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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

CONSIGLIO PROVINCIALE PAT – FORUM PACE E DIRITTI UMANI: “HATE SPEECH”: « UN’INTERA MATTINATA “A SCUOLA”, PER APPRENDERE BUONE PRATICHE DI COMUNICAZIONE NON OSTILE »

Un’intera mattinata “a scuola”, per apprendere buone pratiche di comunicazione non ostile. Quattro ore di corso esperienziale, per capire come evitare e contrastare lo “hate speech”, quel modo aggressivo di esprimersi, che prende di mira soprattutto avversari politici, donne, migranti, minoranze religiose, comunità Lgbti. Una degenerazione dei costumi purtroppo molto diffusa, in quest’epoca iperconnessa, che ha messo nelle mani di tutti la possibilità di comunicare al pubblico.

Ha riempito sala Aurora, stamane, l’iniziativa del Forum trentino per la pace e i diritti umani, che ha invitato relatori ed esperti del Centro per la cooperazione internazionale e del suo Osservatorio Balcani e Caucaso, da sempre alle prese con la clamorosa “palestra” di odio in cui s’era trasformata la ex Yugoslavia dopo la dissoluzione dello Stato federale comunista.

Questa mattina il presidente del Forum, Massimiliano Pilati, ha salutato in sala il presidente del Consiglio Walter Kaswalder e ha introdotto i lavori, composti di parte teorica ma anche di esercizi condivisi. Si è ragionato su cos’è l’hate speech, di quando sconfina nel reato vero e proprio, di come lo si può affrontare: rimuovendo post on line, oppure commentando per depotenziarli, smontandoli con un’opera di fact checking, impegnandosi in una comunicazione costruttiva, aperta al confronto e quindi non ostile.

La materia interessa i sociologi, gli psichiatri, i massmediologi, i giuristi. Si tratta di contemperare anche interessi qualche volta confliggenti, perché la libertà di espressione va ampiamente riconosciuta.
Nel maggio 2016 la Commissione europea ha varato assieme a Facebook, Twitter, YouTube e Microsoft un codice di condotta che ha portato a rimuovere fin qui il 71,1% dei contenuti segnalati dagli utenti e dalle organizzazioni della società civili come portatori di odio. Twitter appare meno solerte e ha rimosso solo il 43,5% di questi contenuti.

Il dossier consegnato ai corsisti ha fatto riferimento anche ai media professionali, segnalando quanto sia importante – nell’èra della post-verità – che non si facciano governare solamente dalla “notiziabilità dell’odio”, ma tengano fede a principi deontologici e di buona informazione.
Al corso odierno – cui erano invitati anche i consiglieri provinciali – hanno preso parte Sara Ferrari, Alex Marini e Paolo Ghezzi.