOSIZIONE DELLA GIUNTA DEL PRESIDENTE FUGATTI “

Relazione al programma di legislatura: prosegue la discussione in aula. Sono ripresi nella mattina odierna i lavori del Consiglio provinciale, per completare la discussione sulla relazione al programma di legislatura e sulla composizione della Giunta del Presidente Maurizio Fugatti.

Ferrari: il rischio è la distruzione di cose che stanno funzionando egregiamente
La prima a chiedere la parola è stata l’ex assessora Sara Ferrari. La consigliera del Pd ha definito la relazione “scarna, povera di proposte e di visione strategica, con questioni nemmeno citate e altre, pur cruciali per il territorio, solo balbettate e sorvolate”. Un fatto che stupisce, ha aggiunto, conoscendo Fugatti e la sua esperienza in quest’aula che gli deve aver permesso di conoscere e di apprezzare la qualità delle politiche già attive in questa Provincia, per le quali siamo presi a modello e siamo al vertice delle classifiche del benessere.

Il rischio è la distruzione di cose che stanno funzionando egregiamente, ha aggiunto. La consapevolezza di questa responsabilità, ha auspicato Ferrai, porterà senza dubbio i neofiti ad affidarsi a chi già conosce la macchina amministrativa e lei stessa si è resa disponibile a dare il proprio contributo, se sarà apprezzato. Quanto ai passaggi chiave del programma, Ferrari ha citato in primis il tema dell’occupazione femminile e dell’aumento della natalità, due elementi correlati strettamente, si cui non si fa cenno alcuno nella relazione.

Il sistema di servizi alla famiglia trentina funziona molto bene: il riferimento è in particolare al family audit, preso a modello a livello internazionale. Bene le rette per gli asili nido, ma sarà necessario continuare ad agire incentivando l’imprenditoria femminile e portare avanti una variegata gamma di strumenti per potenziare la componente femminile nella nostra comunità. Altra leva di sviluppo alla quale prestare attenzione l’investimento in cittadinanza attiva nel nostro territorio e la scommessa sui giovani come promotori responsabili del proprio futuro.

Quanto alla scuola, laicità a parte, Ferrari ha espresso l’auspicio che vengano valorizzate le competenze e che si spinga sull’acceleratore dell’autonomia degli istituti scolastici. La formazione linguistica è strategica e in questo senso il Clil potrebbe essere migliorato nell’efficacia, ma una sua cancellazione sarebbe un atto irresponsabile. L’Università di Trento è la prima in Italia per la qualità della ricerca e per l’eccellenza dei suoi progetti che sono stati spesso alla ribalta della cronaca internazionale. Appare rischiosa la divisione tra Università e ricerca, perché questa coesione è una leva straordinaria di sviluppo economico e culturale.

Ferrari ha raccomandato attenzione anche alla cooperazione internazionale, che rappresenta un po’ la politica estera di questo territorio, eccezionale occasione di crescita anche per il sistema economico locale. Questo passaggio è particolarmente importante così come è importante prendere atto della collettiva incapacità di affrontare i grandi temi internazionali. Quando nella relazione si parla di “integrazione forzata” è un controsenso, ha detto, perché fa apparire come uno svantaggio, quello che già si sta facendo con successo da anni per i cittadini trentini, mentre è esattamente il contrario.

Cia: finalmente una politica più umile, semplice e concretamente vicina ai cittadini
Claudio Cia (Agire) ha esordito replicando a Ferrari sul tema dell’integrazione forzata: la realtà da lei decritta è diversa da quella percepita dal territorio che chiede alla politica un cambiamento di rotta: la strada indicata dal Presidente Fugatti è certamente un buon inizio. Quanto alla relazione programmatica, Cia ha convenuto con Ghezzi che Fugatti non ha fatto un discorso istituzionale, quanto piuttosto un intervento “estremamente umano” e dunque per molti sorprendente e difficile da comprendere, a dimostrazione dell’enorme distanza del centrosinistra dalla normalità vissuta dalla gente trentina.

Se i trentini hanno dato fiducia a questa maggioranza, è perché erano “stufi di esercizi di retorica e chiedevano più concretezza nelle piccole cose”. Finalmente sono spariti certi toni autoreferenziali e la falsa positività con la quale eravamo abituati a convivere, sostituiti da toni più umili, semplici e concreti. Il modello di società proposto è diverso rispetto a quello che fin qui ci era stato imposto dall’alto. Due padri non faranno mai una madre, ha aggiunto, e i trentini in questo vi hanno abbandonato, ha detto rivolto alle minoranze.

Bella, nella relazione, la visione di una squadra di governo che valorizza le qualità di ognuno, così come i riferimenti ad un Trentino con una propria definita personalità. Con franchezza, Cia ha auspicato che i concorsi pubblici tornino a premiare solo il merito aldilà dell’appartenenza politica, ha chiesto a Fugatti di “spezzare il cerchio magico del centrosinistra le politiche clientelari, di lavorare sempre per una politica trasparente, valore non negoziabile”. In questo, almeno, ha aggiunto, dobbiamo essere diversi da chi ci ha preceduti, non ultimo nell’ascolto dei cittadini, di qualsiasi cittadino. Il consigliere Cia ha concluso augurandosi che l’apprezzatissimo e stimato collega Rodolfo Borga possa presto unirsi all’aula.

Gottardi: la Provincia sta tornando ad essere “retta parallela che accompagna i comuni nelle scelte sul territorio
Emozionato il primo intervento del neo eletto consigliere Mattia Gottardi (Civica Trentina). Apprezzata la brevità della relazione del Presidente che in sé evidenzia dei principi. La Provincia negli anni si era trasformata da alleata ad avversaria dei Comuni. Piace vedere già da subito che la Provincia sta tornando ad essere “retta parallela che accompagna i comuni nelle scelte sul territorio”. Mi è piaciuto, nella relazione, ha aggiunto, il sì alle infrastrutture che non significa un no all’ambiente.

Un richiamo forte Gottardi lo ha rivolto ai valori: da troppo tempo si sente parlare troppo di diritti e poco di doveri e una base valoriale identitaria come quella rappresentata nella relazione dà un tratto distintivo di quella che deve essere la dirittura da tenere. In questo senso, Gottardi ha chiesto maggiore rispetto da parte dell’opposizione: ad esempio, è giusto che siano rispettatati i diversi richiami fatti dalla maggioranza alla definizione unica di famiglia, fatta dell’unione di un uomo e una donna, pur nel rispetto di altre forme di unione. Si tratta di posizioni diverse che devono essere però rispettate e non ridicolizzate come accaduto nei giorni scorsi quando qualcuno ha definito un consigliere di maggioranza “un componente della fauna”.

De Godenz: si colga l’occasione irripetibile delle olimpiadi del 2026
Pietro De Godenz (UpT) ha apprezzato nella relazione il riferimento all’autonomia e la citazione di Degasperi. Giusto il riconoscimento del lavoro svolto dalla protezione civile ed ora è il momento di pensare al ripristino, anche utilizzando la forma dell’indebitamento. Importante, ha raccomandato, il sostegno al turismo che rappresenta, con l’agricoltura, il volano della nostra economia. E’ mancata nella relazione il riferimento alle olimpiadi del 2026, che rappresenterebbero un volano straordinario per il Trentino.

Si auspica che la Giunta voglia cogliere questa occasione irripetibile. Bene il passaggio sulla semplificazione burocratica e quello sui presidi ospedalieri periferici. Su infrastrutture e viabilità, bene la Valdastico però nella versione di tracciato della Giunta uscente. Mancano i riferimenti al trasporto su rotaia che permetterebbe di evitare troppo impatto sull’ambiente e offrirebbe opportunità impensabili anche in chiave turistica. Necessario il trilinguismo, incrementando viaggi studio e scambi culturali. La scuola trentina può essere migliorata con il dialogo tra imprese e giovani generazioni che favoriscano l’inserimento professionale. In conclusione un cenno al concetto di cristianità e all’inclusione sociale, indispensabili per una equilibrata politica dell’accoglienza. Condivisibili i riferimenti tradizionali a presepe e crocifisso nelle accezioni originarie di condivisione, solidarietà ed accoglienza.

Ambrosi: siamo dipendenti dei cittadini, a loro disposizione, per tentare insieme di cambiare le cose
Primo intervento in Consiglio provinciale anche per la consigliera Alessia Ambrosi (Lega) che si è detta emozionata “per la responsabilità che si è assunta agli occhi della gente: tentare di cambiare le cose e ridare alle persone una speranza che avevano perduto e avvicinare i cittadini alla politica”. Ci sono errori che non potremo permetterci, ha detto: ovvero rinchiudersi nella torre del palazzo come fatto dal centrosinistra che fin qui ha amministrato la Provincia.

“Noi abbiamo la consapevolezza di essere dipendenti dei cittadini, a loro disposizione, per tentare insieme di cambiare le cose”. Il centrosinistra ha perso perché ha scelto di noi essere a fianco della gente, un politico che no riceve le persone è un politico che perde il polso della realtà. “Voi avete snobbato i cittadini”, ha detto rivolto a Rossi che ha accusato di arroganza, quando, ha ricordato, ha dichiarato con disprezzo, di non fare i gazebo, ma di risolvere piuttosto i problemi”. Se salutare e sorridere, se ascoltare e accogliere significa essere populisti noi lo siamo, ha aggiunto. Dovremo confrontarci, questo è certo, ma dovremo anche darci qualche regola di rispetto, di metodo e di approccio, ha aggiunto. Partendo dal prendere atto della sconfitta, senza considerare gli elettori come degli ingrati, in una strana forma di permalosità infantile, ha detto rivolta all’opposizione.

Noi siamo qui per governare, guidati dal Presidente Fugatti, per tutelare le piccole aziende senza asfissiarle con la burocrazia, per difendere con orgoglio le tradizioni e non umiliarle e per sostenere i cittadini e farli sentire più sicuri. Sì alla tutela di tradizioni, usi e confini, per una forma di rispetto per la propria appartenenza. La clandestinità è un’invenzione del centrosinistra, ha aggiunto, e non ha nulla a che fare con l’immigrazione e l’accoglienza indiscriminata. Parola chiave è solidarietà vera, a cominciare dai trentini. Bene dunque un’opposizione di merito, fondata però sulla realtà e non sul livore, stimolandoci con proposte ed iniziative, ma risparmiandoci ripicche e permalosità non all’altezza di una terra prestigiosa come il Trentino. Quanto a noi, penseremo a rimboccarci le maniche, per risolvere le conseguenze della mala amministrazione che avete lasciato, ha concluso.

Guglielmi: un popolo senza storia e memoria è un popolo senza domani
Il giovanissimo Luca Guglielmi (Lista Fassa) ha esordito ringraziando il presidente Fugatti per la vicinanza alla comunità mostrata nei mesi scorsi, che lo qualificano in primo luogo come persona. E’ piaciuto a Guglielmi il richiamo nella relazione di Fugatti ai valori e alle tradizioni perché “un popolo senza storia e memoria è un popolo senza domani”.

Le minoranza linguistiche sono una ricchezza che non è sfuggita all’attenzione del Presidente, che ha mostrato di puntare in modo concreto sui servizi alle valli -in primis istruzione e sanità- al fine di evitare lo spopolamento. Rivolto a Rossi, Guglielmi ha criticato i commenti rivolti alla relazione di Fugatti sulla gestione dell’orso, mentre ha apprezzato il discorso pronunciato da Alessandro Olivi e ringraziato l’ex consigliere della Ual Giuseppe Detomas, affermando di capire solo adesso, le grosse difficoltà avute dal collega a rapportarsi con l’attuale minoranza”.

Leonardi: pronto a collaborare con disponibilità
Giorgio Leonardi (Forza Italia), tornato in Consiglio provinciale dopo cinque anni di assenza è intervenuto ad esprimere alcune critiche alla passata amministrazione ed offrendo alla maggioranza, di cui fa parte a pieno titolo, piena e concreta disponibilità a collaborare per intervenire e migliorare.

Moranduzzo: sicurezza, viabilità, giovani e lavoro i temi centrali
Giovanissimo e alla sua prima esperienza in aula, è intervenuto Devid Moranduzzo (Lega) che ha definito la squadra di governo giovane, ma determinata e competente. Il consigliere ha apprezzato i modi e tempi della vicinanza dimostrata dalla Giunta alle zone del territorio trentino colpite dall’eccezionale alluvione dell’ottobre scorso. Nel solco dei passaggi tracciati da Fugatti nella relazione, Moranduzzo ha citato l’autonomia, che va rilanciata a partire dalle valli alle quali vanno garantiti i servizi sanitari.

Serve incentivare le imprese trentine a restare sul territorio, a crescere e investire sui giovani. Fondamentale sul piano della viabilità il completamento della Valdastico, la seconda corsia della Valsugana, la terza corsia del Brennero e le altre opere citate dal Presidente. In materia di sicurezza occorre affrontare la tematica con azioni concrete e incisive in controtendenza rispetto a quanto fatto fin qui: occorre pugno duro e dire no al buonismo. Il consigliere ha respinto le critiche del centrosinistra rivolte all’assenza dei temi strategici e cruciali nella relazione del Presidente. Occorre pensare prima ai cittadini trentini, ai giovani che devono andare all’estero per trovare lavoro, agli anziani ecc. Infine, ha concluso, i trentini hanno scelto e finalmente la Provincia di Trento ha anche un vero autonomista alla guida del Consiglio provinciale, verso il quale Moranduzzo ha espresso piena fiducia, così come ha augurato buon lavoro all’intero consiglio.

Manica: manca un modello di sviluppo se non l’enunciazione a voler tornare indietro
“Tutti i presidenti hanno fatto fatica”, ha detto Alessio Manica (PD) rivolto al governatore Fugatti, “ma gli interventi dei colleghi che mi hanno preceduto, hanno dimostrato che lei dovrà faticare di più”. Siamo molto distanti, è innegabile e non sorprende, dall’attuale maggioranza perché i modelli di società e le soluzioni sono diametralmente opposte. A campagna chiusa si insiste ancora sugli stessi temi sensibili e remunerativi in termini di consenso. Questo “accarezzare di continuo l’elettore” non è sufficiente a gestire l’autonomia trentina, così complessa e ricca di competenze. Entrando nel merito della relazione, il consigliere del Pd ha espresso rammarico per l’assenza, nello stesso incipit in cui si fa riferimento all’alluvione, di una riflessione sul rapporto uomo-ambiente che sarà centrale in tutto il mondo.

Il cambiamento climatico non è minimamente citato, sebbene in questo campo questa terra può vantare di essere all’avanguardia. Manica non ha volutemante rivolto alcun commento sulla squadra di governo, la cui scelta spetta evidentemente al Presidente: verrà nei prossimi mesi la condivisione o meno delle proposte. Il consigliere del centrosinistra si è detto d’accordo sul ruolo di leva attribuito agli investimenti pubblici e su questo ci sarà disponibilità a lavorare, se si eviterà la demagogia dei piccoli appalti alle nostre imprese perché il tema è complesso e lo scoprirete. Sulle infrastrutture, Manica ha chiesto di aggiornare il termine a “mobilità”: non sono sfumature linguistiche, ma un approccio tutto diverso al tema. Per voi, infrastrutture significa solo strade, ha chiarito. Nemmeno una riga nella relazione sulla ferrovia, che pure interessa buona parte di questo territorio ed è argomento di riflessione in diverse comunità.

Complesso e strategico il tema della sede della newco Brenner Corridor, sul quale consegnamo un percorso che riserva sorprese e difficoltà: non si dica però che la partita è chiusa per le scelte della Giunta precedente perché una battaglia va fatta. Sulla Valdastico, Manica ha ribadito la notoria contrarietà per le motivazioni di sempre: un’opera che serve solo al Veneto per portare le proprie merci più a Nord, scaricando nuovo traffico su un’A22 già congestionata. Sui diritti preoccupa il richiamo alla sola famiglia naturale che nasconde tanta paura e l’idea che si possa illusoriamente negare lo sviluppo e l’evoluzione della società. Mancano i riferimenti ad ambiente, agricoltura, turismo, salvo dire che sono banalmente “centrali”, manca un modello di sviluppo se non l’enunciazione a voler tornare indietro. “Sarò felice”, ha concluso Manica, di veder completati i vuoti e le assenze di questa relazione, invitando Fugatti a “togliere lo sguardo dallo specchietto retrovisore”.

Job: smorziamo i toni e lavoriamo
Ha esordito ringraziando chi ha aiutato la propria comunità solandra negli eventi calamitosi del mese di ottobre, Ivano Job (Lega), che si è rivolto in primo luogo ai trentini, speciali “per il loro carattere, la loro determinazione e la loro umanità”. “Siamo bravi a stare uniti, a reagire alle difficoltà e facciamo tesoro di questo nei prossimi cinque anni”, ha aggiunto. Il consigliere del Carroccio ha espresso pieno apprezzamento per la relazione di Fugatti e augurato buon lavoro all’intero Consiglio, smorzando i toni della polemica perché, ha detto, “occorre confrontarsi e lavorare”.

Marini: un compito a ciascun assessore
Sul tema della messa in sicurezza del territorio, con riferimento all’alluvione che ha travolto il Trentino lo scorso ottobre, Alex Marini (5 Stelle) ha detto che occorre andare oltre e definire le priorità per il futuro prossimo. Il consigliere pentastellato ha sollevato la questione dei Vigili del Fuoco volontari, per i quali ha verificato che molti datori di lavoro non concedono l’autorizzazione di lasciare il posto per intervenire a sostegno della propria comunità e molti volontari utilizzano permessi o ferie per potersi assentare a prestare servizio. Assurda a suo avviso anche la questione delle polizze assicurative, che i volontari sono costretti a stipulare personalmente.

Confido che per entrambe le questioni si possa trovare una soluzione, ha detto. Mancano totalmente nella relazione i riferimenti ai cambiamenti climatici, mentre i prossimi dieci anni saranno gli anni decisivi per un cambiamento di rotta, quelli in cui dovremo impegnarci per sviluppare tecnologie e contenere le emissioni: le soluzioni possono essere diverse e anche creative, chiamando in ballo anche la ricerca scientifica. Sulla viabilità Marini ha evidenziato alcune mancanze nella relazione e ha detto che si sarebbe aspettato qualche cosa in più. Infine ha augurato buon lavoro e chiesto particolare attenzione ai neo assessori: a Borga, persona nota e personalmente apprezzata dal consigliere, l’augurio che possa sedere presto in quest’aula. A Tonina ha chiesto un segnale di apertura verso le istanze della montagna e la revisione del progetto Lagorai.

Bisesti vorrei che mi sorprendesse con l’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole, ha detto. A Failoni ha suggerito un controllo più attento alla grande distribuzione. A Spinelli, il ruolo più difficile perché il tema del lavoro è un’emergenza in continua evoluzione, ha chiesto misure per assicurare i diritti sociali dei lavoratori e un sistema economico più competitivo. A Segnana, ha consigliato di affrontare il tema dei vaccini al netto delle leggi nazionali, con uan formula di inclusione dei bambini esclusi. Zanotelli, infine, che possa lavorare per promuovere forme di agricoltura sostenibile e riformare la vigilanza ambientale oggi frammentata.

I lavori riprendono alle ore 15.00. Iscritti a parlare i consiglieri Rossi e Savoi.